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Ordinanza

Ordinanza n. 67/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento (i) - del parere del Direttore Generale Welfare della Regione Lombardia n. G1.2024.0024857, del 24-06-2024, con cui è stato espresso parere negativo in ordine all’istanza di accreditamento del corso in Medicina e Chirurgia (LM-41) da parte della ricorrente presso la sede decentrata di nuova istituzione di Novedrate; (ii) - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale tra cui, per quanto occorrer possa: (a) - il decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca prot. n. 1101 del 29.7.2024 e i suoi allegati, con il quale è stato definito il numero dei posti disponibili per l’a.a. 2024/2025 per l’immatricolazione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia e odontoiatria e protesi dentaria, nella sola parte in cui non assegna alcun posto alla Università Link per il corso LM-41 presso la sede decentrata di Novedrate in corso di accreditamento; (b) - il decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca prot. n. 1098 del 25.7.2024 e i suoi allegati, nella parte in cui non assegna alcun posto alla Università Link per il corso LM-41 presso la sede decentrata di Novedrate in corso di accreditamento; (iii) - in quanto possa occorrere: (a) - della delibera del Consiglio regionale della Regione Lombardia del 25 giugno 2024, n. XII/395, nonché: (b) - della delibera di Giunta della Regione Lombardia n° XII/1518 assunta nella seduta del 13 dicembre 2023 e, conseguentemente: (c) - dei relativi Piani, laddove dovessero contenere preclusioni, allo stato non palesate dall’intimata Amministrazione, all’accoglimento dell’istanza della ricorrente.

Giustizia amministrativa202402397

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Parere regionale negativo sull’istanza di accreditamento del corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso la sede decentrata di Novedrate, nonché atti ministeriali di determinazione dei posti disponibili che non assegnano posti alla sede

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L’università ha impugnato il parere del Direttore Generale Welfare della Regione Lombardia, recante valutazione negativa sull’istanza di accreditamento del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia presso la nuova sede decentrata di Novedrate. Sono stati inoltre contestati, in via derivata o subordinata, i decreti ministeriali con cui sono stati determinati i posti disponibili per l’immatricolazione ai corsi di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria per l’anno accademico 2024/2025, nella parte in cui non attribuiscono posti alla sede di Novedrate, nonché alcuni atti regionali e i relativi piani, ove contenessero preclusioni all’accoglimento dell’istanza. Con precedente ordinanza collegiale il giudizio era stato già considerato ai fini della trattazione; con la presente ordinanza il Collegio ha ritenuto necessario acquisire aggiornamenti sulla vicenda e verificare, preliminarmente, se permanga l’interesse dell’università alla decisione di merito.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio e ha disposto incombenti istruttori. La parte ricorrente deve dichiarare motivatamente, entro 45 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, se persista l’interesse alla decisione di merito; in caso positivo deve aggiornare la situazione di fatto e di diritto, indicare gli eventuali fatti o atti sopravvenuti e precisare se ritenga necessaria un’attività istruttoria. L’amministrazione resistente deve fornire chiarimenti documentati e aggiornati sui fatti di causa, depositando, ove non già presenti, gli atti impugnati e la relativa documentazione. Il TAR ha avvertito che l’inerzia della ricorrente sulla dichiarazione di permanenza dell’interesse potrà essere valutata, ai sensi degli artt. 64, comma 4, e 84, comma 4, c.p.a., come manifestazione implicita e inequivoca di disinteresse attuale, conducendo alla dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese non sono state regolate, non essendo stata definita la controversia.

Norme richiamate

  • art. 64, comma 4, c.p.a.

    Consente al giudice di desumere argomenti di prova dal comportamento delle parti; nel caso concreto il mancato adempimento all’ordine di chiarire la permanenza dell’interesse potrà concorrere alla valutazione processuale dell’inerzia.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    L’inerzia della parte, previamente compulsata a dichiarare la permanenza dell’interesse alla decisione, può essere valutata come manifestazione inequivoca di sopravvenuto disinteresse e determinare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo ordina alla parte ricorrente di dichiarare motivatamente la permanenza dell’interesse alla decisione e la parte rimane ingiustificatamente inerte entro il termine assegnato, tale comportamento processuale può essere valutato come manifestazione implicita ma inequivoca di sopravvenuto disinteresse, ai fini della dichiarazione di improcedibilità del ricorso.
  • In presenza di una controversia la cui situazione fattuale o amministrativa può essersi modificata dopo la proposizione del ricorso, il giudice può disporre un incombente istruttorio diretto a ottenere dalle parti aggiornamenti sulla vicenda, sugli atti sopravvenuti e sulla persistente utilità della decisione di merito.
  • L’amministrazione resistente, destinataria di un ordine istruttorio, deve fornire chiarimenti documentati e aggiornati e depositare gli atti impugnati e la relativa documentazione, ove non siano già acquisiti al fascicolo.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processualeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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