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Sentenza

Sentenza n. 269/2026 - Brescia, Sezione 1

per l'annullamento a) del provvedimento di diniego definitivo emesso in data 02/08/22 dal Comune di Brescia, Settore Sportello Unico dell'Edilizia e Attività Produttive, P.G.N. (PROTOCOLLO 169705) – PRATICA N. PE2015/2022, relativo al Permesso di Costruire presentato in data 30/05/22, P.G. 169705. b) della nota nr protocollo 169705 di preavviso di diniego, comunicata in data 7 luglio 2022; c) di ogni altro provvedimento antecedente o successivo, comunque connesso, presupposto o conseguenziale; nonché per la condanna al risarcimento di tutti i danni subiti a causa del mancato assenso al permesso di costruire, sia in termini di danno emergente che di lucro cessante;

Giustizia amministrativa202200947

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego definitivo del permesso di costruire, preceduto da preavviso di diniego

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva impugnato il diniego definitivo emesso dal Comune di Brescia il 2 agosto 2022, relativo a una domanda di permesso di costruire presentata il 30 maggio 2022, nonché il precedente preavviso di diniego e gli atti connessi. Era stata proposta anche domanda di risarcimento dei danni, patrimoniali e da lucro cessante, asseritamente derivanti dal mancato rilascio del titolo edilizio. Nel corso del giudizio, con memoria del 31 dicembre 2025, il ricorrente ha dichiarato che una modifica della propria situazione familiare aveva fatto venire meno l'interesse sostanziale originariamente posto a fondamento dell'impugnazione e che non sussisteva più alcuna utilità pratica e giuridicamente apprezzabile derivante dall'eventuale accoglimento del ricorso. Ha chiesto la compensazione delle spese. Il Comune, costituito in giudizio, non si è opposto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, conformemente alla dichiarazione del ricorrente. Il mutamento della situazione familiare ha eliminato l'interesse concreto e attuale all'ottenimento del permesso di costruire e, quindi, all'annullamento del diniego. Il giudice non ha esaminato nel merito la legittimità del diniego, il preavviso di diniego né la domanda risarcitoria. Le spese sono state compensate tra le parti, in ragione della risalenza della causa e della limitata attività difensiva svolta.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La causa è stata trattata all'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato secondo il rito richiamato dalla disposizione; il testo non attribuisce alla norma un ruolo decisivo nella declaratoria di improcedibilità.

Massime di principio

  • Il ricorso giurisdizionale amministrativo è improcedibile quando, per una sopravvenienza, viene meno l'interesse concreto e attuale del ricorrente a ottenere una decisione utile sull'impugnazione.
  • La sopravvenuta perdita dell'utilità pratica e giuridicamente apprezzabile dell'eventuale accoglimento impedisce l'esame nel merito della legittimità dell'atto impugnato e delle domande ad esso collegate.
  • La compensazione delle spese può essere disposta, anche in caso di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, in considerazione della risalenza della causa e della limitata attività difensiva svolta.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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