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Sentenza

Sentenza del 04/08/2017 n. 4923 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

IRES - IRPEG - Principio di inerenza - Spese intrinsecamente necessarie alla produzione del reddito - Deduzione - Compete

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La contribuente ha impugnato l'avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione, ai fini IRES e IRAP, vari costi ritenuti indeducibili. In particolare, contestava il disconoscimento dell'inerenza di spese per consulenze amministrative e tecniche, installazione di ponteggi e oneri di urbanizzazione, nonché ulteriori rilievi relativi a pagamenti infragruppo e costi riferiti a immobili realizzati per conto di altra società. L'Agenzia sosteneva anche l'assenza di adeguata documentazione, certezza, determinabilità e imputazione per competenza dei costi.

La decisione

La Commissione tributaria provinciale aveva accolto il ricorso della società. In appello, la Commissione ha respinto l'impugnazione dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo che i requisiti di certezza e determinabilità riguardino principalmente il momento di applicazione del criterio di competenza e non possano essere utilizzati per negare l'inerenza di costi effettivamente sostenuti. Ha inoltre affermato che il semplice fatto che i costi superino i ricavi dell'esercizio non esclude la loro coerenza economica, soprattutto in un'attività edilizia valutabile su più esercizi. Le spese per consulenze, ponteggi e urbanizzazione sono state considerate intrinsecamente funzionali all'attività edilizia; pertanto, in assenza di elementi concreti contrari, non era necessario imporre alla contribuente un'ulteriore prova dell'inerenza. L'Agenzia è stata condannata al pagamento delle spese processuali, liquidate in 7.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 917/1986, art. 109

    La norma disciplina, tra l'altro, i requisiti di competenza, certezza e determinabilità dei componenti negativi di reddito. La sentenza distingue tali requisiti dal diverso requisito dell'inerenza: la certezza e la determinabilità attengono alla possibilità di imputare il costo a un determinato esercizio, mentre l'inerenza riguarda il collegamento funzionale del costo con l'attività d'impresa.

Massime di principio

  • Quando una spesa è intrinsecamente e normalmente necessaria per lo svolgimento dell'attività esercitata, il collegamento funzionale con l'impresa può risultare già dalla natura stessa del costo. In tal caso il contribuente non deve fornire una prova ulteriore particolarmente gravosa dell'inerenza, salvo contestazioni concrete.
  • L'Amministrazione finanziaria che intenda negare l'inerenza non può limitarsi ad affermare genericamente che il costo è elevato, che supera i ricavi dell'esercizio o che non ha prodotto un risultato positivo immediato; deve indicare elementi specifici che dimostrino l'estraneità del costo all'attività d'impresa.
  • Il superamento dei ricavi da parte dei costi non prova, da solo, l'antieconomicità o l'inesistenza dell'inerenza, soprattutto nei settori in cui i costi e i ricavi si distribuiscono su più esercizi, come l'attività edilizia.
  • Inerenza, certezza, determinabilità e competenza sono requisiti distinti: la contestazione della documentazione o del periodo di imputazione non equivale automaticamente a una contestazione fondata sull'inerenza.
  • Resta comunque opportuno conservare contratti, fatture, relazioni, SAL, autorizzazioni e altra documentazione idonea a dimostrare l'effettività, l'importo e la riferibilità delle spese all'attività esercitata, specialmente per costi infragruppo o sostenuti per conto di terzi.
  • Nel processo tributario le eccezioni e le difese già formulate devono essere riproposte in modo specifico nei successivi gradi di giudizio; il generico richiamo al ricorso introduttivo può essere considerato insufficiente e comportare la rinuncia alle eccezioni non reiterate.

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