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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34228/2022 del 15/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta di rescissione del giudicato avverso la sentenza del Tribunale di Prato del 04/05/2018 (divenuta irrevocabile il 18/01/2019) in cui Zhao era stato condannato per reati ex art. 4 Legge n.110/1975 e art.707 c.p. Zhao deduceva di non aver mai avuto conoscenza del processo nonostante l'elezione di domicilio presso un difensore d'ufficio (Avv. Benedetta Ciampi), di non aver mai instaurato contatti con quel difensore e di essere stato detenuto nel periodo in cui decorreva il termine per impugnare, per cui la mancata impugnazione sarebbe imputabile al difensore e non a una volontaria sottrazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha richiamato la sentenza delle Sezioni Unite n.23948/2019 affermando che l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non comporta automaticamente la presunzione di conoscenza del processo o di volontaria sottrazione. Doveva essere accertato l'effettivo contatto tra difensore e assistito. La Corte territoriale aveva invece ritenuto la sottrazione esclusivamente sulla base dell'elezione di domicilio e ha ignorato che Zhao risultava detenuto, condizione che ostacolava il contatto. Per tali motivi la Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, ha revocato la sentenza del Tribunale di Prato n.721/2018 e ha disposto la trasmissione degli atti per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    La violazione di questa norma (principio del contraddittorio e della partecipazione dell'imputato) è stata ritenuta insanabile e ha giustificato la revoca della sentenza. Il processo si è svolto in violazione dell'articolo perché non risultava prova del contatto effettivo tra difensore e imputato.

  • art. 162 cod. proc. pen. (comma introdotto dalla legge 23/6/2017 n.103, comma 4-bis)

    La Corte richiama il principio secondo cui l'elezione del domicilio presso il difensore d'ufficio, antecedente all'introduzione del comma 4-bis, non comporta di per sé una presunzione automatica di conoscenza del processo o di volontaria sottrazione. Occorre valutare indici supplementari dell'effettivo rapporto difensore-assistito.

  • sentenza Sezioni Unite n.23948/2019

    Il precedente delle Sezioni Unite è applicato come criterio guida: l'elezione di domicilio presso difensore d'ufficio non esclude automaticamente la rescissione del giudicato; il giudice deve verificare l'effettivo contatto e la conoscenza del processo.

  • art. 629-bis cod. proc. pen. (istanza ex art. 629-bis citata)

    Norma procedurale richiamata in relazione alla procedura per la rescissione del giudicato. Nella fattispecie Zhao aveva prodotto prova di detenzione rilevante ai fini della verifica dell'incolpevolezza della mancata impugnazione.

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Richiamato come norma procedurale sulla trattazione del ricorso in Cassazione (trattazione ai sensi dell'art. 611).

  • art. 4 Legge n.110/1975 e art. 707 cod. pen.

    Norme sostanziali costituenti il capo di imputazione nella sentenza annullata; citate per contestualizzare la materia del giudizio annullato.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio presso un difensore d'ufficio non è di per sé prova che l'imputato abbia avuto conoscenza del processo o che si sia volontariamente sottratto: il giudice deve verificare l'effettivo contatto tra difensore e assistito.
  • Se l'imputato era detenuto nel periodo rilevante per esercitare impugnazioni, ciò può ostacolare il contatto e giustificare che la mancata impugnazione non sia attribuibile all'imputato.
  • È onere del giudice accertare, sulla base di indizi e documenti, se il difensore abbia effettivamente contattato l'assistito; l'assenza di tale verifica può determinare l'annullamento per vizio procedurale (art. 420-bis).
  • La rescissione del giudicato può essere accolta quando emerge che l'assenza dell'imputato dal processo o la mancata impugnazione dipendono da fattori non imputabili all'imputato (es. ineffettivo legame con difensore nominato d'ufficio, detenzione).
  • Per difendere efficacemente una posizione simile è utile documentare la mancata conoscenza del procedimento (certificati di detenzione, dichiarazioni, mancanza di comunicazioni da parte del difensore) e chiedere la verifica dei contatti difensore-assistito.
  • I giudici di merito non possono fondare la volontaria sottrazione esclusivamente sull'elezione di domicilio; devono valutare la situazione personale dell'indagato e l'esistenza di indizi contrari.
  • Quando emerge un vizio procedurale insanabile relativo alla partecipazione dell'imputato al processo, la revoca della sentenza e la restituzione degli atti per nuovo giudizio sono misure appropriate.

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