Sentenza n. 12785/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento A) del provvedimento n. D/5245/2025 pronunziato dell’Ambasciata d’Italia a New Delhi in data 19/09/2025 e notificato il successivo 23/09/2025 in data con cui è stata rigettata la richiesta di visto per lavoro subordinato presentata in data 05/08/2025 dal Signor -OMISSIS-sulla base del nulla osta al lavoro subordinato n. P-MN/L/Q/2025/101282 rilasciato dalla Prefettura di Mantova in data 01/05/2025 su richiesta del Signor -OMISSIS-nell’ambito del Decreto Flussi 2025 presentata in data 07/02/2025; B) di ogni altro provvedimento preordinato, connesso e consequenziale allo stesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché il rilascio sopravvenuto del visto ha eliminato l'interesse alla decisione sull'impugnazione del diniego. Le spese sono state poste a carico del MAECI secondo il criterio della soccombenza virtuale, ritenendo l'Amministrazione soccombente in via virtuale, e liquidate in € 1.000,00 oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato.
Atto impugnato: diniego di visto per lavoro subordinato adottato dall'Ambasciata d'Italia a New Delhi
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto per lavoro subordinato richiesto sulla base di un nulla osta al lavoro subordinato rilasciato dalla Prefettura di Mantova nell'ambito del Decreto Flussi 2025. Il testo non specifica i motivi di illegittimità dedotti con il ricorso. Nel corso del giudizio, l'Ambasciata ha successivamente rilasciato il visto richiesto.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Costituisce la base normativa per l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei diritti o della dignità dell'interessato.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati quale fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio avente a oggetto il diniego di un visto, l'amministrazione rilascia il visto richiesto, viene meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
- In caso di cessazione della materia del contendere determinata dal rilascio sopravvenuto del titolo richiesto, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell'amministrazione se questa risulta virtualmente soccombente.
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