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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23014/2023 del 25/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Valsanìa impugnava la sentenza di condanna per il reato di bancarotta impropria per false comunicazioni sociali (art. 223 c.2 n.1 r.d. 267/42). Denunciava carenza e contraddittorietà di motivazione, travisamento della prova e mancanza di elementi che lo colleghino materialmente alla redazione/approvazione del bilancio 31/12/2004 (sosteneva di non aver partecipato alla riunione che approvò il progetto di bilancio). Contestava inoltre che la Corte avesse tratto la prova dell'elemento soggettivo dalla semplice mancata presentazione del bilancio e dalle dimissioni anticipate, e chiedeva che la mancanza di "deleghe operative" lo esonerasse dalla responsabilità, rilevando che era stato costantemente rassicurato sulla regolarità contabile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso infondato e ha respinto le censure. Ha richiamato il contesto della "doppia conforme" (sentenza di primo e secondo grado convergenti) e i limiti del sindacato di legittimità (impossibilità di rifare la valutazione dei fatti). Ha confermato la valutazione dei giudici di merito che, sulla base della relazione dei commissari liquidatori e della consulenza tecnica del PM, ha ritenuto il bilancio 2004 falsificato con artifizi contabili e che l'intero consiglio di amministrazione (di cui Valsanìa era vicepresidente) era responsabile. Ha ritenuto logico e non manifestamente illogico ritenere elementi indiziari della coscienza del dissesto la mancata presentazione del bilancio e le dimissioni anticipate, nonché l'accesso a nuovi finanziamenti strumentali all'apparente solidità. Ha altresì precisato che, in assenza di deleghe formali o annotazioni di dissenso, gli amministratori del consiglio sono solidalmente responsabili, salvo il meccanismo di esonero previsto dalle norme societarie. In conclusione il ricorso è stato respinto e la condanna confermata.

Norme richiamate

  • r.d. n. 267/1942 art. 223 comma 2 n.1

    Norma penale sulla bancarotta impropria per false comunicazioni sociali: la Corte ha ritenuto sussistere l'elemento materiale e l'elemento soggettivo (consapevolezza del dissesto) in relazione alla predisposizione di un bilancio artefatto che ha agevolato l'aggravamento del dissesto

  • art. 606 comma 1 lett. e) c.p.p.

    Ground di ricorso per cassazione relativo al travisamento della prova: la Corte ricorda i limiti di ammissibilità della doglianza e l'onere del ricorrente di specificare quale atto sia stato travisato e il suo decisivo impatto

  • art. 23 comma 8 d.l. n. 137/2020 convertito (richiami procedurali)

    Norme richiamate a titolo procedurale per il trattamento del procedimento in forma cartolare; utilizzate per descrivere la modalità di trattazione del ricorso

  • art. 16 comma 1 d.l. 30/12/2021 n.228 convertito

    Ulteriore richiamo procedurale connesso alla trattazione cartolare del procedimento

  • art. 2381 c.c. (comma 2 e comma 4)

    Dispone che la redazione del bilancio è compito del consiglio di amministrazione e disciplina le deleghe: la Corte ha ricordato che, in mancanza di deleghe agli organi esecutivi, la responsabilità ricade sul consiglio nel suo complesso

  • art. 2392 c.c.

    Norma sulla responsabilità degli amministratori verso la società per l'inosservanza dei doveri: la Corte richiama il meccanismo di responsabilità solidale e l'istituto dell'esternazione del dissenso come possibile esonero

  • art. 2476 c.c.

    Richiamata per la posizione di garanzia degli amministratori nelle s.r.l./cooperative (solidarietà di responsabilità e possibilità di esonero in presenza di specifiche condizioni)

  • art. 616 c.p.p.

    Norma procedurale citata in chiusura (probabile riferimento alle formalità di notifica o compiti del difensore), richiamata nel testo della decisione

Massime di principio

  • In ipotesi di organo collegiale (consiglio di amministrazione) la responsabilità per bilanci falsi può ricadere su tutti i componenti in assenza di deleghe formali o di annotazione del dissenso: per esonerarsi occorre che il singolo amministratore dimostri deleghe specifiche o l'esplicita e annotata opposizione
  • La mancata presentazione del bilancio all'ufficio del registro delle imprese e le dimissioni anticipate possono costituire elementi indiziari idonei a fondare la consapevolezza dello stato di dissesto, se inseriti in un quadro probatorio tecnico-contabile che comprovi artifizi nel bilancio
  • In Cassazione il sindacato sulla motivazione è limitato: non è consentita una rivalutazione dei fatti salvo che l'errore sia di manifesta illogicità o sussista un travisamento 'fotografico' della prova; il ricorrente deve specificare quale atto processuale sia stato travisato e dimostrarne l'impatto decisivo
  • Per i difensori è cruciale allegare e documentare in modo puntuale ogni atto che dimostri assenza di partecipazione o di responsabilità (verbali, deleghe, annotate di dissenso, interrogatori): censure generiche o non documentate sono destinati a fallire
  • Chi gestisce o siede in un consiglio che approva bilanci deve curare la tracciabilità delle decisioni contabili e, se non concorda, formalizzare il dissenso; l'ottenimento di finanziamenti sulla base di bilanci artefatti costituisce un aggravante ai fini della configurazione del reato

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