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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27945/2021 del 13/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione fiscale)

La controversia

L'Amministrazione finanziaria aveva notificato il diniego di condono relativo a ruoli IVA per l'anno d'imposta 1996, rilevando che la contribuente, dopo avere versato la prima rata pari all'80% del dovuto, non aveva pagato la seconda ed ultima rata pari al residuo 20%. La CTP aveva accolto il ricorso della contribuente; la CTR Calabria aveva invece respinto l'appello dell'Agenzia ritenendo che, ai fini del perfezionamento della definizione agevolata prevista dagli artt. 9-bis e 12 della L. n. 289 del 2002, fosse sufficiente il pagamento della prima rata, in mancanza di una espressa previsione di inefficacia del condono, con salvezza per l'Erario di iscrivere a ruolo le rate non pagate e applicare la sanzione del 30%. L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione deducendo, con un unico motivo ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione dell'art. 12 della L. n. 289 del 2002, sostenendo che il condono si perfeziona solo con l'integrale pagamento dell'importo dovuto e che l'omesso o anche solo ritardato versamento delle rate successive alla prima impedisce la definizione della lite pendente.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato l'unico motivo dell'Agenzia delle Entrate. Ha richiamato il proprio consolidato orientamento secondo cui, nella sanatoria ex art. 12 della L. n. 289 del 2002, il quantum dovuto è predeterminato e l'efficacia della definizione è condizionata al pagamento integrale di quanto richiesto; il mancato o tardivo versamento delle rate successive alla prima esclude il perfezionamento del condono. Ha quindi cassato la sentenza della CTR Calabria che aveva invece considerato sufficiente il solo pagamento della prima rata. Il giudizio è stato rinviato alla CTR Calabria in diversa composizione anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3

    è stata dedotta la violazione e falsa applicazione di legge come vizio di legittimità della sentenza impugnata.

  • art. 12 della L. n. 289 del 2002

    la definizione agevolata dei carichi iscritti a ruolo richiede il pagamento integrale dell'importo dovuto; il mancato o ritardato versamento delle rate successive alla prima impedisce il perfezionamento della sanatoria.

  • art. 9-bis della L. n. 289 del 2002

    è stato richiamato dalla decisione di merito come disposizione applicata alla fattispecie, ma la Corte di cassazione ha ricondotto la disciplina rilevante al principio dell'integrale pagamento per il perfezionamento del condono.

Massime di principio

  • Nelle ipotesi di condono fiscale clemenziale con importo dovuto predeterminato dalla legge, la definizione della lite si perfeziona solo con l'integrale pagamento di quanto richiesto, non essendo sufficiente il solo versamento della prima rata.
  • L'omesso o anche soltanto tardivo pagamento delle rate successive alla prima, quando la legge preveda una definizione condizionata al versamento dell'intero importo, impedisce il perfezionamento della sanatoria e consente il diniego del condono.
  • Quando il condono ha natura clemenziale e il quantum è stabilito ex lege, l'onere di dimostrare la regolarità del pagamento grava integralmente sul contribuente.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioRiscossione
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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