Cassazione Penale, Sentenza n. 43660/2022 del 17/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per il reato di traffico internazionale di stupefacenti (11 kg di cocaina esportati verso la Svizzera). I profili di doglianza erano: 1) genericità dell'incolpazione e violazione dell'art. 292 c.p.p. e dell'art. 6 CEDU, perché la descrizione del fatto sarebbe insufficiente; 2) insufficienza e erronea qualificazione degli elementi indiziari, che si baserebbero principalmente su fatti successivi al reato (riprese video mentre spostava un congelatore, conversazioni intercettate dopo l'arresto dell'almerini) e quindi tali da configurare al massimo favoreggiamento e non concorso; 3) vizi procedurali e di valutazione della prova (attribuzione di contatti con altri indagati, confusione tra posizioni personali, uso di un presunto nickname, e mancata considerazione di un referto medico che avrebbe escluso un incontro con l'almerini).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati il primo e il secondo motivo: la descrizione sommaria del fatto contenuta negli atti e nella motivazione era sufficiente ai sensi dell'art. 292 c.p.p.; gli elementi successivi al fatto potevano comunque fornire indizi di partecipazione al reato commesso. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile perché mirava a sindacare il merito delle valutazioni del giudice del riesame (controllo non consentito in sede di legittimità). La Corte ha inoltre respinto l'allegata incompatibilità del referto medico con la possibilità dell'incontro ritenendo le due circostanze compatibili. Infine, è stata imposta al ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di euro 3.000,00 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Norma richiamata nella qualificazione del reato in concorso; usata per inquadrare la partecipazione a titolo di concorso.
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma che disciplina i reati concernenti gli stupefacenti; il fatto contestato è ascritto a titolo di violazione di questa norma.
art. 80, comma 2, d.P.R. 309/1990
Aggravante/parte normativa collegata al reato di traffico di sostanze stupefacenti, richiamata nel capo di imputazione.
art. 292 cod. proc. pen.
Prescrive i contenuti minimi dell'atto di impugnazione e del provvedimento cautelare; la Corte ha affermato che la descrizione sommaria del fatto è sufficiente se la condotta è concretamente specificata nella richiesta del pubblico ministero e nella motivazione dell'ordinanza.
art. 6 Carta europea dei diritti dell'uomo (CEDU)
Richiamato dal ricorrente in ordine al diritto ad un processo equo; la Corte non ha ravvisato violazione in relazione alla presunta genericità delle accuse.
art. 521 e 522 cod. proc. pen.
Norme procedurali richiamate nella censura sulla motivazione e sulla valutazione degli elementi indiziari; la Corte ha ritenuto le argomentazioni del giudice del riesame coerenti e non vizianti.
art. 378 cod. pen.
Norma sul concorso di persone nel reato, utile per la qualificazione giuridica dell'ipotesi accusatoria; la Corte ha ritenuto plausibile l'apprezzamento di indizi riferibili al concorso.
art. 274 e 275 cod. proc. pen.
Norme relative alla produzione e all'apprezzamento della prova; richiamate dal ricorrente ma la Cassazione ha ritenuto le censure inammissibili perché attengono alla valutazione di merito.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che dispone le conseguenze economiche per i ricorsi dichiarati inammissibili o infondati; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.
Massime di principio
- In materia di misure cautelari la descrizione sommaria del fatto può essere ritenuta sufficiente se la richiesta del pubblico ministero e la motivazione del provvedimento applicativo contengono una specificazione concreta delle condotte (ai sensi dell'art. 292 c.p.p.).
- Elementi probatori riferiti a fatti successivi alla consumazione del reato (es. riprese video, conversazioni intercettate dopo l'arresto) possono comunque costituire indizi significativi della partecipazione a fatti già commessi e giustificare misure cautelari, se valutati nel loro insieme.
- La Corte di Cassazione, nel giudizio cautelare, ha poteri di legittimità limitati e non può sostituirsi al giudice del merito nel riconsiderare lo spessore degli indizi o la valutazione delle prove, salvo vizi di legge o illogicità manifeste.
- Per contestare efficacemente una misura cautelare in Cassazione è necessario individuare profili di illegittimità formale o palese illogicità nella motivazione; mere rivalutazioni del merito o richieste di riconsiderazione degli elementi probatori sono inammissibili.
- Documenti come referti medici o alibi devono essere valutati dal giudice del merito; la loro sola esistenza non garantisce il superamento della misura cautelare se il giudice ritiene le risultanze compatibili con la partecipazione contestata.
- Ricorrere in cassazione senza fondamento espone al rischio di condanna alle spese processuali e all'applicazione della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 616 c.p.p.
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