Cassazione Penale, Sentenza n. 23003/2023 del 25/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che li aveva condannati per vari reati fallimentari (bancarotta fraudolenta distrattiva, bancarotta fraudolenta documentale e bancarotta semplice da ritardata richiesta di fallimento), contestando: 1) la qualificazione delle somme prelevate come distrazione e la valutazione dell'elemento soggettivo; 2) la mancata riqualificazione delle condotte in bancarotta preferenziale (in particolare rispetto a restituzioni di finanziamenti soci e pagamenti retributivi); 3) la conferma della bancarotta documentale nonostante presunta inesperienza e giustificazioni circa l'anomala tenuta di cassa; 4) la sussistenza della bancarotta semplice; 5) la quantificazione della pena principale e delle pene accessorie (art. 216 legge fall.); 6) la durata delle pene accessorie e l'allegata violazione della giurisprudenza delle Sezioni Unite.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per le ragioni esposte nella motivazione: i mezzi di impugnazione erano, in larga parte, critiche di merito o deduzioni aspecifiche non idonee a configurare vizio di diritto; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione di merito circa l'irrimediabile mancanza di prova sulla destinazione delle somme e l'idoneita degli elementi probatori a fondo delle distinzioni tra bancarotta distrattiva e preferenziale; ha altresi ritenuto fondate le argomentazioni sulla bancarotta documentale e sul trattamento sanzionatorio. Conseguentemente i ricorsi sono stati respinti come inammissibili e ciascun ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di procedimento e a versare Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
legge fallimentare (L. fall.)
art. 216, art. 217, art. 219, art. 223, art. 224
Le disposizioni fallimentari sono state richiamate per delimitare le fattispecie di bancarotta (distrattiva, documentale, semplice) e per determinare le pene accessorie; in particolare l'art. 216 è stato applicato per la durata delle pene accessorie e per la misura delle sanzioni accessorie
codice penale
Art. 110 richiamato per la responsabilità concorrente; art. 133 richiamato come criterio per la determinazione della pena e, per le pene accessorie, per i criteri di commisurazione concreti
codice civile
Art. 2467 richiamato in relazione al principio di postergazione dei crediti dei soci (rimborso di finanziamenti) e alla possibile qualificazione della condotta dell'amministratore; art. 2482-ter citato in relazione agli obblighi contabili e alla tenuta delle scritture
codice di procedura penale
Art. 606 invocato indirettamente come limite per la censura dell'attività motivazionale in cassazione (vizii di motivazione indicati); art. 616 richiamato per la condanna alle spese e alle somme per l'ingiunzione in caso di ricorsi inammissibili
giurisprudenza di legittimità
Sez. U. n. 28910/2019 (Suraci); varie pronunce Sez. 5 citate nel testo
La Corte ha richiamato principi consolidati: inversione dell'onere probatorio in caso di scomparsa di beni aziendali, nozione di dolo nella bancarotta documentale e criteri per la determinazione delle pene accessorie
Massime di principio
- Se somme aziendali risultano scomparse e non è fornita una prova documentale o nominativa della loro destinazione, il giudice può desumere la distrazione; grava sull'amministratore l'onere di convincere sulla destinazione
- La mera assertiva richiamata a perizie o abitudini di pagamento in contanti non è sufficiente in cassazione se non indicati passaggi specifici e decisivi della prova che sarebbero stati travisati
- La restituzione ai soci di somme non documentate puo essere qualificata come bancarotta fraudolenta distrattiva (e non preferenziale) se manca la prova che si trattasse di crediti certi e documentati
- La bancarotta documentale può essere integrata anche dal dolo generico quando la tenuta delle scritture rende impossibile la ricostruzione del patrimonio; non è richiesta la volontà specifica di impedire gli accertamenti
- Per i concorrenti extranei (soci non amministratori) non è richiesta la conoscenza specifica dell'insolvenza, ma la consapevolezza che la loro condotta contribuisce al depauperamento del patrimonio sociale
- In cassazione i motivi che si limitano a riepilogare censure di fatto o a richiedere una diversa valutazione delle prove sono frequentemente dichiarati inammissibili; le censure devono essere specifiche e indicate con precisione
- La determinazione delle pene accessorie richiede motivazione basata sui criteri dell'art. 133 cod. pen. e può essere valutata in concreto dal giudice, non è automatica l'identità con la durata della pena principale
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