Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46316/2022 del 07/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per il reato di tentata estorsione aggravata (anche per "metodo mafioso"). Il ricorrente censurava: 1) l'applicazione dell'aggravante "metodo mafioso" per assenza di manifestazione esteriore o evocazione esplicita di un'organizzazione; 2) l'insufficienza e la non convergenza degli indizi identificativi (contraddizioni nelle descrizioni dei testi, presunta non corrispondenza fisionomica, dubbio sull'individuazione fotografica, dubbia attendibilità di fotogrammi e riconoscimento vocale); 3) l'erronea valutazione del pericolo di recidiva, dedotta solo da precedenti remoti, che avrebbe reso possibile adottare misure meno afflittive quali gli arresti domiciliari.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende. Ha ritenuto, con motivazione analitica, che gli elementi identificativi fossero convergenti e idonei (individuazione fotografica da parte della vittima, individuazione sui fotogrammi di videosorveglianza, riconoscimento vocale su registrazione e collegamenti con un veicolo riconducibile a persone vicine al ricorrente). Ha confermato altresì la sussistenza dell'aggravante del "metodo mafioso" poiché la richiesta estorsiva evocava la presenza di persone/organizzazioni capaci di controllare il territorio, e ha ritenuto fondato il pericolo di recidiva in considerazione dei precedenti penali gravi del ricorrente, giustificando così la custodia cautelare.

Norme richiamate

  • art. 461-bis.1. cod.pen.

    L'aggravante del "metodo mafioso" può ritenersi sussistente anche quando la minaccia è implicita o "silente" se, in relazione al contesto ambientale e al tenore della minaccia, la condotta fa implicitamente evocare l'inserimento in un contesto criminale organizzato.

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Rilevata la presunzione di adeguatezza della massima misura cautelare prevista per il reato in questione quando sussistono gravi indizi, modalità della condotta e personalità con precedenti che rendono concreti i rischi cautelari.

  • art. 94, comma 1-ter disp.att. cod. proc. pen.

    art. 94, comma 1-ter disp.att.cod.proc.pen.

    Norma richiamata per gli adempimenti di cancelleria a seguito della deliberazione della Corte (riferita alle formalità esecutive del provvedimento).

Massime di principio

  • Più elementi indiziari deboli, se convergenti (individuazione fotografica della vittima, riscontro su immagini di videosorveglianza, riconoscimento vocale, collegamenti oggettivi come veicoli), possono formare un quadro probatorio valido ai fini cautelari.
  • L'aggravante "metodo mafioso" non richiede sempre un'esplicita evocazione di un'organizzazione: è sufficiente che la minaccia, nel contesto ambientale, faccia ragionevolmente evocare l'intervento o il controllo di soggetti organizzati.
  • I precedenti penali gravi e indizi di collegamento con ambienti criminali costituiscono elementi rilevanti ai fini della valutazione del pericolo di recidiva e possono giustificare misure cautelari più afflittive.
  • Le contestazioni sulla attendibilità di singoli elementi identificativi devono essere valutate nel loro complesso: la difesa può cercare di frammentare gli indizi, ma la loro convergenza può neutralizzare obiezioni singole.
  • In fase cautelare il giudice valuta la congruità e la coerenza complessiva delle risultanze investigative; ove sussistano indizi gravi e concreti rischi, le misure meno afflittive sono ritenute inadeguate.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.