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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38105/2022 del 10/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Domanda di riparazione per ingiusta detenzione relativa al periodo 2 agosto 2004 - 2 febbraio 2005 (escluso periodo 25 ottobre - 15 novembre 2004 per esecuzione pena). Baccelliere era stato assolto dal Tribunale di Potenza (sentenza 31 gennaio 2014, divenuta irrevocabile 26 marzo 2017). Le ordinanze della Corte di appello avevano rigettato la richiesta ritenendo che la detenzione fosse giustificata dalla colpa grave del ricorrente, basando il giudizio su: dichiarazioni investigative rese dall'allora moglie Ana Rosa Biscotti, frasi del ricorrente al momento della perquisizione (minaccia di fuga e ammissione di occultamento di armi), annotazioni di servizio dei Carabinieri (osservazione di Baccelliere in compagnia di persone ritenute appartenenti alla criminalità locale), ed un episodio datato 1997 in cui si sarebbe sottratto a un provvedimento restrittivo. La difesa ha censurato la valutazione come contraddittoria, carente e in violazione della precedente sentenza di cassazione che aveva già annullato la prima ordinanza, chiedendo che fossero considerati elementi quali l'animosità coniugale, la mancata conferma delle dichiarazioni della moglie in dibattimento, gli esiti negativi delle perquisizioni e l'irrilevanza temporale o fattuale di certi indizi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza della Corte di appello di Potenza e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio. La Cassazione ha ritenuto che la decisione di merito non si fosse adeguata ai criteri indicati nella precedente sentenza rescindente: la Corte territoriale ha nuovamente attribuito decisivo rilievo a dichiarazioni investigative della moglie e ad elementi indiziari deboli o datati, senza fornire una motivazione specifica e sufficiente che leghasse concretamente e causalmente la condotta del ricorrente all'emissione e al mantenimento della misura. Inoltre non è stata spiegata l'attendibilità delle sommarie dichiarazioni, non è stato adeguatamente valutato il contesto (separazione, mancata conferma in dibattimento) e non si è precisato in che termini le reazioni del ricorrente (frasi al momento della perquisizione) integrassero colpa grave. Per questi motivi la sentenza è stata annullata e il procedimento rinviato per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    L'art. 314 viene interpretato alla luce della giurisprudenza quale norma che richiede una motivazione specifica e circostanziata per escludere la responsabilità risarcitoria dello Stato per ingiusta detenzione: la colpa grave del detenuto deve essere provata con elementi concreti e la valutazione non può limitarsi ad asserzioni generiche o a ricostruzioni meramente indiziarie prive di adeguata specificazione. Va valutata l'attendibilità delle dichiarazioni investigative rispetto a quelle dibattimentali e il nesso causale tra la condotta del ricorrente e l'emissione/mantenimento della misura.

Massime di principio

  • In materia di riparazione per ingiusta detenzione il giudice deve motivare specificamente come e in quale misura la condotta dell'arrestato abbia concretamente inciso sull'adozione o sul mantenimento della misura: non bastano affermazioni generiche di "colpa grave".
  • Le dichiarazioni rese in fase investigativa (sommarie informazioni) vanno confrontate e valutate in relazione alle dichiarazioni rese in dibattimento: eventuali contraddizioni e il contesto personale (es. separazione, rancori) devono essere esaminati e motivati.
  • Indizi remoti nel tempo (es. fatti avvenuti molti anni prima) hanno rilievo limitato e devono essere adeguatamente giustificati se vengono usati per fondare la colpa grave o un quadro indiziario significativo.
  • Esiti negativi di perquisizioni domiciliari e personali (assenza degli oggetti contestati) sono elementi che devono essere considerati a favore del richiedente riparazione e richiedono una contestualizzazione convincente se vengono disattesi.
  • Frasi provocatorie o minacciose pronunciate dall'arrestato al momento della perquisizione possono avere rilievo, ma il loro significato rilevante ai fini cautelari va valutato nel contesto e spiegato puntualmente: non è sufficiente riportarle senza collegarle causalmente alla misura.
  • Il giudice di merito non può compiere un nuovo giudizio di merito sui fatti penalmente rilevanti oltre il necessario per la riparazione: deve piuttosto verificare la correttezza e la completezza della precedente motivazione rispetto ai criteri fissati dalla Cassazione.
  • Quando la Corte di Cassazione ha già indicato profili critici in una decisione rescindente, il giudice di rinvio deve attenersi ai criteri ermeneutici indicati e valutare con attenzione gli elementi da quella segnalati; la semplice ripetizione delle stesse argomentazioni senza approfondimento comporta nuovo annullamento.

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