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Sentenza

Sentenza n. 4697/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda) n. 02975/2023, resa tra le parti, del provvedimento del Responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune di Bracigliano prot. n. 5770 del 30.6.2020, notificato unicamente al Consorte il successivo 2.7.2020, per la parte in cui è stata disposta la demolizione del capannone indicato nella lettera c) del medesimo provvedimento, di comproprietà della ricorrente, ubicato a Bracigliano in via D'Amato; b) della Relazione tecnica di accertamento prot. n. 9625 del 17.12.2019 del Tecnico comunale; c) della nota prot. n. 6188 del 13.7.2020, recante la trasmissione da parte del medesimo Responsabile dell'Ufficio Tecnico al Servizio Attività Produttive del Comune di Bracigliano del provvedimento di demolizione di cui alla lett. a); d) di ogni altro atto anteriore, connesso e conseguente.

Giustizia amministrativa202404289

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, sezione staccata di Salerno, n. 02975/2023, relativa all'impugnazione di un provvedimento comunale di demolizione di un capannone, della relazione tecnica di accertamento e degli atti connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La proprietaria ha proposto appello contro la sentenza del TAR Campania, sezione staccata di Salerno, che aveva riguardato il provvedimento del Responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune di Bracigliano con cui era stata disposta, tra l'altro, la demolizione di un capannone di sua comproprietà. In primo grado erano stati impugnati anche la relazione tecnica comunale di accertamento, la nota di trasmissione del provvedimento al Servizio Attività Produttive e gli ulteriori atti connessi e conseguenti. Il testo della decisione non espone i motivi specifici dell'appello, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l'appello per sopravvenuta carenza di interesse, sulla base della dichiarazione depositata dall'appellante il 3 giugno 2026. Non è stata quindi svolta una decisione nel merito sulla legittimità della demolizione, della relazione tecnica o degli altri atti impugnati, né sui motivi d'appello. Le spese di giudizio sono state compensate, anche in considerazione della mancata costituzione del Comune appellato.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non ne esplicita una specifica applicazione decisoria.

Massime di principio

  • L'appello amministrativo diviene improcedibile quando, nel corso del giudizio, l'appellante dichiara la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse preclude una pronuncia sui motivi d'appello e sul merito degli atti impugnati.
  • In caso di sopravvenuta carenza di interesse, le spese possono essere compensate per giusti motivi, anche in considerazione della mancata costituzione della parte appellata.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilitàAppello
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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