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Sentenza

Sentenza del 24/02/2020 n. 32 - Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia Giulia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Contestata la permanenza dell'imbarcazione di bandiera estera nel territorio dello Stato oltre il limite di 18 mesi previsto per l'ammissione temporanea (art. 562 lett. e) Reg. CEE 2454/93), con conseguente importazione definitiva, omissione del pagamento dell'IVA all'importazione e integrazione della fattispecie di contrabbando ex art. 216 e 292 T.U.L.D. e art. 70 DPR 633/1972. In primo grado la CTP aveva respinto il ricorso riducendo il valore dell'imbarcazione da €270.000 a €230.000; il contribuente ha impugnato chiedendo la riforma.

La decisione

L'appello è stato parzialmente accolto. La Corte d'appello ha confermato la sussistenza della violazione (permanenza oltre 18 mesi senza le procedure formali di interruzione/ rimessaggio comunicate alla dogana) ma ha rideterminato il valore dell'imbarcazione a €105.000 (tenendo conto di ingenti lavori di ripristino) e ha ridotto la sanzione amministrativa alla misura minima di €5.000 (invece dell'importo massimo contestato di €50.000). Compensate integralmente le spese di entrambi i gradi di giudizio.

Norme richiamate

  • Reg. CEE 2454/93 art. 562 lett. e)

    la permanenza nelle acque comunitarie nel regime di ammissione temporanea era ammessa per un periodo massimo di 18 mesi, decorso il quale scattava l'importazione definitiva dell'unità

    Limite temporale di 18 mesi per l'ammissione temporanea: il superamento comporta l'importazione definitiva e gli obblighi doganali e fiscali connessi

  • Reg. CE 2446/2015 art. 217

    sostituisce dal 1 maggio 2016 l'art. 562 riproducendone sostanzialmente la disciplina

    Normativa comunitaria successiva che mantiene la medesima disciplina sul termine di permanenza in regime di ammissione temporanea

  • D.P.R. 43/1973 (TULD) art. 216 comma 4

    Per i mezzi di trasporto ... il regime della temporanea importazione è interrotto durante il periodo in cui tali veicoli, pur permanendo nel territorio doganale, rimangono inutilizzati, sempreché siano custoditi con l'osservanza delle condizioni e cautele stabilite dal Ministero delle Finanze

    L'inutilizzo può interrompere il termine dei 18 mesi solo se sussistono condizioni formali di custodia e comunicazione alla dogana; l'assenza di tale procedura rende la semplice permanenza fattispecie sanzionabile

  • D.P.R. 43/1973 (TULD) artt. 282 e ss., 292

    La sottrazione all'accertamento e al pagamento dei diritti di confine integra la fattispecie di contrabbando sanzionabile ai sensi del TULD

  • DPR 633/1972 art. 70 e art. 1 (I.V.A.)

    L'IVA all'importazione è dovuta sull'unità importata definitivamente; l'elusione/omissione costituisce evasione fiscale rilevante ai fini doganali e tributari

  • D.Lgs. 15 gennaio 2016 n. 8 art. 1 comma 6

    "Se per le violazioni previste dal comma 1 è prevista una pena pecuniaria proporzionale... la somma dovuta è pari all'ammontare della multa o dell'ammenda, ma non può, in ogni caso, essere inferiore ad euro 5.000 né superiore ad euro 50.000"

    Dopo la depenalizzazione alcune fattispecie sono sanzionate amministrativamente con un intervallo vincolato; il giudice deve graduare la sanzione e non imporre automaticamente il massimo

  • D.Lgs. 472/1997 art. 1 e art. 5

    Disciplina delle sanzioni amministrative tributarie: la sanzione può essere applicata per dolo o colpa e può colpire sia la persona fisica che ha commesso o concorso alla violazione sia la società

Massime di principio

  • Il superamento del termine di permanenza in regime di ammissione temporanea (18 mesi) provoca, di regola, l'importazione definitiva e l'obbligo di pagamento dell'IVA all'importazione indipendentemente dall'effettivo utilizzo in navigazione dell'imbarcazione.
  • La condizione di 'inutilizzo' che interrompe il termine è eccezionale e richiede l'osservanza delle procedure previste (comunicazione alla dogana, custodia sotto le condizioni ministeriali, apposizione/rimozione di sigilli, permanenza minima continuativa - es. tre mesi): senza tali formalità non opera l'interruzione.
  • La responsabilità sanzionatoria può colpire sia la società proprietaria sia le persone fisiche (soci, procuratori o amministratori) che abbiano materialmente disposto o concorso a far permanere il bene oltre i termini, quando emergano indizi della loro disponibilità o partecipazione.
  • Dopo la depenalizzazione, le violazioni sono trattate con la disciplina delle sanzioni amministrative; il giudice ha il potere/dovere di graduare la sanzione nel rispetto dei limiti minimi e massimi previsti dalla norma (es. €5.000 - €50.000), evitando l'automatica irrogazione del massimo se non giustificata.
  • In sede di determinazione del valore dell'imbarcazione ai fini contributivi e sanzionatori il giudice può ridurre il valore per lavori necessari o danni documentati (es. riparazioni per incidente/incaglio) se provati; le perizie possono essere valutate e integrate con perizie contrarie.
  • L'Amministrazione finanziaria può avvalersi, in sede amministrativa/tributaria, di elementi indiziari anche se raccolti in sede penale con profili di illegittimità, salvo specifiche disposizioni di inutilizzabilità o violazioni di diritti fondamentali di rango costituzionale.
  • Se si intende utilizzare il rimessaggio e l'inutilizzo ai fini dell'interruzione del regime doganale è essenziale attivare preventivamente la procedura con la dogana locale e rispettare le condizioni richieste per evitare la qualificazione come importazione definitiva e le conseguenti sanzioni.

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