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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31170/2023 del 18/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Ragusa che aveva dichiarato colpevole l'imputato per il reato di cui all'art. 341-bis c.p. e lo aveva condannato a tre mesi di reclusione, denunciando: 1) violazione di legge per aver inflitto una pena inferiore al minimo edittale previsto dalla novella della legge n. 77/2019 che ha modificato l'art. 341-bis c.p. fissando il minimo a sei mesi; 2) mancanza di motivazione in ordine all'esclusione della recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale, regolarmente contestata nell'editto di accusa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore generale. Ha ritenuto ammissibile il ricorso come "per saltum" e ha dichiarato legittimata la proposizione del ricorso da parte del Procuratore generale, avendo operato il necessario coordinamento con il Procuratore della Repubblica. Sotto il profilo del merito la Corte ha rilevato: a) carenza di motivazione sulla esclusione della recidiva qualificata, violando l'obbligo di motivazione ex art. 125 c.p.p.; b) errore nella determinazione della pena perché la pena inflitta (tre mesi) è inferiore al minimo edittale previsto dall'art. 341-bis c.p. dopo la modifica normativa (minimo sei mesi) e tale errore, essendo favorevole all'imputato, non è emendabile con il meccanismo di cui all'art. 130 c.p.p. La sentenza è stata annullata limitatamente alla determinazione della pena e gli atti sono stati rinviati alla Corte d'appello di Catania per nuovo giudizio sulla pena.

Norme richiamate

  • art. 341-bis cod. pen.

    La norma, come modificata dalla legge n. 77/2019, fissa il nuovo minimo edittale a sei mesi; la Corte ha ritenuto che la pena inflitta sotto tale minimo sia illegale e quindi annullabile.

  • art. 608 cod. proc. pen.

    Base normativa richiamata per la proposizione del ricorso per cassazione da parte del Procuratore generale; utilizzata per qualificare il rimedio esperito.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Prescrive la sintesi dei motivi nel ricorso per cassazione; richiamata in relazione alla congruenza e alla formalizzazione del motivo denunciato.

  • art. 593 cod. proc. pen.

    Limita il diritto di appello del pubblico ministero a specifici casi (modifica del titolo del reato, esclusione di aggravanti ad effetto speciale, pena di specie diversa); la Corte ha chiarito che una volta sussistente un motivo che rende appellabile la sentenza, il potere di impugnazione si "riespande" e può investire anche altre statuizioni.

  • art. 569 cod. proc. pen.

    Dispositivo sul ricorso per cassazione "per saltum" (ricorso immediato) che è stato utilizzato e ritenuto ammissibile nella specie, essendo il ricorso limitato a violazioni di legge.

  • art. 593-bis cod. proc. pen.

    Stabilisce i casi in cui il Procuratore generale può appellare (avocazione o acquiescenza del Procuratore della Repubblica); la Corte ha richiamato questo articolo per valutare la legittimazione del Procuratore generale e ha ritenuto che il necessario coordinamento con il Procuratore della Repubblica fosse intervenuto.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Impone l'obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali; la Corte ha riscontrato la violazione di tale obbligo nella mancata motivazione sull'esclusione della recidiva.

  • art. 130 cod. proc. pen.

    Regola la correzione di errori materiali; la Corte ha escluso che potesse essere utilizzato per sanare l'errore di determinazione della pena quando l'errore è sostanziale e favorevole all'imputato (errore di giudizio non emendabile).

  • Legge 8 agosto 2019, n. 77 (conversione del d.l. 14 giugno 2019 n. 53)

    La legge ha modificato l'art. 341-bis c.p. introducendo il minimo edittale di sei mesi; tale modifica è il fondamento della censura per pena inferiore al minimo.

Massime di principio

  • Se una sentenza è appellabile per un motivo previsto dall'art. 593 c.p.p., il potere di impugnazione del pubblico ministero può "riespandersi" e investire anche altre statuizioni della sentenza.
  • Il Procuratore generale può proporre ricorso immediato (ricorso "per saltum") solo se ricorrono le condizioni di legittimazione previste, con il necessario coordinamento con il Procuratore della Repubblica ex art. 593-bis; in difetto, la legittimazione può essere contestata.
  • Il giudice di merito è tenuto a motivare specificamente le ragioni per l'esclusione della recidiva; l'assenza di ogni motivazione (anche implicita) determina vizio di motivazione rilevabile in cassazione.
  • Una pena inflitta al di sotto del minimo edittale previsto da una norma modificata non può essere sanata come errore materiale: si tratta di errore di giudizio non emendabile ex art. 130 c.p.p., con conseguente annullamento.
  • Il ricorso per cassazione limitato a questioni di diritto (violazioni di legge) può essere ammissibile come ricorso "per saltum" se la sentenza è appellabile nelle forme previste; in tal caso la Corte di Cassazione può annullare e rinviare per nuovo giudizio.
  • In casi analoghi, prima di formulare motivazioni di esclusione di circostanze aggravanti o di recidiva, il giudice deve documentare l'analisi fattuale e giuridica che giustifica la scelta, pena l'annullamento per carenza di motivazione.

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