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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 06806/2026 del 19/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava che, nella fase di rinvio disposta dalla Corte di cassazione, il giudizio fosse stato trattato dal giudice designato (Corte di appello di Lecce) e si fosse arrivati alla condanna senza che gli atti fossero rimessi al Tribunale di Trani, ritenuto competente. Sosteneva quindi violazione di legge relativa alla competenza del giudice del rinvio.

La decisione

La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che la competenza del giudice di rinvio fosse già stata fissata dalla sentenza di annullamento della Cassazione (n. 44035/24) e che non fossero emersi nuovi fatti tali da poter rimettere in discussione quella determinazione (richiamo agli artt. 627 e 25 c.p.p.). Di conseguenza il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.l. 28 gennaio 2019, n. 4, art. 7, comma 2

    Norma incriminatrice originariamente contestata all'imputato; la questione della sua applicazione rispetto alla temporalità dei fatti è stata considerata nel quadro della pronuncia di rinvio e delle successive valutazioni sulla efficacia temporale delle abrogazioni

  • legge 29 dicembre 2022, n. 127, art. 1, comma 318

    abrogazione dal 1 gennaio 2024 degli articoli da 1 a 13 del d.l. 28/1/2019, n. 4

    Richiamata nella discussione sulla abrogazione delle disposizioni del d.l. 4/2019; la Corte ha osservato che, per effetto di successive determinazioni interpretative e della pronuncia di Sez. III, la sospensione di efficacia operante sino al 31/12/2023 imponeva che i fatti anteriori a tale data rimanessero disciplinati dalle disposizioni incriminatrici

  • art. 2 codice penale

    Ricordato come principio generale della retroattività della legge penale più favorevole, invocato dal Tribunale di Trani nella sentenza di proscioglimento; la Corte superiore ha comunque considerato le specifiche vicende legislative e la sospensione temporale dell'abrogazione

  • decreto-legge 48/2023, art. 13, convertito in legge 85/2023

    Richiamato dal Pubblico Ministero per contestare la decisione del Tribunale di Trani; non è risultato centrale nella decisione di inammissibilità del ricorso alla Corte Suprema, che si è focalizzata sul principio di vincolo della competenza di rinvio

  • art. 627, comma 1, cod. proc. pen.

    non è ammessa discussione sulla competenza attribuita con la sentenza di annullamento, salvo quanto previsto dall'art. 25

    Fondamento giuridico principale della decisione: nel giudizio di rinvio non è possibile rimettere in discussione la competenza già attribuita dalla Cassazione, a meno che non emergano i 'nuovi fatti' previsti dall'art. 25 c.p.p.

  • art. 25, cod. proc. pen.

    Prevede l'eccezione per i 'nuovi fatti' che possono modificare la giurisdizione o la competenza; la Corte ha ritenuto che nessun nuovo fatto, idoneo a mutare la competenza, fosse stato dedotto o provato dal ricorrente

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Base normativa per l'ordine di versamento alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile; la Corte ha disposto il pagamento di Euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ritenendo non sussistente assenza di colpa

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 13/6/2000

    Citata in relazione al principio che deve valutarsi l'assenza di colpa nella determinazione della misura della sanzione: la Corte ha ritenuto che nel caso di specie non fosse configurabile l'assenza di colpa del ricorrente

  • Sentenza della Corte di Cassazione, Sez. III, n. 44035/24

    Pronuncia di annullamento con rinvio che aveva già designato il giudice di rinvio e chiarito la sospensione dell'efficacia di alcune disposizioni fino al 31/12/2023: questa statuizione è risultata vincolante per il giudice del rinvio e ha costituito il nucleo della motivazione per l'inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • La designazione del giudice di rinvio operata dalla Corte di cassazione in una sentenza di annullamento è vincolante: in sede di rinvio non si può discutere nuovamente la competenza se non emergono 'nuovi fatti' idonei a mutarne la qualificazione giuridica (art. 627 c.p.p. e art. 25 c.p.p.).
  • Per contestare la competenza in un giudizio di rinvio è necessario dedurre e provare fatti nuovi che giustifichino una diversa giurisdizione o la competenza di un giudice superiore; mere contestazioni formali o riproposizioni delle stesse argomentazioni non sono sufficienti.
  • Nelle controversie che coinvolgono abrogazioni o modifiche legislative occorre verificare la data di efficacia delle disposizioni e l'esistenza di eventuali sospensioni o norme transitorie: il principio di retroattività della legge penale più favorevole (art. 2 c.p.) opera compatibilmente con tali effetti temporali.
  • Un ricorso manifestamente inammissibile può comportare non solo la condanna alle spese processuali, ma anche l'applicazione della misura a favore della Cassa delle ammende prevista dall'art. 616 c.p.p.; per evitarla è necessario dimostrare l'assenza di colpa nella propositura del ricorso.
  • Prima di proporre impugnazioni contro decisioni di rinvio, conviene verificare con attenzione la sentenza di annullamento della Cassazione per conoscere quale giudice sia stato designato e se vi siano elementi nuovi che giustifichino una diversa contestazione di competenza.

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