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Sentenza

Sentenza n. 1962/2026 - Palermo, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600724

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Agrigento, sezione lavoro, che aveva condannato il Ministero al pagamento dell'indennità sostitutiva per ferie non fruite

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

La controversia

La ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 ss. c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Agrigento, sezione lavoro, n. 1390/2025, con la quale il Ministero dell’Istruzione e del Merito era stato condannato al pagamento dell'indennità sostitutiva per ferie non fruite relative agli anni scolastici dal 2017/2018 al 2024/2025, per complessivi euro 5.759,46, oltre interessi legali e l'eventuale maggior somma derivante dalla differenza tra rivalutazione monetaria e interessi. La ricorrente chiedeva l'ordine di conformazione dell'Amministrazione, la nomina di un commissario ad acta in caso di perdurante inottemperanza, la condanna alla penalità di mora ex art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., nonché la rifusione delle spese. Nel corso del giudizio, tuttavia, la ricorrente ha dichiarato che il Ministero aveva provveduto al pagamento degli emolumenti nel mese di aprile 2026, insistendo soltanto per la condanna alle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, poiché l'Amministrazione aveva eseguito il giudicato mediante il pagamento delle somme dovute. Non sono quindi stati adottati ulteriori ordini di esecuzione, né è stata disposta la nomina del commissario ad acta o la penalità di mora. Quanto alle spese, il Collegio ha applicato il criterio della soccombenza virtuale: considerato che il pagamento è intervenuto solo nel corso del giudizio di ottemperanza, ha posto le spese a carico del Ministero, liquidandole in euro 500,00 oltre accessori e rimborso del contributo unificato, in favore dei difensori antistatari della ricorrente.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    Disciplinano il giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione del giudicato.

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della richiesta di penalità di mora in caso di perdurante inottemperanza; la richiesta non è stata esaminata nel merito poiché il pagamento ha determinato la sopravvenuta carenza di interesse.

  • d.m. n. 55/2014

    Utilizzato analogicamente per la liquidazione delle spese, avuto riguardo ai minimi tariffari previsti per le procedure esecutive mobiliari.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nel corso del processo, l'amministrazione esegue integralmente il giudicato e il ricorrente dichiara di non avere ulteriori pretese sostanziali, insistendo eventualmente soltanto per le spese.
  • Quando l'amministrazione esegue il giudicato soltanto dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza, la regolazione delle spese può essere effettuata secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell'amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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