Salta al contenuto
Regolamento

R.R. Lombardia 4/2025

Regolamento di attuazione del Titolo XI della legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31 (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale) in materia di usi civici

Normativa regionaleR.R. Lombardia 4/2025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento lombardo disciplina le procedure per alienazione, liquidazione, scioglimento di promiscuità, mutamento temporaneo di destinazione d’uso, legittimazione, reintegra, trasferimento di diritti di uso civico e permuta. Si applica anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore, salvo l’art. 167, c. 2, l.r. 31/2008.

Procedimenti in materia di usi civici

Disciplina regionale degli usi civici

Il regolamento, adottato in attuazione della l.r. Lombardia 31/2008 e nel rispetto della normativa statale di settore, stabilisce le procedure amministrative da seguire in materia di usi civici sul territorio regionale lombardo, compresa la Provincia di Sondrio per le funzioni amministrative richiamate. La disciplina riguarda i principali istituti dispositivi e ripristinatori dei vincoli civici, con un procedimento fondato su istruttoria regionale/provinciale, pubblicità locale e parere vincolante della soprintendenza.

Ambito, soggetti e definizioni

Ai fini del regolamento:

  • la struttura competente è la struttura della Regione o della Provincia di Sondrio territorialmente competente in materia di usi civici;
  • la soprintendenza è quella archeologia, belle arti e paesaggio competente per territorio;
  • il soggetto gestore è il comune oppure l’ente esponenziale costituito per l’amministrazione delle terre o dei diritti di uso civico.

Il regolamento disciplina alienazione, liquidazione dei diritti, scioglimento di promiscuità, mutamento temporaneo di destinazione d’uso, legittimazione dell’occupazione senza titolo, reintegra, trasferimento di diritti di uso civico e permuta.

Alienazione di terreni gravati da uso civico

L’alienazione è ammessa su istanza del comune, previa richiesta dell’ente esponenziale ove presente, solo quando ricorrono entrambe le condizioni sostanziali:

  • i terreni sono di esigue dimensioni, non si prestano ad alcuna utilizzazione agro-silvo-pastorale e non interrompono la continuità del demanio civico;
  • le eventuali opere esistenti sono legittime sotto il profilo urbanistico-edilizio e paesaggistico e i beni sono stati utilizzati in conformità agli strumenti urbanistici vigenti.

L’istanza, sottoscritta dal sindaco o da un delegato, deve essere corredata da deliberazione consiliare motivata, relazione catastale e descrittiva, perizia di stima, certificato di destinazione urbanistica ed estratto delle norme del PGT.

La procedura prevede pubblicazione all’albo pretorio per 30 giorni, possibilità di osservazioni, istruttoria entro 45 giorni, trasmissione alla soprintendenza per il parere vincolante entro 90 giorni e decisione della struttura competente entro 20 giorni dal parere. In caso di silenzio della soprintendenza, è prevista diffida e, decorso il termine ulteriore di 10 giorni, provvedimento della struttura entro 30 giorni. Se autorizzata, il comune cura a proprie spese la trascrizione dell’atto e la comunicazione alla struttura per la cancellazione del vincolo.

Liquidazione dei diritti di uso civico

Il proprietario di un fondo gravato da uso civico può chiedere la liquidazione dei diritti mediante:

  • scorporo di una porzione del terreno;
  • oppure pagamento di un canone annuo di natura enfiteutica a favore del soggetto gestore.

La domanda deve essere accompagnata da una relazione tecnica con funzione di progetto di liquidazione, comprendente individuazione catastale, stime del valore del terreno e delle migliorie, stima della porzione da scorporare o del canone, certificato di destinazione urbanistica ed estratto del PGT.

La domanda è pubblicata all’albo pretorio per 30 giorni; seguono osservazioni, istruttoria regionale entro 45 giorni, parere vincolante della soprintendenza entro 90 giorni e decreto finale entro 20 giorni dal parere. Il provvedimento indica, in caso di accoglimento, la porzione da scorporare o l’ammontare del canone. Il proprietario provvede poi alla trascrizione del decreto ai fini della cancellazione del vincolo.

Scioglimento di promiscuità

Lo scioglimento di promiscuità può essere richiesto dai comuni interessati, sentiti gli enti esponenziali ove presenti. La domanda deve essere motivata e corredata da relazione tecnica, progetto di divisione e quantificazione degli eventuali compensi, certificato urbanistico ed estratto del PGT.

La procedura è analoga alle altre: pubblicazione per 30 giorni, osservazioni, istruttoria entro 45 giorni, parere vincolante della soprintendenza entro 90 giorni e decreto conclusivo entro 20 giorni. In caso di accoglimento, i terreni sono assegnati in piena disponibilità ai comuni interessati e, se dovuto, è determinato il compenso in relazione ai diritti esercitati. La trascrizione è a cura e spese dei comuni, con cessazione del vincolo di promiscuità.

Mutamento temporaneo di destinazione d’uso

Il mutamento temporaneo di destinazione d’uso è richiesto dal comune territorialmente competente, su domanda dell’ente esponenziale ove presente. L’istanza deve illustrare le ragioni del mutamento, la durata, l’analisi paesaggistico-ambientale, il beneficio per la collettività, i mappali interessati, la perizia di stima con quantificazione del canone, le modalità di eventuale concessione a privati, il certificato urbanistico, l’estratto del PGT e il piano di ripristino.

Anche qui è prevista pubblicazione per 30 giorni, osservazioni, istruttoria entro 45 giorni e parere vincolante della soprintendenza entro 90 giorni. Il decreto finale valuta soprattutto l’esistenza di un reale beneficio per la collettività. L’autorizzazione deve contenere la clausola di ritorno delle terre alla destinazione originaria quando cessa lo scopo. La trascrizione è a carico del comune.

Legittimazione dell’occupazione senza titolo

Chi occupa senza titolo terreni gravati da uso civico può chiedere la legittimazione solo se sussistono congiuntamente i requisiti seguenti:

  • occupazione da almeno 10 anni;
  • migliorie sostanziali e permanenti di tipo agricolo, forestale, ambientale o idrogeologico;
  • assenza di interruzione della continuità del demanio civico;
  • assenza di abusi edilizi.

L’istanza deve essere accompagnata da un progetto di legittimazione con descrizione e identificazione catastale del bene, documentazione fotografica e catastale, relazione sui mappali, certificato urbanistico, estratto del PGT, perizia di stima, attestazione sulla continuità del demanio, prova del possesso decennale e altra documentazione utile ai fini paesaggistici.

Segue pubblicazione per 30 giorni, osservazioni, istruttoria entro 45 giorni, parere vincolante della soprintendenza entro 90 giorni e decreto entro 20 giorni. In caso di accoglimento, viene determinato anche il canone enfiteutico da corrispondere al soggetto gestore. Se i presupposti mancano, è disposta la reintegra. La trascrizione del decreto è a cura del soggetto che ha avviato la procedura.

Reintegra

La reintegra può essere richiesta dal comune, anche nell’interesse dell’ente esponenziale, a seguito dell’accertamento di occupazioni senza titolo. Il procedimento è comunicato agli interessati e pubblicato all’albo per 30 giorni, durante i quali possono presentare osservazioni; nello stesso termine l’occupante può proporre istanza di legittimazione, che sospende la reintegra.

Se non vi è legittimazione o essa è negata, la struttura procede con istruttoria entro 45 giorni, parere vincolante della soprintendenza entro 90 giorni e decreto conclusivo entro 20 giorni. Il comune cura la trascrizione del provvedimento. È sempre disposta la reintegra, inoltre, quando vi sia:

  • rinuncia del privato al mantenimento dei diritti acquisiti da quotizzazione o ripartizione;
  • mancato pagamento dei canoni enfiteutici entro un anno dalla richiesta comunale tramite ruoli;
  • inadempimento di condizioni contrattuali che prevedano espressamente la reintegrazione.

Trasferimento di diritti di uso civico e permuta

Il comune può promuovere, su richiesta dell’ente esponenziale ove presente, il trasferimento dei diritti di uso civico o la permuta, quando ricorrono le condizioni dell’art. 3, comma 8-bis, della l. 168/2017 sui domini collettivi.

La domanda deve contenere deliberazione consiliare motivata, relazione sui mappali, perizia di stima con confronto tra valori di superficie e ambientali, relazione descrittiva dei terreni di destinazione, certificato urbanistico, estratto del PGT e, se necessario, atti di impegno alla permuta.

La procedura segue pubblicazione per 30 giorni, osservazioni, istruttoria entro 45 giorni, parere vincolante della soprintendenza entro 90 giorni e decreto entro 20 giorni. Il provvedimento finale individua i beni e i diritti che, per effetto del trasferimento o della permuta, vengono demanializzati, con applicazione del vincolo paesaggistico ex art. 142, comma 1, lett. h), d.lgs. 42/2004; i terreni sdemanializzati restano comunque assoggettati a vincolo paesaggistico. La trascrizione è a carico del comune.

Regime economico e utilizzazione dei proventi

I proventi derivanti da alienazioni, da altri istituti, da canoni e dalla loro eventuale affrancazione devono essere utilizzati nell’interesse della comunità di riferimento dall’ente esponenziale oppure, se assente, dal comune.

Regole procedurali generali e conferenza di servizi

Quando sia convocata una conferenza di servizi, si applica la legge n. 241/1990 sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso. Restano fermi, per i vari procedimenti, i meccanismi di pubblicità locale, partecipazione mediante osservazioni, istruttoria regionale/provinciale e parere vincolante della soprintendenza.

Disposizioni transitorie

Le disposizioni del regolamento si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data della sua entrata in vigore, salvo quanto previsto dall’art. 167, comma 2, della l.r. 31/2008. Il regolamento non contiene una disciplina limitata a un solo esercizio o a eventi ormai conclusi, ma stabilisce una procedura vigente per i procedimenti in materia di usi civici nella Regione Lombardia.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.