Cassazione Penale, Sentenza n. 9965/2022 del 22/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti contestavano la sentenza della Corte d'Appello di Ancona che, riformando l'assoluzione di primo grado, aveva dichiarato inammissibile l'appello per prescrizione e li aveva ritenuti responsabili ai fini civili per una presunta truffa nei confronti di Hans Winkler. Le censure principali: mancata o insufficiente prova di artifici o raggiri (in particolare per Mascarucci Alberto e De Paolis), carenza della motivazione circa la condotta concreta attribuita ai singoli imputati, assenza di prova che la L.M. s.r.l. fosse una "società cartiera", e violazione del principio di correlazione fra capo di imputazione e motivazione. Inoltre si eccepiva che la Corte d'appello non avesse fornito la "motivazione rafforzata" richiesta quando riforma in peius una sentenza di assoluzione
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi ritenendoli fondati: ha ritenuto che la Corte d'Appello non abbia fornito la motivazione rafforzata necessaria per giustificare la riforma dell'assoluzione di primo grado, senza spiegare quali elementi probatori giustificassero l'attribuzione di specifiche condotte a Mascarucci Alberto e Mazzoli né quali rassicurazioni fossero state effettivamente fornite da De Paolis. Poiché i reati sono estinti per prescrizione (assenza di res iudicanda penale), la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata agli effetti civili e ha rinviato per nuovo giudizio al giudice civile competente in grado d'appello
Norme richiamate
Principio della "motivazione rafforzata" (giurisprudenza della Cassazione, Sezioni Unite e sezioni semplici)
Sez. U, n. 33748 del 12/07/2005 (Mannino); Sez. 5, n. 8361 del 17/01/2013 (Rastegar); Sez. 2, n. 50643 del 18/11/2014; Sez. 6, n. 10130 del 20/02/2015; Sez. U, n. 14800 del 21/12/2017 (Troise)
La Corte ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui il giudice di appello che riformi in peius una sentenza di assoluzione deve fornire una motivazione rafforzata, esponendo le ragioni precise per le quali il diverso apprezzamento probatorio è stato ritenuto necessario e confutando gli argomenti più significativi della decisione di primo grado
Prescrizione (effetto sul giudicato penale e sugli effetti civili)
La sentenza di merito aveva dichiarato i reati estinti per prescrizione; la Cassazione ha rilevato che, non essendovi più res iudicanda penale, gli effetti civili derivanti dalla decisione penale vanno riesaminati dal giudice civile, annullando la statuizione civile collegata alla sentenza penale impugnata
Principio di correlazione tra capo di imputazione e motivazione della sentenza
La Corte sottolinea che la condanna deve essere motivata in rapporto alla specifica condotta contestata nell'atto di accusa; non è ammissibile che la sentenza introduca fatti, ruoli o qualificazioni non chiaramente riferiti al singolo imputato senza adeguata prova e motivazione
Massime di principio
- Il giudice d'appello che riformi un'assoluzione deve fornire una motivazione 'rafforzata': indicare i passaggi probatori e confutare specificamente le ragioni del primo giudice
- Per integrare il reato di truffa non basta un inadempimento contrattuale o l'accettazione di assegni postdatati: è necessario dimostrare l'artificio o il raggiro e il nesso causale che ha indotto la vittima a cadere nell'errore
- La responsabilità concorrente richiede prova chiara e motivata del comportamento attribuito a ciascun coimputato; la mera presenza del nome nel capo di imputazione non è sufficiente
- Se la sentenza penale viene annullata o il reato è estinto per prescrizione, le questioni di risarcimento collegate vanno rimesse al giudice civile che valuta autonomamente la sussistenza del credito e della responsabilità civile
- Il requisito della correlazione tra atto di accusa e motivazione è essenziale: la decisione non può basarsi su elementi o qualificazioni non contestati o non provati nel processo
- In processi complessi con più società, l'accertamento che una società sia 'cartiera' richiede elementi istruttori concreti e specifici; affermazioni generiche non reggono in cassazione
- La prova di rassicurazioni verbali sulla solvibilità deve emergere con chiarezza dalle deposizioni e deve essere adeguatamente valorizzata nella motivazione della sentenza
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