Cassazione Penale, Sentenza n. 40539/2022 del 26/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 20/01/2022 che aveva concesso la detenzione domiciliare ma aveva rigettato la domanda di affidamento in prova ai servizi sociali. Il ricorrente deduceva erronea applicazione della legge e vizio di motivazione, sostenendo che il pericolo di reiterazione non era adeguatamente motivato perché i procedimenti in corso riguardavano fatti non recenti (2016) e che la relazione socio-familiare positiva e la relazione UEPE avrebbero reso possibile l'ammissione all'affidamento in prova.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che la discrezionalità del Tribunale di Sorveglianza non sia stata esercitata in modo illogico: il Tribunale ha valorizzato le reiterate violazioni commesse nel tempo come indice di residua pericolosità sociale e ha ritenuto, nonostante la relazione UEPE favorevole, che ciò non fosse decisivo. La Corte ha richiamato il principio secondo cui indici di ravvedimento non sono di per sé sufficienti per l'accesso all'affidamento in prova, che richiede l'assenza del pericolo di recidiva e la verifica della progressività e gradualità dei risultati del trattamento. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. I n. 15064 del 6.3.2003, rv 224029
La Corte ha richiamato il principio secondo cui l'emersione di indici di ravvedimento non è di per sé determinante per l'accesso all'affidamento in prova, dovendosi accertare l'assenza del pericolo di recidiva e considerare la gradualità dei risultati del trattamento
Massime di principio
- La sussistenza di una relazione UEPE favorevole o di elementi di ravvedimento non vincola il giudice ad accordare l'affidamento in prova: è necessario valutare l'assenza del pericolo di recidiva.
- La presenza di procedimenti in corso per fatti analoghi, anche se relativi a condotte non recenti, può giustificare una misura alternativa meno ampia (es. detenzione domiciliare) se il giudice ritiene sussista un residuo pericolo di reiterazione.
- La scelta tra le misure alternative rientra nella discrezionalità del giudice e viene sindacata in Cassazione solo se risultano illogicità o errori di diritto nella motivazione.
- La valutazione dell'idoneità alla misura alternativa dell'affidamento in prova richiede considerazione della progressività e della gradualità dei risultati del trattamento; risultati promettenti ma non consolidati possono non essere sufficienti.
- Il rigetto del ricorso da parte della Cassazione comporta normalmente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali (applicazione del principio 'ex lege').
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