Sentenza n. 805/2026 - Bari, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento dello Sportello Unico per l’Immigrazione di Foggia recante il rigetto, sostanzialmente qualificato come revoca, del nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato non stagionale
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, entrato regolarmente in Italia per lavoro stagionale, aveva ottenuto il nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno il 7 ottobre 2025. L’Amministrazione aveva successivamente avviato un procedimento di revoca fondato su due presupposti: l’esistenza di più contratti di locazione sull’immobile utilizzato come alloggio, da cui sarebbe derivato un sovraffollamento, e la mancata presentazione della SCIA o del certificato di agibilità entro tre mesi dal rilascio dell’attestato di idoneità alloggiativa. Il ricorrente ha dedotto l’erronea qualificazione giuridica dell’atto e l’assenza dei presupposti per la revoca; il travisamento dei fatti e il difetto di istruttoria quanto al presunto sovraffollamento, poiché il precedente contratto era stato risolto il 2 ottobre 2025 e nella stessa data era stato registrato un nuovo contratto, intestato al ricorrente e a un altro lavoratore, compatibile con la capienza dell’immobile; l’omessa valutazione delle sopravvenienze favorevoli, consistite nel deposito della SCIA e nel rilascio di un nuovo attestato di idoneità alloggiativa; la violazione del principio di proporzionalità; il difetto di motivazione, la contraddittorietà e la lesione del legittimo affidamento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso nei limiti indicati in motivazione e ha annullato il provvedimento impugnato, imponendo all’Amministrazione di riesaminare la posizione. Il primo presupposto ostativo è stato ritenuto viziato da travisamento dei fatti, poiché alla data del 2 ottobre 2025, anteriore al rilascio del nulla osta, risultava un solo contratto di locazione, regolarmente comunicato all’Agenzia delle Entrate, intestato al ricorrente e a un altro conduttore. Quanto al secondo presupposto, relativo alla tardiva regolarizzazione dell’agibilità, il TAR ha ritenuto necessario un nuovo esercizio del potere, tenendo conto delle sopravvenienze favorevoli: la SCIA era stata depositata subito dopo l’avvio del procedimento di revoca ed era stato rilasciato un nuovo attestato di idoneità alloggiativa. In materia di conversione del permesso di soggiorno, l’Amministrazione deve valutare, nel riesame, gli elementi concretamente maturati nelle more, l’effettivo inserimento sociale e lavorativo dello straniero e l’adempimento tardivo degli obblighi di legge, quale possibile indice del raggiungimento della legalità sostanziale. Il giudice non ha però riconosciuto direttamente il bene della vita né ordinato il rilascio del nulla osta, trattandosi di valutazioni riservate al nuovo esercizio del potere amministrativo. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
sentenza in forma semplificata
Consente la definizione della causa con sentenza semplificata, previo avviso alle parti, quando il giudizio è maturo per la decisione.
art. 55 c.p.a.
Richiamato quale fondamento della domanda cautelare proposta unitamente al ricorso.
Massime di principio
- Quando un provvedimento di revoca di un nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno si fonda su più presupposti autonomi e uno di essi risulta viziato da travisamento dei fatti, l’atto deve essere annullato se il presupposto erroneo ha concorso a fondarne l’adozione.
- Nel giudizio amministrativo in materia di immigrazione, l’Amministrazione, nell’esercizio rinnovato del potere, deve considerare le sopravvenienze favorevoli allo straniero che si siano concretamente verificate nelle more del giudizio, comprese la regolarizzazione tardiva dell’alloggio e il rilascio di un nuovo attestato di idoneità alloggiativa.
- La regolarizzazione tardiva di obblighi formali non determina automaticamente il riconoscimento del titolo richiesto, ma deve essere valutata dall’Amministrazione, insieme all’effettivo inserimento sociale e lavorativo dello straniero, quale elemento sintomatico del raggiungimento della legalità sostanziale della sua posizione.
- Il giudice amministrativo può annullare il provvedimento e imporre il riesame della posizione alla luce delle sopravvenienze favorevoli, ma non può sostituirsi all’Amministrazione ordinando direttamente il riconoscimento del bene della vita quando residuano valutazioni amministrative sui presupposti del titolo.
- Nella conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato non stagionale, la verifica dei presupposti deve essere particolarmente rigorosa e non può consentire che condotte colpose o negligenti del privato o del datore di lavoro siano utilizzate per ottenere automaticamente la stabilizzazione del rapporto e della permanenza in Italia.
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