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Sentenza

Sentenza del 15/09/2015 n. 3856 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

ICI - DICHIARAZIONE - Interventi edilizi modificativi - Obbligo della dichiarazione - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava l’obbligo di presentare la dichiarazione ICI dopo la realizzazione di un intervento edilizio modificativo su una struttura già esistente. Il contribuente aveva effettuato una ristrutturazione con variazione degli spazi interni, ma aveva omesso la conseguente dichiarazione. Sosteneva, in sostanza, che l’obbligo dichiarativo fosse stato soppresso dal 2007 e che i dati necessari fossero già conoscibili dall’amministrazione.

La decisione

La pretesa del Comune è stata ritenuta legittima. La soppressione generale dell’obbligo di dichiarazione ICI dal 2007 non opera quando gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta dipendono da atti per i quali non sono utilizzabili le procedure telematiche catastali previste dalla legge. Poiché la ristrutturazione aveva modificato gli spazi interni e il Comune non poteva verificare dai dati disponibili la correttezza dei versamenti, permaneva l’obbligo di dichiarazione. Ha quindi prevalso la posizione dell’amministrazione.

Norme richiamate

  • Art. 37, comma 53, decreto-legge n. 223/2006

    Soppressione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione ICI a decorrere dall’anno 2007.

    La soppressione non è assoluta: non si applica quando le variazioni rilevanti per l’imposta non possono essere acquisite dal Comune tramite le procedure telematiche previste dalla normativa catastale.

  • Art. 1, comma 174, legge n. 296/2006

    Mantiene l’obbligo dichiarativo nei casi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell’ICI dipendano da atti non gestibili mediante le procedure telematiche catastali.

  • Art. 3-bis, decreto legislativo n. 463/1997

    Disciplina le procedure telematiche catastali e costituisce il riferimento per individuare i casi in cui il Comune può acquisire automaticamente le variazioni senza una dichiarazione autonoma del contribuente.

Massime di principio

  • La soppressione di un obbligo dichiarativo fiscale non va intesa come assoluta: può permanere quando la variazione non è conoscibile dall’amministrazione attraverso i flussi telematici ordinari.
  • Gli interventi edilizi che modificano elementi rilevanti per il calcolo dell’imposta, come consistenza, superficie o caratteristiche dell’immobile, possono far sorgere un nuovo obbligo dichiarativo.
  • Il contribuente non può presumere che il Comune conosca automaticamente tutte le modifiche effettuate sull’immobile solo perché sono state presentate pratiche edilizie o catastali.
  • In caso di ristrutturazioni o variazioni interne, è opportuno verificare se la modifica incide sulla base imponibile e se gli atti risultano trasmessi tramite procedure telematiche idonee; in caso contrario, è prudente presentare la dichiarazione prevista.
  • L’obbligo dichiarativo può essere giustificato dalla necessità di consentire al Comune di controllare la correttezza dei versamenti quando i dati disponibili non permettono una verifica attendibile.

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