Cassazione Penale, Sentenza n. 37991/2025 del 24/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Firenze che aveva riqualificato il fatto come furto (art. 624 c.p. e artt. 625 nn. 2 e 5 e 61 n.5 c.p.), escludendo che il capannone fosse luogo di privata dimora. Il ricorrente ha dedotto l'estinzione del reato a seguito della remissione di querela intervenuta e ritualmente accettata, in ragione della riqualificazione in reato procedibile a querela dopo la modifica normativa (D.Lgs. 10/10/2022 n.150). Il Pubblico Ministero ha chiesto l'annullamento senza rinvio per estinzione del reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto che, a seguito della riforma (D.Lgs. 150/2022), il furto così riqualificato è procedibile a querela; essendo intervenuta remissione di querela, ritualmente accettata in pendenza del ricorso e il ricorso tempestivo, il reato si è estinto. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per intervenuta remissione di querela (art. 152 c.p.p.). Le spese sono poste a carico del querelato ex art. 340, comma 4, c.p.p.
Norme richiamate
art. 624 cod. pen.
La modifica normativa ha trasformato il regime di procedibilità del furto rendendolo, di regola, procedibile a querela della persona offesa, con le eccezioni previste dalla norma.
art. 625 cod. pen.
Sono state richiamate le circostanze aggravanti (violenza sulle cose; approfittamento di circostanze di tempo come l'orario notturno). La Corte ha ritenuto che tali aggravanti non escludono automaticamente la procedibilità a querela dopo la riforma, nel caso concreto.
art. 61 cod. pen.
Rilevata l'aggravante per avere approfittato di circostanze di tempo (orario notturno) cui è stato attribuito rilievo nella riqualificazione, senza però incidere sulla procedibilità dopo la riforma.
D.Lgs. 10 ottobre 2022 n. 150 (Riforma Cartabia)
Ha modificato l'art. 624 c.p., incidendo sul regime di procedibilità del furto (passaggio, di regola, a procedibilità a querela), con conseguenze sul possibile estinguersi del reato per remissione di querela.
art. 152 cod. proc. pen.
Sostanziale strumento normativo invocato per dichiarare l'estinzione del reato in conseguenza della remissione di querela accettata.
art. 129 cod. proc. pen.
La Corte ha ritenuto che non sussistessero elementi per addivenire a una pronuncia alternativa ai sensi di tale disposizione, pertanto ha proceduto alla declaratoria di estinzione prevista dall'art. 152 c.p.p.
art. 340 cod. proc. pen.
Norma richiamata per l'imposizione delle spese processuali a carico del querelato.
Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004 (Chiasserini)
Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui la remissione di querela, intervenuta e accettata in pendenza del ricorso per cassazione e con ricorso tempestivo, determina l'estinzione del reato che il giudice di legittimità deve rilevare e dichiarare.
Massime di principio
- La riforma del 2022 può trasformare reati prima procedibili d'ufficio in reati procedibili a querela; in questi casi la remissione di querela estingue il reato se rituale e accettata.
- Se la remissione di querela interviene mentre è pendente il ricorso per cassazione e il ricorso è tempestivo, la Corte di Cassazione deve rilevare e dichiarare l'estinzione, annullando la sentenza senza rinvio.
- Le circostanze aggravanti (es. violenza sulle cose, orario notturno, concorso di più persone) non eliminano automaticamente la procedibilità a querela dopo la riforma: è necessario valutare caso per caso le eccezioni previste dalla norma.
- L'effetto estintivo della remissione di querela prevale su questioni processuali di ammissibilità del ricorso e deve essere pronunciato d'ufficio dal giudice di legittimità se ricorrono le condizioni formali.
- Attenzione alla forma e ai tempi: la remissione deve essere rituale e il suo accoglimento documentato; inoltre la remissione deve intervenire prima della definitiva pronuncia perché produca effetto estintivo.
- Prima di procedere in situazioni analoghe, verificare sempre le eccezioni normative (persona offesa incapace, ipotesi previste dall'art. 625 nn.7 e 7-bis, fatti su cose esposte alla pubblica fede) che possono mantenere la procedibilità d'ufficio.
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