Cassazione Penale, Sentenza n. 00288/2026 del 07/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Locri che, in sede di esecuzione, aveva revocato parzialmente la sentenza di condanna limitatamente alla condotta del 28 ottobre 2020. Sostenevano che la sentenza della Corte di giustizia UE (Grande Sezione, 29/07/2024, cause riunite C-112/22 e C-223/22) e la successiva giurisprudenza costituzionale avrebbero dovuto escludere la rilevanza penale delle dichiarazioni ritenute false, perché i ricorrenti sarebbero equiparabili a soggiornanti di lungo periodo o comunque titolari di protezione (protezione sussidiaria) e, pertanto, destinatari della tutela comunitaria sulla parità di trattamento nelle prestazioni sociali; denunciavano violazione di legge e vizio di motivazione sia perché il Tribunale non avrebbe valutato correttamente l'efficacia della pronuncia CGUE e della Corte Costituzionale sia perché non avrebbe disposto la revoca anche della condotta del 25 giugno 2020 (rilevando che il mendacio non avrebbe inciso sull'effettivo diritto al beneficio).
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che il Tribunale di Locri aveva correttamente ricostruito i fatti e applicato le pronunce sovranazionali e costituzionali: ha ritenuto che la sentenza CGUE non produce effetti favorevoli qualora il soggetto non fosse titolare dello status di soggiornante di lungo periodo al momento della domanda (e che tale status richiede il possesso effettivo del relativo permesso e la permanenza legale quinquennale). Ha inoltre richiamato la sentenza della Corte costituzionale n. 31/2025 (che ha ridotto a cinque anni il requisito della residenza) e ne ha condiviso l'interpretazione; ha concluso che per Ekhojie la condotta del 28/10/2020 era non più rilevante penalmente (revoca parziale già disposta dal Tribunale di Locri) mentre per la condotta del 25/06/2020 riferita a Okoduwa non sussistevano i requisiti di soggiornante di lungo periodo alla data della domanda, tali da escludere la rilevanza penale. Perciò il ricorso in cassazione è stato dichiarato inammissibile e i ricorrenti sono stati condannati a sostenere le spese del procedimento.
Norme richiamate
art. 7 d.l. n. 4/2019
Norma incriminatrice che punisce le false dichiarazioni relative ai requisiti per il Reddito di Cittadinanza; la Corte ha ritenuto che la sua applicazione va valutata alla luce delle pronunce UE e costituzionali e della sussistenza concreta dei requisiti (residenza quinquennale e possesso del permesso).
art. 2, comma 1, lett. a), n. 2) d.l. n. 4/2019
Prevede il requisito della residenza per l'accesso al beneficio; dichiarato parzialmente incostituzionale nella parte in cui richiedeva la residenza decennale, ridotto a cinque anni dalla Corte costituzionale, con effetti valutati dal giudice dell'esecuzione.
art. 110 cod. pen.
Contestazione di concorso di persone nel reato; la sentenza di merito e l'ordinanza d'esecuzione hanno mantenuto la valutazione della partecipazione in concorso dei due imputati.
Direttiva 2003/109/CE (art. 11 par.1 lett. d) e art.4 par.1)
"gli Stati membri provvedono affinché i beneficiari di protezione internazionale ricevano, nello Stato membro che ha concesso tale protezione, adeguata assistenza sociale, alla stregua dei cittadini dello Stato membro in questione"
La CGUE ha interpretato la direttiva nel senso che lo status di soggiornante di lungo periodo comporta parità di trattamento per prestazioni sociali; tuttavia la Corte di Cassazione ha osservato che l'effetto vincolante dell'interpretazione UE opera solo quando lo status esista effettivamente alla data rilevante (non basta l'ingresso anteriore).
Sentenza Corte di giustizia UE, Grande Sezione, 29/07/2024 (cause riunite C-112/22 e C-223/22)
Ha ritenuto che un requisito nazionale di residenza decennale per l'accesso a prestazioni sociali può costituire discriminazione indiretta rispetto ai soggiornanti di lungo periodo; la Corte di Cassazione ha riconosciuto il valore vincolante dell'interpretazione UE ma ne ha circoscritto gli effetti ai soggetti che avevano effettivamente lo status di soggiornante di lungo periodo alla data della domanda.
Sentenza Corte Costituzionale n. 31/2025
Ha dichiarato l'illegittimità dell'esigenza di residenza decennale del d.l. n.4/2019, riducendo il requisito a cinque anni e riconoscendo la compatibilità della struttura del Reddito di Cittadinanza con alcune condizionalità; la Cassazione ha aderito a questa lettura e l'ha applicata ai fatti esaminati.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Norme sui motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e motivazione manifestamente illogica o contraddittoria); la Corte ha ritenuto i motivi infondati e il vizio di motivazione non dimostrato in modo inconfutabile.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede l'onere per le parti soccombenti di sostenere le spese in caso di inammissibilità; applicata nei confronti dei ricorrenti.
art. 23, comma 8, del d.l. n. 137/2020
Richiamata in relazione alla partecipazione del Procuratore generale con conclusioni in sede di cassazione; non incide sul merito della decisione ma sul contraddittorio.
Circolare INPS n. 131/2022
Citata dalla difesa per sostenere equiparazioni operative tra titolari di protezione sussidiaria e altri titoli; la Corte ha ritenuto che la circolare non determina automatica equiparazione normativa con lo status di soggiornante di lungo periodo.
Testo unico sull'immigrazione (art. 9)
Richiama i requisiti per il rilascio del permesso UE di soggiorno di lungo periodo (permesso in corso da almeno cinque anni, reddito, conoscenza lingua, idoneità alloggiativa); la Corte ha sottolineato che il possesso effettivo di tale permesso è requisito rilevante, non la sola presenza anteriore nello Stato.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000
Richiamata in tema di valutazione della buona fede e della colpa nella proposizione del ricorso; la Corte ha ritenuto che non sussiste colpa grave nella proposizione del ricorso inammissibile.
Massime di principio
- Lo status di "soggiornante di lungo periodo" rileva solo se esiste concretamente (permesso rilasciato e requisiti di soggiorno legale e continuativo soddisfatti) alla data dell'istanza; il mero ingresso anteriore nello Stato non è sufficiente.
- La pronuncia della Corte di Giustizia UE vincola le autorità nazionali sull'interpretazione del diritto UE, ma i suoi effetti pratici dipendono dalla sussistenza dei presupposti (es. possesso dello status) nel caso concreto.
- La Corte Costituzionale può incidere sulla disciplina nazionale (es. riduzione del requisito da 10 a 5 anni) e la giurisprudenza interna può conformarsi a tale lettura anche quando non combaci pienamente con l'orientamento della CGUE, riparametrando gli effetti nel diritto interno.
- In sede di esecuzione penale non è consentito riaprire pienamente questioni di merito già decise: le censure devono dimostrare un vizio di diritto o motivazionale manifesto e inconfutabile.
- La revoca di una condanna per sopravvenuta assenza della fattispecie o per incostituzionalità può essere parziale e circoscritta agli atti per i quali venga dimostrata la perdita del fondamento normativo (es. singole domande/data di presentazione).
- La protezione sussidiaria non equivale automaticamente allo status di soggiornante di lungo periodo; può aprire la possibilità di chiedere il permesso di lungo periodo ma non produce automaticamente gli stessi effetti giuridici.
- Quando più persone concorrono in una domanda o in un comportamento unitario (es. domanda congiunta tra coniugi), la situazione personale di uno può riverberarsi penalmente sull'altro se concorrono nella stessa condotta dichiarativa.
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