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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39437/2025 del 05/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Contro la conferma in appello di una condanna per guida in stato di ebbrezza alcolica e in stato di alterazione psico-fisica correlata all'uso di cocaina, entrambe aggravate dalla causazione di un incidente stradale. Il ricorrente ha articolato due motivi: (1) insufficienza e illogicità della motivazione circa l'identificazione del conducente, sostenendo che l'attribuzione della guida si fondava soprattutto su una confessione giudiziale che andava valutata per escludere autocalunnia; (2) violazione e errata applicazione dell'art. 187 Codice della Strada e dell'art. 129 c.p.p., nonché carenza probatoria sullo stato di alterazione psico-fisica derivante dall'uso di cocaina, rilevando che la sola positività tossicologica non dimostrerebbe la permanenza dell'effetto della sostanza al momento della guida e che i sintomi riscontrati potevano essere riferibili esclusivamente all'ubriachezza alcolica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Non ha esaminato nel merito le censure perché entrambe le questioni dedotte in cassazione non erano state tempestivamente e specificamente impugnate in sede di appello (violazione del principio della catena devolutiva e dei "punti della decisione" richiamati dalla giurisprudenza di legittimità). Di conseguenza è stata confermata, indirettamente, l'efficacia della pronuncia di merito: il Tribunale di Pescara aveva condannato Spinelli a otto mesi di arresto e a euro 2.000 di ammenda, disposto la revoca della patente e la confisca del veicolo; la Corte d'appello di L'Aquila aveva integralmente confermato tale sentenza. Per l'inammissibilità del ricorso, la Cassazione ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 187 Codice della Strada

    La norma richiede l'accertamento dello stato di ebbrezza o alterazione psico-fisica in relazione alla guida; la Corte territoriale aveva ritenuto sufficiente il complesso probatorio (tasso alcolemico 2,0 g/l, positività alla cocaina, sintomi clinici e dinamica dell'incidente) per la configurazione del reato. La Cassazione non ha esaminato il merito della valutazione, rilevando solo la preclusione delle censure non sollevate in appello.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione all'istruttoria; la Corte di Cassazione non ha affrontato l'applicazione concreta dell'articolo sul punto, perché ha dichiarato inammissibili i motivi per difetto di devoluzione all'appello.

  • art. 606, comma 3, c.p.p.

    Richiamato a titolo ermeneutico: la Cassazione sottolinea che non è ammissibile presentare per la prima volta in sede di legittimità censure sostanzialmente fattuali o vizi della motivazione non dedotti in appello.

  • Sezioni Unite, sentenze "Tuzzolino" e "Michaeler" (giurisprudenza)

    Le pronunce di legittimità definiscono il concetto di "punto della decisione" e precisano i limiti della devoluzione delle questioni in sede di impugnazione: se una determinata questione non è stata dedotta in appello, non può essere proposta per la prima volta in cassazione. La Corte ha applicato questi principi per dichiarare inammissibili i motivi.

  • Corte Costituzionale, n. 186/2000 (richiamo giurisprudenziale)

    Citata per escludere ragioni di esonero dal pagamento delle spese e della somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La Cassazione non si sostituisce al giudice di merito per valutazioni fattuali: questioni non dedotte in appello sono precluse in cassazione (principio della catena devolutiva/punti della decisione).
  • Per contestare efficacemente in cassazione la valutazione probatoria occorre che la questione sia stata previamente e specificamente sollevata in appello; altrimenti il motivo è inammissibile.
  • La prova dello stato di alterazione da stupefacenti richiede un apprezzamento complessivo (accertamenti biologici, sintomi clinici, dinamica del sinistro); la mera positività tossicologica può non bastare da sola, ma la valutazione sul nesso causale è rimessa ai giudici di merito.
  • La confessione dell'imputato va valutata dal giudice e può essere rilevante, ma la sua contestazione per vizio di autocalunnia deve essere proposta e sviluppata già in appello se si intende dedurne la nullità o l'inaffidabilità in cassazione.
  • La mancata richiesta o rinnovazione di un'istruttoria (es. assunzione testimoniale) in appello può comportare la perdita dell'opportunità di ottenere la verifica in sede di legittimità.
  • In caso di inammissibilità del ricorso il ricorrente può essere condannato alle spese e ad una somma in favore della Cassa delle ammende, salvo ragioni di esonero non presenti qui.

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