Sentenza n. 317/2026 - Campobasso, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ritenendo che, alla luce della dichiarazione della ricorrente, non residuasse alcun interesse alla decisione di merito. Le amministrazioni costituite e la controinteressata non hanno contestato la richiesta. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in conformità alla richiesta della ricorrente e in presenza di giusti motivi.
Atto impugnato: decreto commissariale di definizione dei livelli massimi di finanziamento per l'acquisto di prestazioni sanitarie nell'anno 2022 e provvedimento dell'azienda sanitaria che subordinava l'accettazione e contabilizzazione delle fatture dell'ultimo bimestre alla sottoscrizione del contratto annuale
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni sanitarie)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La struttura sanitaria privata accreditata ha impugnato il decreto del Commissario ad acta n. 35 del 27 ottobre 2022, concernente la definizione del budget regionale per l'acquisto di prestazioni ospedaliere e specialistiche ambulatoriali dagli operatori privati accreditati, inclusi i relativi allegati e lo schema contrattuale per l'anno 2022. Sono stati inoltre impugnati il provvedimento dell'A.S.RE.M. del 5 dicembre 2022, con cui l'azienda ha comunicato che non avrebbe accettato e contabilizzato le fatture relative alle prestazioni erogate nell'ultimo bimestre del 2022, nonché, ove occorrente, gli atti presupposti e connessi. La controversia riguardava in particolare la previsione secondo cui l'accettazione e contabilizzazione delle fatture era subordinata alla previa sottoscrizione dell'accordo contrattuale annuale, ai sensi dell'art. 8-quinquies del d.lgs. n. 502/1992. La domanda cautelare era stata respinta per assenza di periculum in mora. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione di merito e ne ha chiesto la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Consente la definizione del giudizio mediante declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato quale disposizione applicabile alla definizione del giudizio.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione del giudizio nell'udienza di smaltimento.
art. 8-quinquies d.lgs. n. 502/1992
Indicato quale base normativa dell'accordo contrattuale tra Servizio sanitario regionale e strutture private accreditate; la sentenza non ne esamina il merito in ragione dell'improcedibilità.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente, quando evidenzia il venir meno dell'interesse concreto e attuale alla decisione e non viene contestata dalle controparti, può fondare la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
- La sopravvenuta carenza di interesse impedisce al giudice amministrativo di procedere all'esame del merito delle censure rivolte contro gli atti impugnati.
- In caso di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, le spese possono essere integralmente compensate quando sussistano giusti motivi e tale regolazione sia richiesta dalla parte senza opposizione delle controparti.
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