Cassazione Penale, Sentenza n. 37736/2025 del 19/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Procuratore, richiamando la giurisprudenza consolidata che considera irrilevanti i motivi personali dell'allontanamento. Ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Bari affinché sia riesaminata la responsabilità dell'imputato alla luce della corretta interpretazione del dolo di evasione.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza di proscioglimento (31/01/2025) per il reato di evasione ex art. 385 c.p.; il Procuratore sosteneva che il Tribunale aveva errato nell'interpretare l'art. 385, ritenendo necessario un intento specifico di eludere la misura al fine di farsi arrestare e tornare in carcere, mentre il dolo di evasione è di natura generica e si configura con la mera volontà e consapevolezza di allontanarsi dal luogo di restrizione, indipendentemente dalle finalità personali.
Norme richiamate
art. 385 cod. pen.
Il reato di evasione si configura con il dolo generico: è sufficiente la consapevolezza e la volontà di allontanarsi dal luogo di restrizione; i motivi o le finalità dell'allontanamento sono irrilevanti ai fini della configurabilità del reato.
art. 593, comma 2, cod. proc. pen. (novellato dall'art. 2, comma 1, lett. p), legge 9 agosto 2024, n. 114)
La modifica normativa ha legittimato il Procuratore a proporre ricorso per cassazione avverso sentenze di proscioglimento per i reati indicati dall'art. 550 c.p.p. pronunciate dopo il 25/08/2024, deducendo tutti i motivi di cui all'art. 606 c.p.p.
art. 550, commi 1 e 2, cod. proc. pen.
Elenca le fattispecie per le quali il pubblico ministero può proporre il ricorso per cassazione (come richiamato dalla novella legislativa).
art. 606 cod. proc. pen.
Consente di dedurre nel ricorso per cassazione motivi di violazione di legge e di difetto di motivazione (contraddittorietà o manifesta illogicità), includendo il travisamento della prova decisiva.
Giurisprudenza (Sez. 6, n. 36518 del 27/10/2020, Rodio; Sez. 6, n. 52496 del 03/10/2018, Natale)
"integra il reato di evasione la condotta di volontario allontanamento dal luogo di restrizione domiciliare e di presentazione presso la stazione dei Carabinieri ancorché per chiedere di essere ricondotto in carcere, in quanto il dolo generico del reato richiede la mera consapevolezza e volontà di allontanarsi dal domicilio, risultando irrilevanti i motivi di tale condotta"
Tali precedenti consolidano il principio che i motivi personali o le finalità dell'allontanamento non escludono il dolo di evasione; il giudice di merito non può sostituire il dolo generico con un presunto dolo specifico in base ai motivi soggettivi dell'agente.
Massime di principio
- Per il reato di evasione (art. 385 c.p.) è sufficiente il dolo generico: conta la consapevolezza e la volontà di allontanarsi dal luogo di restrizione, non le ragioni personali che hanno mosso l'agente.
- Anche l'allontanamento volto a procurarsi volontariamente l'arresto (es. presentarsi ai carabinieri per essere ricondotto in carcere) può integrare l'evasione se c'è volontà e consapevolezza dell'allontanamento.
- Il giudice di merito non deve trasformare una fattispecie a dolo generico in una a dolo specifico sulla base delle motivazioni soggettive dell'imputato; i motivi del comportamento sono generalmente irrilevanti ai fini della sussistenza del reato.
- Dopo la legge 9/8/2024 n.114 il pubblico ministero può impugnare in Cassazione determinate sentenze di proscioglimento (se rientrano nell'art. 550 c.p.p. e sono pronunciate dopo il 25/08/2024), deducendo sia violazioni di legge sia vizi di motivazione.
- In vicende analoghe, la difesa potrà efficacemente contestare la sussistenza del reato solo dimostrando l'assenza della volontà o della consapevolezza di allontanarsi dal luogo di restrizione (per esempio per errore inevitabile, costrizione, o altra causa che esclude il dolo).
- In caso di annullamento con rinvio, il giudice di merito dovrà riesaminare la fattispecie applicando il corretto principio sul dolo e valutando le prove senza confondere motivazioni personali con elementi soggettivi del reato.
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