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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41841/2025 del 31/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte di appello di Catania che, pur applicando al ricorrente la pena concordata ex art. 599-bis c.p.p. per il reato di ricettazione (capo A), ha dichiarato estinto per prescrizione il reato indicato al capo B). Il ricorrente deduce violazione di legge per non avere la Corte valutato l'eventuale sussistenza di cause di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p. con riferimento al reato dichiarato prescritto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivo generico. Il Collegio ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui la declaratoria di proscioglimento ex art. 129, comma secondo, c.p.p., è ammissibile solo quando le circostanze che escludono il fatto, la sua commissione da parte dell'imputato o la rilevanza penale emergono dagli atti in modo assolutamente incontestabile (valutazione "ictu oculi"). Il ricorrente non ha indicato alcuna causa di proscioglimento immediatamente emersa dagli atti e prevalente rispetto alla declaratoria di prescrizione adottata in appello; perciò il ricorso è stato ritenuto generico e inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    Norma che disciplina l'accordo sulle modalità di definizione della responsabilità e della pena (cd. patteggiamento in appello). Nella sentenza è richiamata per motivare l'applicazione della pena concordata al reato di ricettazione (capo A).

  • art. 129 c.p.p.

    Prevede la sentenza di proscioglimento quando il reato è estinto o sussistono cause che escludono il fatto o la rilevanza penale; la Corte interpreta che la statuizione di proscioglimento per cause di estinzione opera solo se le circostanze escludenti emergono dagli atti in modo assolutamente non contestabile (valutazione di mera constatazione, non di approfondimento).

  • art. 707 c.p.

    Norma indicata nel dispositivo di appello (capo B) come titolo di reato poi dichiarato estinto per prescrizione; nella motivazione la questione riguarda l'assenza di indicazione di cause di proscioglimento rispetto a detto capo.

  • Giurisprudenza citata (Sez. U, n. 35490/2009; Sez. 6, n. 10284/2014 - Culicchia)

    Richiamata per affermare il principio secondo cui la declaratoria di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. è possibile solo quando l'esclusione del fatto o della responsabilità è manifestabile dagli atti senza necessità di accertamenti ulteriori (criterio della "constatazione" ictu oculi).

Massime di principio

  • Un ricorso in Cassazione che invoca la declaratoria di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. deve indicare specificamente e in modo chiaro le cause di proscioglimento che emergono dagli atti senza possibilità di controversia; affermazioni generiche portano all'inammissibilità.
  • La sentenza di proscioglimento per causa di estinzione richiede che l'esclusione del fatto o della rilevanza penale sia documentalmente evidente: non è sufficiente chiedere l'assoluzione se sono necessari accertamenti o valutazioni di merito.
  • Quando in appello è stata dichiarata la prescrizione di un reato, il ricorrente che richieda l'assoluzione deve dimostrare che, dagli stessi atti processuali, risulta una causa di proscioglimento prevalente e immediatamente percepibile.
  • Il patteggiamento (art. 599-bis c.p.p.) consente l'applicazione della pena concordata per i capi oggetto dell'accordo; questioni relative ad altri capi non assoggettati al patteggiamento vanno trattate con argomentazioni puntuali se si vuole contestare la decisione sulla prescrizione o sull'eventuale proscioglimento.
  • In cassazione è rischioso proporre motivi di impugnazione vaghi o generici: oltre all'inammissibilità del ricorso, è possibile la condanna alle spese e l'irrogazione della somma alla Cassa delle Ammende per il grado di colpa nella proposizione del ricorso.

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