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Ordinanza

Ordinanza n. 7290/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM dell'Interno emesso in data 21.02.2023 e notificato in data 08.05.2023 di respingimento dell'istanza di cittadinanza italiana K10/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202310049

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana adottato dal Ministero dell'Interno

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale del 21 febbraio 2023, notificato l'8 maggio 2023, con il quale è stata respinta la sua istanza di cittadinanza italiana. Il testo dell'ordinanza non espone i motivi di illegittimità dedotti con il ricorso. Il TAR, nell'ambito dell'attività di smaltimento dell'arretrato, ha verificato la persistenza dell'interesse a ricorrere e la completezza dell'istruzione. Ha rilevato che l'interesse alla decisione persiste, che il Ministero ha depositato il fascicolo del procedimento conclusosi con l'atto impugnato e che non sono state formulate ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio.

La decisione

Il TAR non ha deciso nel merito il ricorso contro il diniego di cittadinanza. Ha disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la calendarizzazione dell'udienza di smaltimento dell'arretrato, ritenendo sussistenti le condizioni per procedere alla fissazione della trattazione. Ha dato atto della persistenza dell'interesse a ricorrere, dell'avvenuto deposito del fascicolo amministrativo ai sensi dell'art. 46 c.p.a. e dell'assenza di ulteriori esigenze istruttorie o di integrazione del contraddittorio. La Segreteria è stata incaricata degli adempimenti, compreso l'oscuramento delle generalità della parte.

Norme richiamate

  • art. 46 c.p.a.

    L'amministrazione ha depositato il fascicolo del procedimento conclusosi con l'atto impugnato, adempiendo all'obbligo richiamato dal giudice.

  • art. 72-bis c.p.a.

    Il differimento della trattazione è considerato incompatibile con il divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi, nel contesto della calendarizzazione delle cause per lo smaltimento dell'arretrato.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    La disposizione è richiamata insieme all'art. 72-bis c.p.a. quale limite ai rinvii della trattazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati quali ulteriori presupposti per la protezione dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nelle cause individuate per lo smaltimento dell'arretrato, il giudice può convocare una camera di consiglio istruttoria per verificare la persistenza dell'interesse a ricorrere, la completezza dell'istruzione e l'assenza di ulteriori esigenze di integrazione del contraddittorio, prima di trasmettere il fascicolo per la calendarizzazione dell'udienza di smaltimento.
  • La persistenza dell'interesse alla decisione e il deposito del fascicolo amministrativo da parte dell'amministrazione consentono di procedere alla calendarizzazione della causa, quando non siano state formulate ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio.
  • Nel contesto dello smaltimento dell'arretrato, il differimento della trattazione deve confrontarsi con il divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi, richiamato dagli artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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