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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46107/2022 del 06/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso è stato proposto avverso la sentenza del Giudice di Pace di Sant'Angelo dei Lombardi del 9 febbraio 2022 che aveva dichiarato Michele Fasano responsabile del reato previsto dall'art. 590 c.p. (fatto avvenuto il 22 maggio 2014: Fasano, durante una manovra su strada, avrebbe urtato la persona offesa in bicicletta facendola cadere e cagionandole una contusione). In Cassazione il difensore ha proposto tre motivi: (i) contraddittorietà della motivazione ai sensi dell'art. 606 lett. e) c.p.p.; (ii) inosservanza o erronea applicazione delle regole sulla ripartizione dell'onere della prova; (iii) prescrizione del reato. Nel corso del giudizio è stata depositata la remissione della querela sottoscritta dalla persona offesa il 9 luglio 2022 e accettata dall'imputato; il Pubblico Ministero ha chiesto l'annullamento senza rinvio per estinzione del reato a seguito della remissione di querela.

La decisione

La Corte ha accertato preliminarmente che il reato non era prescritto (termine ordinario di prescrizione pari a 7 anni e 6 mesi, con sospensioni complessive pari a 368 giorni per rinvii e astensioni e 64 giorni per il periodo Covid ai sensi dell'art. 83 d.l. 17 marzo 2020 n. 18 convertito). Tuttavia la persona offesa ha rimesso la querela il 9 luglio 2022 e l'imputato ha accettato la remissione; trattandosi di reato procedibile a querela di parte, il reato è estinto ai sensi dell'art. 152 c.p. Perciò la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato e ha posto a carico del querelato (oggi ricorrente) le spese processuali ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 590 cod. pen.

    Norma richiamata quale titolo di reato per le lesioni contestate nella sentenza di primo grado; la Corte non discute la configurazione del fatto rispetto a questa norma perché l'estinzione è intervenuta successivamente.

  • art. 152 cod. pen.

    Stabilisce l'estinzione del reato procedibile a querela di parte per intervenuta remissione della querela; applicata dalla Corte per dichiarare estinto il reato dopo la remissione accettata.

  • art. 606 lett. e) c.p.p.

    Richiamato come parametro relativo ai motivi di impugnazione (contraddittorietà della motivazione); il motivo è stato dedotto ma la decisione finale è stata determinata dall'estinzione del reato.

  • art. 340, comma 4, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la liquidazione delle spese processuali nella Cassazione; applicata per porre le spese a carico del querelato/non vittorioso formale.

  • art. 83, comma 4, decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18 (conv. legge 24 aprile 2020 n. 27)

    Norma eccezionale richiamata per la sospensione dei termini processuali nel periodo pandemico; ha inciso sul calcolo della prescrizione aggiungendo 64 giorni di sospensione.

Massime di principio

  • Se, durante il corso del giudizio di impugnazione, la persona offesa remette la querela e l'imputato accetta la remissione, il reato procedibile a querela di parte si estingue ai sensi dell'art. 152 c.p. e la sentenza di condanna deve essere annullata senza rinvio.
  • La remissione della querela richiede la manifestazione formale della volontà della persona offesa e l'accettazione dell'imputato: entrambi gli atti devono risultare formalmente compiuti per produrre l'effetto estintivo.
  • La prescrizione può essere sospesa per eventi processuali (rinvii, astensioni forensi) e per misure straordinarie (es. sospensione dovuta al d.l. 18/2020): è necessario calcolare correttamente tali sospensioni prima di ritenere il reato prescritto.
  • L'intervenuta estinzione del reato per remissione di querela prevale sulla decisione motivazionale relativa alla colpevolezza: il giudice di legittimità annulla senza riesaminare il merito quando il reato è estinto.
  • Anche se la condanna viene annullata per estinzione del reato, il giudice di Cassazione può comunque disporre la liquidazione delle spese processuali e attribuirle, secondo le regole di legge, a carico del querelato/ricorrente.

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