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Ordinanza

Ordinanza n. 2670/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202605051

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Lazio-Roma che non aveva accolto la domanda cautelare contro la revoca del piano provvisorio di protezione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha impugnato l'ordinanza cautelare del TAR Lazio-Roma relativa alla revoca del piano provvisorio di protezione, chiedendone la riforma. Dal testo emerge che la controversia riguarda la legittimità della revoca e, in particolare, la sussistenza di fondati elementi idonei a giustificare l'adozione del provvedimento amministrativo. In appello cautelare sono stati riproposti i motivi dedotti in primo grado, la cui fondatezza è stata ritenuta meritevole di approfondimento nella fase di merito. Il provvedimento dà inoltre conto del parere della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari del 5 marzo 2026, secondo cui il collaboratore di giustizia risultava ancora esposto a un concreto e attuale pericolo di reazioni e ritorsioni.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto che i motivi di ricorso proposti in primo grado dovessero essere esaminati approfonditamente dal TAR nella sede di merito, con particolare riferimento alla sussistenza di fondati elementi per l'emanazione della revoca. Pur riconoscendo, sulla base del parere della Direzione Distrettuale Antimafia, la permanenza di un concreto e attuale pericolo per l'appellante, il Collegio ha ritenuto che le esigenze cautelari potessero essere garantite mediante misure ordinarie idonee a salvaguardarne la sicurezza. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare deciso dal Consiglio di Stato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il fondamento del provvedimento di oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte appellante.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare, quando i motivi diretti contro un provvedimento di revoca richiedono un approfondimento istruttorio e valutativo incompatibile con la cognizione sommaria, il giudice può rimetterne l'esame compiuto alla fase di merito senza ravvisare, allo stato, elementi sufficienti per riformare la decisione cautelare di primo grado.
  • La permanenza di un concreto e attuale pericolo per il destinatario di una misura di protezione non impone necessariamente la conservazione della specifica misura revocata, qualora il giudice ritenga che le esigenze di sicurezza possano essere garantite, in via cautelare, mediante misure ordinarie adeguate.
  • Nella valutazione cautelare della revoca di un piano provvisorio di protezione, il giudice deve considerare anche gli elementi qualificati provenienti dagli organi antimafia, pur mantenendo distinta la verifica sommaria del fumus dalla decisione definitiva sulla legittimità dell'atto.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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