Sentenza n. 278/2026 - Latina, Sezione 1
per l'annullamento dell'ordinanza n.7 del 28 gennaio 2016 prot. -OMISSIS- di demolizione e ripristino stato dei luoghi
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a opere di ristrutturazione con ampliamento realizzate senza titolo edilizio e senza autorizzazioni paesaggistica e sismica
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale sostenendo, con il primo motivo, la violazione degli artt. 97 Cost., 1 l. 241/1990 e 35 l. 47/1985, nonché eccesso di potere per illogicità, contraddittorietà e difetto di istruttoria e carenza di motivazione. Ha dedotto che le opere fossero lavori di completamento di un manufatto già oggetto di istanza di condono ai sensi della l. 47/1985, che il procedimento di condono si fosse concluso con silenzio-assenso e che gli interventi fossero comunque assistiti da CILA. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione degli artt. 7 e 3 l. 241/1990 e degli artt. 4, 7 e 35 l. 47/1985, nonché travisamento dei fatti e difetto di motivazione, lamentando l'omessa comunicazione di avvio del procedimento e la mancata indicazione dell'interesse pubblico concreto e attuale alla demolizione, in considerazione della pendenza dell'istanza di sanatoria. Dagli accertamenti risultava invece la realizzazione, in assenza di permesso di costruire, autorizzazione sismica e nulla osta paesaggistico, di opere comportanti demolizioni e ricostruzioni di murature, aumento di superficie e volume, incremento dell'altezza, modifica della sagoma e ampliamento della superficie utilizzabile, su area gravata da plurimi vincoli.
La decisione
Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Ha ritenuto che la presentazione di un'istanza di sanatoria o condono non autorizzi il proprietario a eseguire ulteriori opere, trasformare o ampliare il manufatto abusivo prima della definizione favorevole del procedimento. Le opere contestate non erano meri lavori di completamento, anche perché il ricorrente non aveva attivato la procedura prevista dall'art. 35 l. 47/1985, e comunque determinavano un incremento di superficie utile e altezza, configurando una trasformazione edilizia abusiva. Ha escluso la formazione del silenzio-assenso sul condono, poiché l'immobile ricadeva in area sottoposta a vincolo paesaggistico e non risultavano acquisiti i necessari pareri e autorizzazioni delle autorità preposte alla tutela dei vincoli. Ha inoltre ritenuto irrilevante la CILA, riferita a opere diverse da quelle accertate, e comunque inidonea a legittimare interventi eseguiti senza autorizzazione sismica e paesaggistica. In particolare, l'art. 94 d.P.R. 380/2001 impone l'autorizzazione sismica preventiva per i lavori nelle località sismiche e non consente un'autorizzazione sismica in sanatoria per opere già eseguite; la mancanza del titolo sismico, unitamente all'assenza dell'autorizzazione paesaggistica per opere incidenti sull'aspetto esteriore dei luoghi, giustificava la demolizione. Il TAR ha poi escluso la violazione delle garanzie partecipative: l'ordine di demolizione è un atto vincolato e sanzionatorio, non soggetto, in via generale, alla comunicazione di avvio, e comunque l'ordinanza di sospensione dei lavori era stata notificata e valeva anche quale avvio del procedimento. Ha infine escluso la necessità di una specifica motivazione sull'interesse pubblico concreto e attuale, sulla comparazione con l'interesse privato o sul decorso del tempo, essendo l'interesse pubblico alla repressione dell'abuso e al ripristino della legalità in re ipsa. La motivazione dell'ordinanza era sufficiente in quanto descriveva le opere abusive e la loro esecuzione in assenza dei titoli necessari. Nulla sulle spese, poiché il Comune non si è costituito.
Norme richiamate
art. 35 l. 47/1985
La presentazione di un'istanza di condono non autorizza l'esecuzione di ulteriori opere sul manufatto abusivo; il silenzio-assenso non si forma, nelle aree vincolate, prima dell'acquisizione del parere dell'autorità preposta alla tutela del vincolo. La procedura di completamento prevista dalla norma deve essere specificamente attivata.
art. 31 d.P.R. 380/2001
Costituisce la base della sanzione demolitoria e dell'eventuale acquisizione gratuita dell'opera e dell'area al patrimonio comunale in caso di mancata ottemperanza.
art. 94 d.P.R. 380/2001
Nelle località sismiche i lavori non possono iniziare senza la preventiva autorizzazione dell'ufficio tecnico regionale; per le opere già eseguite non è prevista un'autorizzazione sismica in sanatoria.
art. 27, comma 2, d.P.R. 380/2001
In presenza di opere edilizie realizzate in area vincolata senza autorizzazione paesaggistica, impone all'amministrazione l'adozione della misura repressiva demolitoria nei casi ricondotti all'art. 31.
art. 7 l. 241/1990
La comunicazione di avvio non è necessaria per l'ordine di demolizione quale atto vincolato e sanzionatorio; nel caso concreto, comunque, l'ordinanza di sospensione dei lavori aveva svolto anche funzione di avvio del procedimento.
art. 3 l. 241/1990
L'obbligo motivazionale dell'ordine di demolizione è assolto mediante l'indicazione dei presupposti di fatto, delle opere abusive e della loro difformità o mancanza dei titoli, senza necessità di una specifica comparazione tra interesse pubblico e interesse privato.
art. 1 l. 241/1990
Richiamato dal ricorrente, non risulta violato poiché l'azione repressiva comunale è stata ritenuta conforme ai principi di legalità e buon andamento.
art. 15, comma 2, l.r. Lazio 15/2008
Richiamato nell'ordinanza impugnata quale ulteriore base normativa dell'acquisizione gratuita conseguente alla mancata demolizione.
Massime di principio
- La presentazione di un'istanza di sanatoria o di condono non legittima il proprietario a eseguire, nelle more della definizione del procedimento, ulteriori opere di trasformazione, ampliamento o modifica del manufatto abusivo; tali opere conservano la natura abusiva dell'opera cui accedono.
- Nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, il termine per la formazione del silenzio-assenso sulla domanda di condono decorre solo dall'emanazione del parere dell'autorità preposta alla tutela del vincolo; in assenza di tale parere non si forma alcun titolo tacito di condono.
- La CILA non legittima opere diverse da quelle specificamente descritte nella segnalazione e non può sostituire il permesso di costruire, l'autorizzazione paesaggistica o l'autorizzazione sismica richiesti dalla natura e dall'ubicazione dell'intervento.
- Per le opere edilizie eseguite in località sismica senza la preventiva autorizzazione prevista dall'art. 94 d.P.R. 380/2001 non è prevista un'autorizzazione sismica in sanatoria; la mancanza del titolo preventivo mantiene l'illiceità dell'intervento e può fondare la demolizione.
- L'ordinanza di demolizione di opere abusive è un provvedimento vincolato e sanzionatorio: non richiede, di regola, la comunicazione di avvio del procedimento né una motivazione specifica sull'interesse pubblico concreto e attuale, sulla comparazione con l'interesse del proprietario o sul decorso del tempo, essendo l'interesse pubblico al ripristino della legalità in re ipsa.
- L'obbligo di motivazione dell'ordine di demolizione è soddisfatto dalla descrizione delle opere abusive e dall'indicazione della loro realizzazione in assenza o difformità dai titoli necessari; il tempo trascorso non determina, di per sé, un legittimo affidamento alla conservazione dell'abuso.
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