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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25977/2022 del 06/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato il riesame del decreto di perquisizione e sequestro probatorio. Il ricorrente ha denunciato carenza o apparenza di motivazione del decreto e dell'ordinanza in relazione al fumus del reato: nel decreto non era descritta la fattispecie concreta attribuita, non era indicato il ruolo del ricorrente nell'associazione e si faceva generico richiamo a note della Polizia Giudiziaria non allegate e non sintetizzate, rendendo impossibile per la difesa conoscere le ragioni del sequestro.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso. Ha ritenuto insufficienti sia il decreto del PM sia l'ordinanza del Tribunale perché mancavano la motivazione concreta circa la finalità probatoria del sequestro, il nesso di pertinenzialità tra i documenti sequestrati (anche informatici) e i reati ipotizzati e una descrizione, anche sintetica, delle condotte e del ruolo attribuito all'indagato. Le note della Polizia giudiziaria richiamate non erano allegate né riassunte, per cui la motivazione per relationem risultava priva di contenuto esplicativo e lesiva del diritto di difesa. Pertanto la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di perquisizione e sequestro e ha disposto la restituzione dei beni sequestrati, ordinando le comunicazioni di rito ai sensi dell'art. 626 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 254, comma 2 c.p.p.

    richiamo al inciso "se del caso" come attestazione della non automaticità del sequestro

    Il sequestro del corpo del reato non è automatico; il PM deve indicare i presupposti che rendono necessario il sequestro per ragioni d'accertamento e funzionali al proseguimento delle indagini; occorre motivazione specifica sulla finalità probatoria

  • art. 275 c.p.p.

    I criteri di proporzionalità, adeguatezza e gradualità, tipici delle misure cautelari personali, devono applicarsi anche alle misure cautelari reali come il sequestro probatorio

  • art. 83, comma 12-ter, d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (conv. l. 24 aprile 2020, n. 27)

    norma citata in relazione alla requisitoria scritta del Pubblico Ministero

    Consente al Sostituto Procuratore generale di formulare conclusioni con requisitoria scritta nelle ipotesi previste; utilizzata nel procedimento per le conclusioni della Procura generale

  • art. 626 c.p.p.

    Norma richiamata per le comunicazioni da effettuare a seguito dell'annullamento e della restituzione dei beni

  • art. 416 c.p.

    Norma sostanziale richiamata: associazione per delinquere era il reato oggetto delle indagini per il quale il PM aveva disposto la perquisizione e il sequestro

  • art. 479 c.p.

    Norma sostanziale richiamata: reato di falsificazione/uso di documenti connesso alle ipotesi investigative

  • art. 323 c.p.

    Norma sostanziale richiamata: abuso d'ufficio, ritenuto tra le fattispecie potenzialmente connesse all'attività investigata

  • art. 12 d.lgs. 286/1998

    Norma amministrativa penale in materia di immigrazione (favoreggiamento della permanenza), richiamata come uno dei reati oggetto delle indagini

  • Sez. U, Sentenza n. 36072 del 19/04/2018 (Botticelli)

    Giurisprudenza di legittimità che afferma l'obbligo di motivazione specifica, pur se concisa, del decreto di sequestro probatorio circa la finalità probatoria e i presupposti del sequestro; ribadisce la non automaticità del sequestro e l'esigenza di tutela del diritto di difesa

  • Sez. 6, Sentenza n. 56733 del 12/09/2018

    Giurisprudenza richiamata per il principio che l'obbligo motivazionale del PM deve essere modulato rispetto al fatto ipotizzato, alla natura del bene e alla relazione tra beni e reato; la mancanza di descrizione delle ragioni del sequestro può determinare la nullità

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio deve contenere una motivazione, anche sintetica, che indichi la finalità probatoria e il nesso di pertinenzialità tra i beni sequestrati e i reati ipotizzati
  • La motivazione per relationem (richiamo a note di Polizia Giudiziaria) è ammissibile solo se le informazioni richiamate sono allegate o sinteticamente riportate nel decreto/ordinanza, così da consentire alla difesa di conoscere le ragioni del provvedimento
  • La descrizione, seppur sommaria, delle condotte addebitate e del ruolo dell'indagato è necessaria per valutare il fumus e per garantire il diritto di difesa
  • I principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità si applicano anche ai sequestri reali; la compressione della proprietà richiede motivazione idonea a giustificarla
  • La carenza motivazionale che impedisce alla difesa di comprendere le ragioni del sequestro può comportare l'annullamento del provvedimento e la restituzione dei beni

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