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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35585/2026 del 07/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte dichiara il ricorso inammissibile: la doglianza relativa alla mancata valutazione dell’art. 133 c.p. è incompatibile con il rito concordato sulla pena, e la pena concordata non risulta illegale. Condanna inoltre il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è proposto contro la sentenza del 28 aprile 2026 della Corte d’appello di Catania, pronunciata a seguito di concordato in appello, con rinuncia ai motivi di appello e pena concordata. Il ricorrente lamenta la mancata valutazione dei criteri di cui all’art. 133 c.p. nella determinazione della pena applicata.

Norme richiamate

  • art. 133 c.p.

    Ritenuto che il ricorso è inammissibile in quanto incompatibile con l'adozione del rito concordato sulla pena, nella specie non illegale;

    La contestazione della mancata valutazione dei criteri di commisurazione della pena è incompatibile con il concordato in appello quando la pena concordata non è illegale.

Massime di principio

  • Nel ricorso contro una sentenza pronunciata a seguito di concordato in appello, con rinuncia ai motivi di appello e pena concordata, non è ammissibile una doglianza sulla mancata valutazione dei criteri di commisurazione della pena quando la pena concordata non è illegale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale

Testo integrale

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