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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1439/2023 del 17/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la confisca di complessivi euro 3.295,00 disposta nella sentenza di patteggiamento per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90. Contestava l'inosservanza e l'erronea applicazione dell'art. 240 c.p., sostenendo la mancata dimostrazione del nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato (ossia che il danaro fosse provento dell'attività di spaccio), e che l'importo era incompatibile con la condotta di lieve entità per cui era stato patteggiato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente motivato la confisca: il denaro era rinvenuto nell'abitazione dove si svolgeva lo spaccio, la polizia aveva osservato molteplici accessi di acquirenti, il denaro era custodito e suddiviso con evidenti modalità di contabilità (buste, cartoncini manoscritti), e mancava un reddito lecita del ricorrente. Pertanto è stato ritenuto sufficiente il nesso eziologico diretto ed essenziale tra il denaro e l'attività di spaccio e legittima la confisca facoltativa ai sensi dell'art. 240 c.p. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Il comma 5 disciplina ipotesi attenuate nelle quali la confisca obbligatoria prevista dall'art. 12-sexies non si applica automaticamente; tuttavia il giudice che definisce con patteggiamento può comunque disporre la confisca facoltativa se ricorre nesso diretto tra cose e reato

  • art. 240 cod. pen.

    La confisca facoltativa (cose 'con speciale qualità', cioè mezzi, prodotti o profitti del reato) è ammessa solo se sussiste un collegamento eziologico diretto ed essenziale con il reato; il giudice deve motivare l'esercizio del potere discrezionale anche in chiave di prevenzione speciale

  • art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992 n. 306, conv. L. 7 agosto 1992 n. 356

    Prevede il sequestro/ confisca obbligatoria di denaro provento di spaccio salvo che operi l'eccezione del comma 5 dell'art. 73; la Corte ricorda che la norma è rilevante ma non osta alla confisca facoltativa quando il giudice motivi il nesso

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Disciplina la definizione del procedimento con patteggiamento; anche nel patteggiamento il giudice deve valutare e motivare la confisca richiesta

Massime di principio

  • La confisca facoltativa ai sensi dell'art. 240 c.p. è consentita anche in ipotesi di patteggiamento per reati di stupefacenti, purché il giudice motivi il nesso diretto ed essenziale tra le cose (denaro) e il reato; non basta un mero rapporto di occasionalità
  • Elementi che rafforzano la legittimità della confisca sono: denaro rinvenuto nel luogo dove avveniva lo spaccio, modalità di custodia e suddivisione tipiche dell'attività di spaccio (buste, annotazioni, cartoncini), osservazione di frequenti passaggi di acquirenti e mancanza di reddito lecita del possessore
  • La presenza di somme superiori a quanto ragionevolmente relativo a un singolo episodio di cessione non impedisce la confisca se il giudice dimostra che il complesso della somma è riconducibile all'attività di spaccio (es. contabilità, ripartizione per fornitori, divisione in tagli)
  • Se il ricorrente contesta la confisca per difetto di pertinenzialità, il rimedio consiste nel dimostrare l'insufficienza o l'illogicità della motivazione: la Corte di legittimità annulla solo se manca una motivazione adeguata o esistono vizi logico-giuridici nella ricostruzione del nesso
  • Nel valutare la confisca il giudice deve esplicitare l'esercizio del potere discrezionale anche in chiave di prevenzione speciale, cioè che la sottrazione del bene serve a prevenire la reiterazione del reato

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