Cassazione Penale, Sentenza n. 36379/2023 del 31/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Tediosi, condannato irrevocabilmente per reati di cui agli artt. 5 e 10 del d.lgs. n. 74/2000 a pena detentiva di 1 anno e 9 mesi, aveva chiesto l'applicazione della pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità in sostituzione della pena detentiva sulla base delle nuove disposizioni introdotte dal d.lgs. n. 150/2022 (cd. riforma "Cartabia"). Il Tribunale di Venezia ha dichiarato la richiesta inammissibile perché la sentenza di condanna era già divenuta irrevocabile anteriormente all'entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2022 (30/12/2022). Inoltre risultava fissata udienza del Tribunale di sorveglianza per valutare misure alternative (affidamento in prova), idonee a soddisfare le esigenze di rieducazione e risocializzazione.
La decisione
Il ricorso contro l'ordinanza è stato rigettato. La Corte ha ritenuto corretta l'interpretazione della disciplina transitoria dell'art. 95 del d.lgs. n. 150/2022, che limita l'applicazione retroattiva delle nuove sanzioni sostitutive ai procedimenti ancora pendenti al momento dell'entrata in vigore della riforma; solo per i procedimenti pendenti in grado di legittimità è prevista, in via eccezionale, la possibilità che il giudice dell'esecuzione provveda, su istanza dell'interessato entro 30 giorni dalla irrevocabilità della sentenza. Poiché la sentenza di Tediosi era irrevocabile prima del 30/12/2022, le nuove disposizioni non sono applicabili. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Indicano i reati per i quali Tediosi è stato condannato; non sono oggetto della riforma transitoria ma identificano la fattispecie penale di riferimento per la condanna irrevocabile
d.lgs. n. 150 del 2022 (cd. riforma "Cartabia")
Ha introdotto nuove sanzioni sostitutive per pene detentive brevi e contiene la disciplina transitoria: le nuove disposizioni si applicano, se più favorevoli, ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore; solo per i procedimenti pendenti in Corte di legittimità è attribuito al giudice dell'esecuzione il potere, su istanza entro 30 giorni dalla irrevocabilità, di applicare le misure sostitutive
legge delega 27 settembre 2021, n. 134
Fonte della delega legislativa che ha dato corso alle modifiche contenute nel d.lgs. n. 150/2022; richiamata per il quadro normativo della riforma
Massime di principio
- Le nuove misure sostitutive introdotte dal d.lgs. n. 150/2022 si applicano solo ai procedimenti ancora pendenti alla data di entrata in vigore della riforma; non operano per i condannati la cui sentenza era già irrevocabile prima di tale data.
- Il potere di decidere sull'applicazione delle sanzioni sostitutive resta primariamente in capo al giudice della cognizione (giudice che ha pronunciato la condanna); solo in via eccezionale, per i procedimenti pendenti in grado di legittimità, è previsto l'intervento del giudice dell'esecuzione su istanza dell'interessato entro 30 giorni dall'irrevocabilità.
- La qualifica di "libero sospeso" (condannati con sentenza irrevocabile e pena non superiore a quattro anni in attesa di decisione del magistrato di sorveglianza su misure alternative) non rende omogenea la posizione con i procedimenti ancora non definiti in sede di cognizione; pertanto non consente automaticamente l'accesso alle nuove misure sostitutive.
- Le misure sostitutive delle pene principali e le misure alternative alla detenzione (es. affidamento in prova ai servizi sociali) costituiscono istituti differenti con finalità e presupposti diversi; la loro applicabilità segue regimi normativi distinti.
- Se il procedimento è ancora pendente in grado di legittimità, il condannato che intenda usufruire delle nuove norme deve presentare istanza al giudice dell'esecuzione entro 30 giorni dall'eventuale irrevocabilità della sentenza, altrimenti l'opportunità si perde.
- In ipotesi analoghe è utile verificare tempestivamente lo stato processuale (se la condanna è definitiva o il procedimento è pendente) e, se applicabile, proporre istanza nei termini previsti o impugnazioni idonee a rendere la decisione ancora non irrevocabile.
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