Cassazione Penale, Sentenza n. 18376/2022 del 09/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale sulla decisione circa la concessione della detenzione domiciliare ai sensi dell'art. 47-ter Ord. pen. in favore di Rosario Fiarè. Il Tribunale di Torino si era ritenuto incompetente perché la misura precedente era stata concessa da Torino; il Tribunale di Catanzaro aveva invece già declinato la propria competenza invocando il principio della perpetuatio jurisdictionis. La controversia nasceva dal fatto che, al momento della nuova richiesta di rinvio dell'esecuzione della pena (7 dicembre 2019), l'interessato risultava domiciliato nel territorio del Tribunale di sorveglianza di Catanzaro, mentre la precedente misura concessa da Torino era prossima alla scadenza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha affermato la competenza del Tribunale di sorveglianza di Catanzaro. Ha ritenuto che la competenza territoriale, ai sensi dell'art. 677, comma 2, cod. proc. pen., si determina con riferimento alla residenza/domicilio dell'interessato al momento dell'instaurazione della nuova istanza; pertanto, essendo Fiarè domiciliato nel circondario di Catanzaro al momento della nuova richiesta e avendo il magistrato di sorveglianza locale adottato il provvedimento provvisorio, il Tribunale di Catanzaro è funzionalmente e inderogabilmente competente a decidere definitivamente. La Corte ha disposto la immediata trasmissione degli atti al Tribunale di Catanzaro.
Norme richiamate
art. 47-ter Ord. pen.
Norma che disciplina il rinvio dell'esecuzione della pena nella forma della detenzione domiciliare; la Corte ha considerato la nuova istanza come autonoma rispetto alla precedente misura temporanea.
art. 677, comma 2, cod. proc. pen.
Stabilisce che, quando l'interessato non è detenuto o internato, la competenza della magistratura di sorveglianza è determinata dal luogo di residenza o domicilio dell'interessato; la Corte l'ha applicata per individuare la competenza territoriale al momento della nuova domanda.
artt. 28 e 30 cod. proc. pen.
Norme procedurali che disciplinano il regolamento dei conflitti di giurisdizione e la rimessione degli atti alla Corte di Cassazione per la risoluzione; la Corte ha ritenuto ammissibile il conflitto e ha deciso ai sensi di tali norme.
principio della "perpetuatio jurisdictionis" (giurisprudenza)
Principio giurisprudenziale secondo cui la competenza territoriale rimane ancorata alla situazione esistente all'atto dell'instaurazione del procedimento. La Corte ha precisato che tale principio opera quando si tratta del medesimo procedimento e non può impedire la determinazione della competenza per una nuova, autonoma richiesta presentata dopo spostamento del domicilio.
Massime di principio
- La competenza territoriale per le materie della magistratura di sorveglianza, quando l'interessato non è detenuto, si determina in base al domicilio o alla residenza esistenti al momento dell'instaurazione della specifica istanza.
- Il principio della perpetuatio jurisdictionis opera per lo stesso procedimento già instaurato e per le istanze collegate, ma non impedisce che una nuova domanda, presentata in epoca successiva e con l'interessato domiciliato in altra circoscrizione, sia trattata dal tribunale del nuovo domicilio.
- Se un magistrato locale adotta un provvedimento provvisorio (es. rinvio dell'esecuzione) in favore dell'interessato, il tribunale della medesima circoscrizione è tenuto a decidere definitivamente sulla domanda connessa.
- Quando due uffici giudicanti rifiutano entrambi di procedere per questioni di competenza, si configura un conflitto di competenza che deve essere rimesso alla Corte di Cassazione per la risoluzione.
- In situazioni analoghe, verificare sempre la data e il contenuto della richiesta: se si tratta di una nuova istanza autonoma, la competenza segue il domicilio/residenza al momento di quella nuova istanza; se invece è una mera prosecuzione del procedimento originario, può prevalere la perpetuatio jurisdictionis.
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