Cassazione Civile, Sentenza n. 7111/2022 del 03/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della CTR che aveva accolto l'appello di Roma TPL contro l'avviso di accertamento relativo all'anno 2011: l'Agenzia aveva escluso alla contribuente la deduzione del c.d. cuneo fiscale ai fini IRAP ritenendo che l'impresa operasse in concessione e a tariffa; la CTR aveva invece qualificato il rapporto contrattuale con il Comune di Roma come appalto/contratto di servizio, non come concessione, perché il corrispettivo era pagato dall'amministrazione e non risultava una tariffa remunerativa pagata direttamente dall'utenza. L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione per violazione e falsa applicazione di norme tributarie e civili.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia. Ha ritenuto infondato il motivo di cassazione, condividendo la qualificazione della CTR: il rapporto era un appalto/contratto di servizio e non una concessione, poiché mancava il profilo essenziale della 'tariffa' remunerativa a carico dell'utenza e il rischio operativo non era trasferito in misura significativa alla società. Inoltre la Corte ha dichiarato tempestiva la notifica del ricorso dell'Agenzia, applicando la sospensione dei termini prevista dall'art.6, comma 11, d.l. n.119/2018 anche all'Amministrazione. L'Agenzia è condannata al pagamento delle spese di giudizio in favore di Roma TPL, liquidate in Euro 10.000 oltre oneri.
Norme richiamate
d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 11, comma 1, lett. a)
art. 11, comma 1, lett. a)
Esclusione dalla deduzione IRAP (cuneo fiscale) per le imprese operanti in concessione e a tariffa; la Corte interpreta che per escludere il beneficio occorrono congiuntamente i requisiti di concessione e di tariffa remunerativa.
d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, art. 30
Richiamato in riferimento alla disciplina degli affidamenti pubblici; utilizzato come riferimento alle distinzioni tra appalto e concessione (già presente nella normativa sugli appalti).
codice civile, art. 1362
Richiamato a supporto dei criteri interpretativi dei patti e della qualificazione contrattuale; la Corte valuta il contenuto economico e le modalità di remunerazione per qualificare il contratto.
Direttiva 2014/23/UE, art. 2, par. 1, lett. a) e b)
art. 2, par. 1, lett. a) e b)
Definizione comunitaria di concessione di servizi: contratto a titolo oneroso in cui il corrispettivo consiste nel diritto di gestire i servizi o tale diritto accompagnato da un prezzo, con assunzione del rischio operativo da parte del concessionario.
d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, art. 3
art. 3, primo comma, lett. vv)
Definizione italiana di concessione di servizi coerente con la direttiva: sottolinea l'assunzione del rischio operativo e il corrispettivo costituito dal diritto di gestione o da tale diritto accompagnato da un prezzo.
d.lgs. 19 novembre 1997, n. 422, art. 19
Norma specifica sul trasporto pubblico locale: prescrive la stipulazione di contratti di servizio qualificabili come appalti di servizi; la Corte afferma che grava sul ricorrente l'onere di provare la non conformità al modello legale.
d.l. 23 ottobre 2018, n. 119, art. 6, comma 11
Sospensione ope legis dei termini per il compimento di atti processuali per un periodo determinato; la Corte afferma che la sospensione si applica anche all'Amministrazione contribuente, rendendo tempestiva la notifica del ricorso.
codice di procedura civile, artt. 325 e 326
Regole sul termine di sessanta giorni per proporre ricorso per cassazione dalla notificazione della sentenza; il termine è stato computato e poi sospeso ai sensi della normativa emergenziale citata.
codice di procedura civile, art. 155, comma 4
Richiamato in relazione alla proroga dei termini processuali conseguente alla sospensione prevista dal d.l. n.119/2018.
Massime di principio
- Per escludere l'agevolazione IRAP prevista per il cuneo fiscale è necessario che coesistano sia la veste di 'concessione' sia l'esistenza di una 'tariffa' remunerativa a carico dell'utenza; uno solo dei due elementi non basta.
- La distinzione tra concessione e appalto si basa sul trasferimento del rischio operativo e sulla modalità di remunerazione: se il corrispettivo è recuperato principalmente dall'utenza tramite tariffa remunerativa e il gestore assume il rischio, si tratta di concessione; se l'amministrazione paga un corrispettivo sinallagmatico e interviene per coprire perdite, si configura un appalto/contratto di servizio.
- La 'tariffa' che rileva per l'esclusione del beneficio è quella remunerativa nel senso comunitario (capace di generare profitto e di tenere conto dei costi fiscali); non possono essere assimilati ad essa altri corrispettivi pubblici finalizzati a riequilibrare economicamente il servizio.
- Nei contratti di trasporto pubblico locale disciplinati dal d.lgs. n.422/1997 (art.19) il modello legale presuntivamente previsto è il contratto di servizio/appalto: chi sostiene la diversa natura del rapporto ha l'onere di provarlo.
- La sospensione dei termini processuali prevista da norme eccezionali (es. d.l. n.119/2018) si applica anche alle amministrazioni pubbliche, e può incidere sulla tempestività delle impugnazioni.
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