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Sentenza

Sentenza n. 420/2026 - Salerno, Sezione 2

per l’annullamento, per quanto riguarda il ricorso introduttivo: 1) dell'atto prot. n. 20986 del 23.11.2022(ordinanza di demolizione e ripristino n. 60/E.U./2022 – Reg. Ord. n. 67/2022), a firma del Responsabile dell'U.T.C. del Comune di Amalfi, recante “Ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi”; 2) del verbale di accertamento prot. n. 2726 del 6.03.2017, redatto a seguito di sopralluogo della Responsabile della P.M. del Comune di Amalfi, non conosciuto; 3) degli atti connessi, collegati, presupposti e consequenziali, anche non conosciuti; nonché per l'accertamento e per la declaratoria della non sottoponibilità dell'abuso contestato all'eventuale procedimento ex art. 31 ed alle sanzioni ivi previste, sia in tema di inottemperanza e conseguente acquisizione gratuita, sia in tema di sanzione pecuniaria di cui all'art. 31, comma 4 bis, del D.P.R. 380/2001; per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Celia Michela il 18/7/2023: - del silenzio diniego ovvero del diniego implicito formatosi sulla domanda di accertamento di conformità ex art. 36 TUE, presentata in data 23.2.2023 dalla ricorrente al Comune di Amalfi ed acquisita al prot. n. 3714 del 24.2.2023; - del verbale redatto dalla Polizia Municipale di Amalfi relativo alla presunta inottemperanza dell'ordinanza di demolizione n. 60/E.U./2022 – Reg. Ord. n. 67/2022 (prot. n. 20896 del 23.11.2022) a firma del responsabile del Settore Edilizia Privata del Comune di Amalfi, ove necessario; nonché per la declaratoria ed il riconoscimento 1) dell'illegittimità del silenzio diniego ovvero del diniego implicito formatosi sulla domanda di accertamento di conformità ex art. 36 TUE presentata in data 23.2.2023, acquisita al prot. n. 3714 del 24.2.2023; 2) della conseguente declaratoria del diritto del ricorrente all'esame della prefata domanda di sanatoria presentata in data 23.2.2023, con correlato obbligo in capo all'Amministrazione comunale di fornire risposta in ordine alla domanda di accertamento di conformità con un provvedimento espresso; 3) in subordine, non essendo la domanda di sanatoria palesemente priva di fondamento, dell'obbligo dell'Amministrazione comunale ad esprimersi esplicitamente ed in modo adeguatamente motivato sulla domanda di sanatoria e sull'istanza di autorizzazione/compatibilità paesaggistica presentate in data 23.2.2023, in conformità all'orientamento del Tribunale (cfr. Sez. II, 15.04.2021, n. 920); nonché per l'annullamento 4) dell'atto prot. n. 20986 del 23.11.2022(ordinanza di demolizione e ripristino n. 60/E.U./2022 — Reg. Ord. n. 67/2022), a firma del Responsabile dell'U.T.C. del Comune di Amalfi, recante “Ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi”; 5) del verbale di accertamento prot. n. 2726 del 6.03.2017, redatto a seguito di sopralluogo della Responsabile della P.M. del Comune di Amalfi, non conosciuto; 6) degli atti connessi, collegati, presupposti e consequenziali, anche non conosciuti; (atti impugnati con il ricorso introduttivo) nonché per l'accertamento e per la declaratoria della non sottoponibilità dell'abuso contestato all'eventuale procedimento ex art. 31 ed alle sanzioni ivi previste, sia in tema di inottemperanza e conseguente acquisizione gratuita, sia in tema di sanzione pecuniaria di cui all'art. 31, comma 4 bis, del d.P.R. 380/2001;

Giustizia amministrativa202300339

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, nonché il silenzio-diniego o diniego implicito sull’istanza di accertamento di conformità edilizia

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, il verbale di accertamento dell’abuso e gli atti connessi, deducendo vizi di violazione di legge ed eccesso di potere sotto vari profili. Ha inoltre chiesto l’accertamento della non sottoponibilità dell’abuso alle conseguenze previste dall’art. 31 d.P.R. 380/2001, inclusa l’acquisizione gratuita dell’area e la sanzione pecuniaria per inottemperanza. Con motivi aggiunti ha impugnato il silenzio-diniego o diniego implicito formatosi sull’istanza di accertamento di conformità presentata al Comune e ha chiesto che fosse dichiarato l’obbligo dell’amministrazione di provvedere espressamente e motivatamente sulla domanda di sanatoria e sull’istanza paesaggistica. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso introduttivo, in ragione della presentazione dell’istanza di sanatoria. Quanto ai motivi aggiunti, ha rappresentato che il procedimento di sanatoria era ancora in corso e che il Comune aveva adottato un preavviso di diniego, cui avrebbe fatto seguito il provvedimento conclusivo.

La decisione

Il Tribunale ha dichiarato improcedibile il ricorso introduttivo per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dalla ricorrente e applicando il principio dispositivo, in base al quale il giudice amministrativo deve dichiarare l’improcedibilità quando nel corso del giudizio viene meno l’interesse alla decisione. Ha dichiarato improcedibili anche i motivi aggiunti. Infatti, nelle more del giudizio, il Comune aveva adottato e notificato un preavviso di diniego espresso sull’istanza di accertamento di conformità; il procedimento non era ancora concluso, sicché l’interesse della ricorrente non risultava attualmente leso da un provvedimento definitivo. Il giudice ha precisato che l’eventuale provvedimento finale favorevole avrebbe soddisfatto l’interesse della ricorrente, mentre un eventuale provvedimento negativo avrebbe dovuto essere autonomamente impugnato, concentrandosi in esso la lesione e il correlativo interesse a ricorrere. Le spese sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione

    Il ricorso deve essere dichiarato improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione, anche in seguito alla dichiarazione della parte ricorrente.

  • art. 73 c.p.a.

    Il giudice ha dato alle parti avviso della possibile improcedibilità dei motivi aggiunti prima di definirli in rito.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    L’istanza di accertamento di conformità edilizia costituisce il procedimento amministrativo la cui pendenza ha inciso sull’interesse alla decisione del ricorso.

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    Il preavviso di diniego adottato dal Comune è stato riferito all’istanza di accertamento di conformità esaminata secondo tale disposizione; in assenza del provvedimento finale non si è ancora consolidata una lesione definitiva impugnabile.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La domanda originaria comprendeva l’accertamento della non sottoponibilità dell’abuso alle conseguenze previste dalla disposizione, ma tale domanda è stata dichiarata improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuto difetto di interesse alla decisione impone al giudice amministrativo, in applicazione del principio dispositivo, di dichiarare improcedibile il ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • Quando, nelle more del giudizio, l’amministrazione riavvia o porta avanti il procedimento destinato a definire la posizione sostanziale del ricorrente, l’impugnazione del silenzio o del diniego implicito può divenire improcedibile se non sussiste più una lesione attuale derivante da un provvedimento definitivo.
  • Il preavviso di diniego non equivale al provvedimento finale e, finché il procedimento non si conclude, non determina necessariamente l’attualità dell’interesse a impugnare; l’eventuale provvedimento negativo finale deve essere impugnato autonomamente, concentrandosi in esso la lesione della posizione giuridica del privato.
  • Se il procedimento amministrativo pendente si conclude con un provvedimento favorevole, l’interesse del ricorrente può risultare integralmente soddisfatto; se si conclude con un provvedimento sfavorevole, il privato deve rivolgere l’impugnazione contro tale nuovo atto.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

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