L.R. Lombardia 2/2025
Misure di prevenzione e contrasto delle baby gang e modifiche alla l.r. 1/2017
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale 22 aprile 2025, n. 2 amplia la l.r. 1/2017 per includere il contrasto alle baby gang, con interventi di prevenzione sociale, riqualificazione urbana, percorsi socioeducativi e protocolli con enti locali, scuole e giustizia minorile. Prevede una sperimentazione nel primo esercizio finanziario e uno stanziamento di 450.000 euro per il 2025.
Misure regionali contro le baby gang e modifica della disciplina su bullismo e cyberbullismo
Misure di prevenzione e contrasto delle baby gang e modifica della disciplina su bullismo e cyberbullismo
La legge regionale interviene sulla disciplina veneta in materia di bullismo e cyberbullismo, estendendola al contrasto delle baby gang dedite all’illegalità o alla criminalità. L’obiettivo è rafforzare prevenzione, recupero e coordinamento degli interventi, nel rispetto delle competenze costituzionali e con applicazione limitata al territorio della Regione.
Finalità e carattere sperimentale
La legge mira a fronteggiare situazioni di disagio giovanile, con particolare attenzione alle bande minorili. Nel primo esercizio finanziario la Regione promuove le azioni previste in via sperimentale, stanziando risorse dedicate; negli esercizi successivi la prosecuzione dipende dagli esiti della sperimentazione.
Ambito della disciplina regionale modificata
La normativa aggiorna la l.r. 1/2017 estendendo il riferimento ai fenomeni di baby gang, precisando che l’azione regionale si svolge nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione. Le modifiche incidono sul titolo della legge, sulle finalità generali e sui contenuti degli interventi regionali già previsti in materia di bullismo e cyberbullismo.
Interventi regionali previsti
La disciplina risultante rafforza e amplia gli interventi regionali, includendo:
- prevenzione sociale nelle aree urbane maggiormente interessate dalla presenza di baby gang, con attenzione a minori sia autori sia vittime;
- analisi sociale dei fenomeni di illegalità connessi, tra cui vandalismo, sopruso, comportamenti violenti e aggressivi anche sessuali, ipotesi di cui all’art. 612-ter c.p., furto, rapina, spaccio o abuso di stupefacenti e radicalismo religioso;
- riqualificazione degli spazi in cui sono più diffuse baby gang e “street bullying”, mediante iniziative urbanistiche, culturali, sportive, psicologiche, pedagogiche ed educative;
- accompagnamento allo studio, laboratori artistici e musicali, attività motorie, promozione della lettura, uso consapevole di social media e nuove tecnologie, sportelli di ascolto e aiuto;
- interventi socioeducativi, percorsi formativi e misure di servizio sociale obbligatorio o lavoro socialmente utile per minori segnalati dall’autorità giudiziaria minorile e già in carico agli USSM o ai servizi sociali territoriali, specie in caso di reati commessi in gruppo;
- formazione, informazione e sensibilizzazione anche con il coinvolgimento del Terzo settore, dei centri per la famiglia, scuole, oratori, operatori sociali, sportivi ed economici, SSR e polizia locale.
Protocolli d’intesa e coordinamento istituzionale
La Regione promuove la sottoscrizione di protocolli con amministrazioni locali e statali competenti, in particolare con l’Ufficio scolastico regionale e gli organi della giustizia minorile, per realizzare programmi di sensibilizzazione, sostegno alle vittime, recupero degli autori, contrasto integrato ai fenomeni di baby gang, bullismo e cyberbullismo e promozione della giustizia riparativa.
Consulta regionale sulle baby gang, sul bullismo e sul cyberbullismo
La Consulta regionale viene ridenominata e ampliata. Deve raccogliere informazioni sui fenomeni di baby gang, bullismo e cyberbullismo, anche tramite analisi dei social media, con approccio multidisciplinare e nei limiti delle competenze regionali, al fine di ottimizzare l’azione sul territorio ed evitare sovrapposizioni con altri soggetti pubblici. Cura inoltre il confronto e la diffusione di buone pratiche, tecnologie, processi e progetti.
Composizione e partecipazione alla Consulta
Alla Consulta partecipano, oltre ai soggetti già previsti, anche:
- un rappresentante dei giovani designato dal Forum regionale dei giovani;
- eventualmente, rappresentanti di amministrazioni statali competenti in materia di giustizia minorile e sicurezza, previa intesa con le stesse.
Adeguamenti ai soggetti del Terzo settore
I riferimenti normativi regionali ai soggetti del Terzo settore sono aggiornati sostituendoli con gli enti del Terzo settore di cui al d.lgs. 117/2017, in coerenza con il Codice del Terzo settore.
Copertura finanziaria
Per il 2025 gli oneri per gli interventi aggiuntivi sono stimati in 450.000 euro e coperti come segue:
- 200.000 euro mediante incremento della missione 12, programma 1, con corrispondente riduzione della missione 20, programma 3;
- 250.000 euro con risorse già stanziate nella missione 12, programma 1. Per gli esercizi successivi al 2025 la copertura è demandata alla legge annuale di bilancio.
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