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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34152/2023 del 03/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La parte civile (Duca Visconti di Modrone S.p.A.) impugnava la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d'appello di Perugia nei confronti di Alves Domingues e Pereira De Meo per il reato di frode in commercio (art. 515 cod. pen., con riferimento anche all'art. 81 c.p. per la continuazione). La censura principale sosteneva che, pur essendo pacifico l'elemento oggettivo (fornitura di filati con percentuale di cashmere inferiore a quella pattuita), la Corte avrebbe erroneamente escluso il dolo: gli amministratori della Somelos Mix Texteis S.A., non avendo deleghe specifiche, avrebbero comunque impartito direttive ai dipendenti e pertanto dovrebbero rispondere penalmente. La ricorrente deduceva che, in assenza di deleghe effettive e di una concreta preposizione di soggetti idonei e autonomi, la responsabilità penale degli amministratori sussiste

La decisione

La ricorrente ha dichiarato per atto del 27 giugno 2023 di rinunciare al ricorso a causa della sopravvenuta carenza di interesse, atteso il raggiungimento di una conciliazione tra le parti. Conseguentemente la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse e ha condannato la ricorrente al pagamento delle sole spese processuali. Non è stata invece applicata la sanzione pecuniaria ordinariamente prevista dall'art. 616 c.p.p., poiché non sono emersi profili di colpa della ricorrente nella proposizione del ricorso

Norme richiamate

  • art. 515 codice penale

    Norma che punisce la frode in commercio; nel caso di specie la contestazione riguardava la fornitura di merce con composizione diversa da quella pattuita

  • art. 81 codice penale (comma finale) / principio della continuazione

    Richiamato per la possibile configurazione di plurimi illeciti come fenomeno continuativo; citato nella motivazione della contestazione originale

  • art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma richiamata rispetto alla redazione della requisitoria del Pubblico Ministero nei termini di legge (richiesta di annullamento con rinvio formulata dal Procuratore generale)

  • art. 616 codice di procedura penale

    Norma che prevede la sanzione pecuniaria per i ricorsi manifestamente infondati o altre ipotesi di responsabilità processuale; la Corte ha specificato che non è stata irrogata per assenza di colpa della ricorrente

Massime di principio

  • La conciliazione intervenuta tra le parti può determinare la sopravvenuta carenza di interesse della parte che impugna una decisione, con conseguente dichiarazione di inammissibilità del ricorso se la parte rinuncia o non ha più interesse al giudizio
  • La rinuncia al ricorso comporta in genere la condanna alle spese processuali, mentre l'applicazione di sanzioni pecuniarie processuali (art. 616 c.p.p.) richiede profili di colpa o abuso che devono essere specificamente valutati; in assenza di tali profili la sanzione non va irrogata
  • Quando una decisione è estinta per sopravvenuta mancanza di interesse, il merito della controversia sostanziale (ad es. l'esistenza del dolo degli amministratori e la rilevanza/valore probatorio delle deleghe) resta non deciso in sede di legittimità; pertanto, in casi analoghi, la valutazione sulla responsabilità degli amministratori per reati societari richiede comunque un esame probatorio concreto sulle deleghe e sulla gestione operativa prima di trarre conclusioni automatizzate
  • Per le parti civili e per il pubblico ministero è opportuno valutare il rischio di perdere l'interesse in caso di transazione/conciliazione: la conclusione di accordi extragiudiziali può estinguere la materia del contendere e rendere inammissibili i ricorsi successivi
  • Per gli amministratori di società che vogliano tutelarsi da responsabilità penale connesse a violazioni attribuite alla società, è consigliabile documentare formalmente l'assegnazione di deleghe, la preposizione di soggetti idonei, l'autonomia decisionale e i poteri di controllo effettivamente attribuiti a terzi

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