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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7606/2023 del 22/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di rigetto del riesame avverso la convalida del sequestro probatorio di un capannone contenente piante e parti di canapa (Kg. 242,5 + 6232 piante in un primo ambiente; Kg. 603 in un secondo). Il ricorrente deduceva: violazione dei diritti della difesa per mancata partecipazione del difensore e impedimento ad esaminare il corpo del reato; carenza delle esigenze probatorie e motivazione; illegittimità per THC sotto le soglie richiamate dalla legge; inutilizzabilità di documenti e dichiarazioni raccolte senza averlo avvisato come indagato; contrasto con la legge n. 242/2016 circa la lecita coltivazione e carenza motivazionale del decreto di convalida.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile in parte la reiterazione delle censure già giudicate in sede di riesame; ha confermato che la polizia giudiziaria non era obbligata a designare un difensore d'ufficio al momento dell'intervento e che gli avvisi potevano essere riferiti solo dal momento in cui l'odierno ricorrente è stato qualificato come titolare del materiale. Ha ritenuto valida la motivazione del PM e del Tribunale del riesame sul fumus del reato e sulle esigenze probatorie; ha escluso che il THC inferiore alle soglie previste dalla legge 242/2016 escluda automaticamente la rilevanza penale per le infiorescenze/parti di pianta commercializzate, richiamando l'interpretazione delle Sezioni Unite; ha pertanto confermato la legittimità del sequestro probatorio.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Fondamentale per il ricorso avverso il provvedimento di convalida del sequestro; disciplina la revisione giurisdizionale del sequestro probatorio

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Riferito ai motivi di cassazione proposti contro le ordinanze che decidono sui sequestri; i motivi devono essere specifici e non mera ripetizione di censure già respinte

  • art. 178 lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamato nella censura relativa alla nullità del decreto di sequestro per mancata notifica/avviso all'indagato; la Corte ha ritenuto infondata la doglianza alla luce della ricostruzione fattuale

  • art. 356 cod. proc. pen.

    Regola le attività alle quali la polizia giudiziaria può assistere senza preavviso; utilizzata per chiarire i limiti degli obblighi di avviso e di assistenza del difensore

  • art. 365 cod. proc. pen.

    Contrapposto all'art. 356 per spiegare che l'obbligo di chiedere se vi sia difensore e di nominarne uno d'ufficio sussiste in altri casi (es. perquisizioni delegate al PM), ma non nella particolare ipotesi verificatasi

  • art. 114 disp. att. cod. proc. pen.

    Obbligo di avvisare la persona sottoposta a indagini della facoltà di farsi assistere da difensore; la Corte ha ritenuto adempiuto l'istituto nella fattispecie, tenuto conto della dinamica degli accertamenti

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (comma 4)

    Fattispecie penale contestata relativa a detenzione/cezione di sostanze stupefacenti; la Corte ha ritenuto astrattamente configurabile il reato rispetto alle parti di canapa rinvenute

  • art. 80 comma 2 d.P.R. 309/1990

    Richiamato nell'ambito delle ipotesi di reato connesse alla detenzione e al sequestro di sostanze stupefacenti

  • Legge n. 242 del 2016

    Disciplina la coltivazione e la filiera agroindustriale della canapa; la Corte, richiamando le Sezioni Unite, afferma che la legge incentiva coltivazioni lecite per prodotti tassativamente indicati (e non include le infiorescenze), e che le soglie di THC (0,2% per contributi UE; 0,6% limite nazionale per alcuni effetti) non escludono automaticamente responsabilità penali se si tratta di detenzione/cezione di infiorescenze destinabili alla commercializzazione illecita

  • artt. 352-355 cod. proc. pen.

    Norme sulle misure cautelari reali e sul sequestro probatorio; utili per il criterio del fumus e della necessità dell'acquisizione delle cose

  • Sezioni Unite, sent. n. 30475 del 30/05/2019 (PMT/Castignani)

    Interpretazione giurisprudenziale chiave secondo cui la legge 242/2016 non include le infiorescenze tra i prodotti trasferibili leciti; rilevanza per distinguere coltivazione lecita e condotte punibili ai sensi del DPR 309/1990

Massime di principio

  • La polizia giudiziaria che interviene senza preavviso per attività previste dall'art. 356 cod. proc. pen. non è tenuta a designare un difensore d'ufficio; l'obbligo di avviso della facoltà di difesa sussiste, ma la qualifica di indagato può sorgere solo quando emergono elementi attribuibili a una specifica persona
  • In sede di riesame del sequestro probatorio il giudice valuta il fumus del reato e la necessità delle cose per le indagini, non il pieno accertamento del fatto; la motivazione può essere integrata dal giudice del riesame se il PM ha indicato i presupposti anche in modo generico
  • La presenza di percentuali di THC inferiori alle soglie previste dalla legge 242/2016 non determina di per sé l'assenza di rilevanza penale quando si tratta di detenzione/cezione di infiorescenze o parti di pianta non ricomprese tra i prodotti leciti disciplinati dalla legge
  • Documenti e dichiarazioni spontanee prodotti dall'interessato sul luogo del controllo possono essere acquisiti e utilizzati a fini cautelari; l'inutilizzabilità invocata per tali atti necessita di specifica prova di illegittimità procedurale grave
  • Le doglianze già esaminate e respinte in sede di riesame, se riproposte in cassazione senza nuova argomentazione specifica, sono inammissibili per mera reiterazione
  • Per contestare la legittimità di campionamenti e analisi occorre dimostrare che tali violazioni abbiano inciso sulla validità del titolo cautelare; non tutte le irregolarità procedurali comportano automaticamente la nullità del sequestro probatorio

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