Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 2933/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia • dell’ordinanza dirigenziale n. 37 del 10/2/2025, a firma del Dirigente del Settore VI – Area Urbanistica, recante ordine di ripristino dello stato dei luoghi, ai sensi dell’art. 31 del DPR 380/2001; • di ogni altro atto preordinato, connesso e consequenziale se e comunque lesivo per gli interessi della ricorrente, ivi compresa la relazione di sopralluogo U.T.C. prot. n. 69218 del 29/1/2025, mai comunicata e/o notificata;

Giustizia amministrativa202501817

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza dirigenziale di ripristino dello stato dei luoghi relativa a quattro tettoie realizzate senza titolo edilizio e autorizzazione paesaggistica in area vincolata

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale adottata ai sensi dell’art. 31 del d.P.R. 380/2001, deducendo violazione degli artt. 9-bis, 27 e 31 del d.P.R. 380/2001, degli artt. 2, 3 e 7 della l. 241/1990, degli artt. 3, 10 e 22 del d.P.R. 380/2001 e della l. 47/1985, nonché violazione del giusto procedimento, eccesso di potere, inesistenza dei presupposti, difetto di istruttoria e di motivazione. In particolare, ha sostenuto che le tettoie B e C fossero comprese in un titolo in sanatoria del 2014 e che la tettoia D avesse natura pertinenziale; ha inoltre contestato la mancata comunicazione di avvio del procedimento e l’insufficiente motivazione dell’ordine di ripristino, anche sotto il profilo dell’interesse pubblico alla demolizione. Il ricorso non conteneva specifiche deduzioni riferite alla tettoia A.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Quanto alla tettoia A, ha rilevato l’assenza di qualsiasi specifica censura. Per le tettoie B e C, ha ritenuto non dimostrata l’identità tra i manufatti sanzionati e quelli asseritamente ricompresi nel titolo in sanatoria: le fotografie e il grafico prodotti non consentivano di ricostruirne consistenza, collocazione e dimensioni. In applicazione dell’art. 2697 c.c. e del principio di vicinanza della prova, spettava alla proprietaria fornire adeguata documentazione della corrispondenza tra opere oggetto dell’ordinanza e opere sanate; tale onere non è stato assolto. Il richiamo all’atto di accettazione dell’eredità è stato ritenuto insufficiente, anche perché menzionava una sola tettoia senza indicarne collocazione e dimensioni. Quanto alla tettoia D, il TAR ha escluso che la natura pertinenziale potesse impedire la demolizione: in area sottoposta a vincolo paesaggistico, anche opere astrattamente pertinenziali, se realizzate senza titolo edilizio e autorizzazione paesaggistica, sono soggette alla misura ripristinatoria. La censura sulla mancata comunicazione di avvio del procedimento è stata respinta perché la repressione degli abusi edilizi ha natura vincolata e la partecipazione non avrebbe potuto condurre a un esito diverso. È stata infine ritenuta sufficiente la motivazione dell’ordinanza, fondata sulla descrizione dei manufatti abusivi e sull’indicazione dell’assenza dei necessari titoli. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Costituisce la base dell’ordine di ripristino e della sanzione demolitoria per opere realizzate senza titolo.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    Impone l’esercizio del potere repressivo per opere prive di titolo realizzate in area sottoposta a vincolo paesaggistico, indipendentemente dalla qualificazione edilizia dell’intervento.

  • art. 9-bis d.P.R. 380/2001

    Richiamato tra le norme asseritamente violate, senza autonoma applicazione nella motivazione decisoria.

  • art. 2 l. 241/1990

    Richiamato dalla ricorrente in relazione ai tempi e al procedimento, senza accoglimento della relativa censura.

  • art. 3 l. 241/1990

    L’obbligo motivazionale dell’ordine di demolizione è assolto mediante l’enunciazione dei presupposti di fatto e di diritto e la descrizione dell’abuso.

  • art. 7 l. 241/1990

    La previa comunicazione di avvio non è necessaria per l’ordine di demolizione di opere abusive, trattandosi di attività vincolata.

  • art. 2697 c.c.

    La parte che invoca la corrispondenza tra opere sanzionate e opere oggetto di sanatoria deve provarla; tale onere grava sul proprietario in ragione della vicinanza della prova.

  • l. 47/1985

    Richiamata in relazione al titolo in sanatoria che la ricorrente assumeva comprendere alcune delle tettoie.

Massime di principio

  • In area sottoposta a vincolo paesaggistico, la realizzazione di un manufatto in assenza sia del titolo edilizio sia dell’autorizzazione paesaggistica legittima l’adozione della misura demolitoria, anche quando il manufatto sia astrattamente qualificabile come pertinenza.
  • Chi invoca un titolo in sanatoria per contrastare un ordine di demolizione deve provare, mediante documentazione idonea, l’identità e la corrispondenza concreta tra il manufatto sanzionato e quello oggetto della sanatoria, incluse consistenza, collocazione e dimensioni; tale onere grava sul proprietario in applicazione del principio di vicinanza della prova.
  • La repressione degli abusi edilizi mediante ordine di demolizione costituisce attività vincolata; pertanto, non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento quando la partecipazione del privato non avrebbe potuto modificare l’esito dell’azione amministrativa.
  • L’ordine di demolizione è adeguatamente motivato quando descrive l’abuso e indica l’assenza dei titoli edilizio e paesaggistico necessari, senza necessità di una specifica ponderazione dell’interesse pubblico alla demolizione o di una motivazione ulteriore sull’interesse pubblico.
  • In presenza di opere abusive realizzate in area vincolata e prive dei necessari titoli, la qualificazione dell’intervento come pertinenziale non esclude l’applicazione della sanzione ripristinatoria.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAutorizzazione paesaggisticaPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazionePartecipazione procedimentaleOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.