Sentenza del 04/08/2017 n. 19550 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale del Piemonte sostenendo che il contribuente non avesse validamente richiesto il rimborso IVA perché non aveva compilato il modello VR. Secondo l'Amministrazione, l'esposizione del credito nel quadro RX del modello UNICO 2000 non sarebbe stata sufficiente e la successiva istanza di rimborso, presentata l'11 marzo 2005, sarebbe stata tardiva per decorso del termine biennale di decadenza previsto dall'art. 21, comma 2, del D.Lgs. n. 546 del 1992.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha stabilito che la volontà di ottenere il rimborso IVA è validamente manifestata mediante l'esposizione del credito nella dichiarazione annuale, anche nel quadro RX del modello UNICO. Il modello VR non costituisce un requisito costitutivo del diritto al rimborso, ma è un adempimento necessario per rendere esigibile il credito e avviare la procedura di rimborso. Pertanto, una volta indicato il credito nella dichiarazione, non si applica il termine biennale di decadenza previsto per i crediti non chiesti a rimborso in dichiarazione, bensì il termine ordinario di prescrizione decennale. L'istanza del contribuente è stata quindi ritenuta tempestiva.
Norme richiamate
D.P.R. n. 633 del 1972, art. 30
Disciplina il rimborso dell'eccedenza IVA risultante dalla dichiarazione annuale. La richiesta può ritenersi validamente espressa attraverso l'indicazione del credito nel quadro della dichiarazione dedicato al rimborso.
D.P.R. n. 633 del 1972, art. 38-bis
Regola le modalità procedurali e le garanzie relative all'esecuzione dei rimborsi IVA. Il modello VR è stato qualificato come adempimento procedurale necessario per l'esigibilità e l'avvio del rimborso, non come elemento costitutivo del diritto.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21, comma 2
Prevede il termine biennale di decadenza per proporre la domanda di rimborso dei tributi. Secondo la Corte, tale termine si applica ai crediti IVA non chiesti a rimborso nella dichiarazione, non a quelli il cui rimborso sia stato già formalmente richiesto mediante l'esposizione del credito.
Codice civile, art. 2946
Prevede la prescrizione ordinaria decennale. Essa si applica al diritto al rimborso IVA quando il contribuente abbia già manifestato nella dichiarazione la volontà di recuperare il credito.
Massime di principio
- L'indicazione del credito IVA e della volontà di chiederne il rimborso nella dichiarazione annuale può essere sufficiente a perfezionare la richiesta, anche se non è stato presentato il modello VR previsto dalla disciplina allora vigente.
- Il modello VR, in tale contesto, ha natura procedurale e non costitutiva: la sua omissione non elimina automaticamente il diritto al rimborso già manifestato in dichiarazione.
- Quando il rimborso è stato richiesto nella dichiarazione, la successiva domanda non è soggetta al termine biennale di decadenza previsto per i crediti non dichiarati come rimborsabili, ma al termine ordinario decennale di prescrizione.
- È essenziale distinguere tra la formazione del diritto al rimborso, derivante dall'esposizione del credito nella dichiarazione, e la sua esigibilità concreta, che può richiedere ulteriori adempimenti procedurali.
- La soluzione riguarda la disciplina applicabile fino al periodo d'imposta 2009 e deve essere verificata alla luce delle modalità e dei termini vigenti per il periodo fiscale specifico.
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