Cassazione Penale, Sentenza n. 36186/2023 del 30/08/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Catania del 10/02/2022 che, riformando la sentenza del Tribunale di Catania, l'ha condannata per il reato previsto dall'art. 5 d.lgs. n. 74/2000 in quanto, quale legale rappresentante dell'associazione "Casa Cristo Re", avrebbe omesso la dichiarazione IVA per il 2013 con evasione di IVA quantificata in euro 52.096,00 su un imponibile di euro 236.800,00. Sono dedotti due motivi: 1) travisamento dell'allegato 5 al PVC (sostenendo che il documento sia a firma di persona diversa e riferibile ad altra persona giuridica, incidendo sulla determinazione dell'imponibile); 2) errata applicazione della Tabella A del d.P.R. n. 633/1972 per non aver riconosciuto l'aliquota agevolata del 10% per le prestazioni alberghiere (sostiene che, indipendentemente dalla classificazione di lusso, le prestazioni rese agli alloggiati avrebbero dovuto essere tassate al 10%).
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nel suo complesso e, in particolare, ha dichiarato fondato il secondo motivo mentre ha dichiarato improcedibile/inammissibile il primo per violazione del principio di autosufficienza del ricorso (la ricorrente non ha allegato il documento di cui denunciava il travisamento e non ha dimostrato la preclusione dell'eccezione in sede d'appello). Quanto al secondo motivo, la Corte ha rilevato contraddittorietà e insufficienza delle motivazioni dei giudici di merito circa la natura dell'attività svolta dall'associazione: la questione decisiva è se la struttura rientri tra le "strutture ricettive" di cui all'art. 6 legge n. 217/1983, nel qual caso le prestazioni agli alloggiati rientrano nell'elemento n.120 della Tabella A Parte III del d.P.R. n. 633/1972 e sono assoggettate all'aliquota del 10% (indipendentemente dalla qualifica di lusso). Per l'insufficienza istruttoria e le contraddizioni nei giudizi di merito la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Catania perché accerti se le strutture gestite dall'associazione siano riconducibili alle categorie di cui all'art. 6 della legge n. 217/1983 e applichi di conseguenza la normativa IVA.
Norme richiamate
d.lgs. n. 74 del 2000, art. 5
Norma che disciplina i reati tributari; è il titolo del reato per cui la ricorrente è stata condannata (omessa dichiarazione IVA).
d.P.R. n. 633 del 1972, Tabella A - Parte III, voce 120
Individua le prestazioni soggette all'aliquota del 10%, richiamando le prestazioni rese ai clienti alloggiati nelle strutture ricettive di cui all'art. 6 della legge n. 217/1983; la Corte ha interpretato che, se l'attività rientra in tale nozione, si applica l'aliquota agevolata senza distinzione tra strutture di lusso e non di lusso.
legge 17 maggio 1983 n. 217, art. 6
Definisce le categorie di strutture ricettive (alberghi, motel, residenze turistico-alberghiere, affittacamere, case per ferie, ecc.); la qualificazione fattuale ai sensi di tale articolo è decisiva per l'applicazione dell'aliquota IVA del 10%.
d.lgs. n. 79 del 2011 (Codice del Turismo), art. 9
Riprende le definizioni delle strutture ricettive già contenute nella legge n. 217/1983; la Corte ha richiamato tale norma per confermare l'ambito di applicazione tributaria.
art. 165-bis disp. att. c.p.p. (richiamato)
Richiamato in relazione al principio di autosufficienza del ricorso in cassazione: il ricorrente deve indicare e, se necessario, depositare i documenti che si assume travisati; in loro assenza il vizio non può essere esaminato in sede di legittimità.
art. 23 comma 8 D.L. 137/2020
Citato quale riferimento procedurale per la definizione del ricorso (menzione formale nel verbale di udienza), non incidendo sul merito.
Massime di principio
- In cassazione il principio di autosufficienza impone al ricorrente di allegare i documenti di cui si lamenta il travisamento; senza l'allegazione (o senza che il vizio emerga con evidenza dal ricorso) il motivo è inammissibile.
- Il vizio di travisamento della prova può essere valutato in sede di legittimità solo se il documento o la prova contestata è stata adeguatamente indicata e prodotta, o se il travisamento emerge con chiarezza dal ricorso stesso.
- Nei casi di "doppia conforme" (condanna confermata in primo e secondo grado) le questioni di fatto già decise dai giudici di merito sono difficilmente rieducabili in cassazione, salvo che non emergano vizi di diritto o che il giudice di appello abbia utilizzato nuovi elementi probatori non esaminati dal primo giudice.
- Per l'applicazione dell'IVA agevolata del 10% alle prestazioni agli alloggiati occorre verificare la riconducibilità dell'attività a una delle tipologie di struttura ricettiva previste dall'art. 6 della legge n. 217/1983 (e dal Codice del Turismo); la qualificazione è questione di fatto che va adeguatamente esplorata e motivata in sede di merito.
- La distinzione tra struttura di lusso e non di lusso non è decisiva per stabilire l'applicabilità dell'aliquota del 10%: se la prestazione rientra nella voce della Tabella A relativa agli alloggiati, l'aliquota agevolata si applica comunque.
- Se le motivazioni dei giudici di merito sono contraddittorie o insufficienti su punti fattuali cruciali, la Corte di cassazione può annullare e rinviare il giudizio a diversa sezione di merito per un nuovo esame istruttorio e per la determinazione dell'aliquota fiscale corretta.
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