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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13665/2026 del 15/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza del Tribunale di Matera del 12/10/2022 per il reato di cui all'art. 646 cod. pen.; la Corte territoriale aveva dichiarato inammissibile l'appello ritenendo applicabile la disciplina novellata (abrogazione dell'art. 583 c.p.p.) e sostenendo che l'atto era stato trasmesso mediante raccomandata il 23/02/2023. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge, sostenendo che la Corte aveva applicato la normativa errata ratione temporis e che l'appello era stato effettivamente depositato via posta elettronica certificata (PEC) entro il termine previsto.

La decisione

La Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha stabilito che il regime applicabile per valutare l'ammissibilità dell'impugnazione è quello vigente alla data di pronuncia della sentenza impugnata (12/10/2022), per cui erano operative le disposizioni previgenti (deposito in cancelleria ai sensi dell'art. 582 c.p.p., e in alternativa raccomandata o telegramma ai sensi dell'art. 583 c.p.p., nel testo allora vigente). Inoltre la Corte ha verificato dagli atti che l'appello era stato trasmesso entro termine sia tramite PEC alla cancelleria sia a mezzo raccomandata, e che la trasmissione via PEC rientrava nella disciplina emergenziale che consentiva il deposito a distanza fino al 31/12/2022. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte di Appello di Salerno per il giudizio di merito.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    Norma sostanziale che individua il reato per il quale l'imputato era stato condannato in primo grado; la sentenza di condanna impugnata si riferisce a questo articolo.

  • art. 582 cod. proc. pen.

    Regola il deposito in cancelleria degli atti: la Corte ha ritenuto che il deposito via PEC, effettuato entro il termine previsto e in base alla disciplina emergenziale, fosse riconducibile a questa modalità di deposito.

  • art. 583 cod. proc. pen.

    Previgente disposizione che consentiva la proposizione dell'impugnazione mediante telegramma o raccomandata; la Corte ha osservato che tale disciplina era applicabile ratione temporis alla sentenza del 12/10/2022.

  • art. 98, comma 1, lett. a), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Norma che ha abrogato, con efficacia dal 30/12/2022, alcune disposizioni sulle modalità di impugnazione (tra cui art. 583 c.p.p.); la Corte ha ritenuto che tale novazione non fosse applicabile alla valutazione dell'ammissibilità dell'impugnazione riferita a sentenza precedente.

  • art. 24 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. con modificazioni nella legge 18 dicembre 2020, n. 176) e proroga (art. 16, comma 4, d.l. 30 dicembre 2021, n. 228 conv. nella legge 25 febbraio 2022, n. 15)

    Disciplina emergenziale che consentiva ai difensori il deposito a distanza mediante trasmissione per PEC; la Corte ha ritenuto che tale disciplina fosse vigente fino al 31/12/2022 e quindi applicabile alla fattispecie, giustificando la validità del deposito via PEC.

  • Sez. U., n. 27614 del 29/03/2007 (principio sulla successione di leggi processuali nel tempo)

    Principio secondo cui, in assenza di disciplina transitoria, il regime delle impugnazioni si individua con riferimento al momento di emissione del provvedimento impugnato; criterio utilizzato dalla Corte per determinare la normativa applicabile ratione temporis.

  • Sez. U., n. 42792 del 31/10/2001 (Policastro)

    Principio che autorizza la Corte di cassazione, quando è denunciato un vizio di cui all'art. 606, comma 1, lett. c), a procedere all'esame diretto degli atti processuali necessari; la Corte lo ha invocato per verificare le modalità di trasmissione dell'atto.

  • art. 606, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Consente di dedurre in cassazione vizi di legittimità derivanti da errori di applicazione della legge o da vizi di procedimento; la Corte ha ritenuto applicabile tale rimedio per censurare l'erronea valutazione dell'ammissibilità dell'impugnazione.

Massime di principio

  • Per valutare l'ammissibilità di un'impugnazione si applica il regime normativo vigente alla data di emanazione del provvedimento impugnato, salvo diverse disposizioni transitorie.
  • Le disposizioni emergenziali che autorizzano il deposito via PEC sono efficaci solo nei termini temporali in cui sono state previste: va verificata la loro efficacia alla data rilevante.
  • Se il ricorrente deduce un 'error in procedendo' sulla modalità di proposizione dell'impugnazione, la Cassazione può accedere agli atti processuali necessari per verificare le modalità di deposito, nei limiti di quanto specificamente allegato nel ricorso.
  • La presenza di più modalità di trasmissione valide (es. PEC e raccomandata) effettuate entro il termine utile rafforza l'ammissibilità dell'impugnazione; in caso di dubbio, occorre esaminare i documenti prodotti.
  • L'abrogazione o la modifica di norme processuali successive alla pronuncia impugnata non può essere automaticamente retroiettata per incidere sulla validità di impugnazioni originate da provvedimenti antecedenti, salvo diversa disciplina transitoria esplicita.
  • In contenziosi dove la normativa procedurale è recente o soggetta a modifiche, è fondamentale documentare con precisione la data e la modalità di trasmissione dell'atto (ricevute PEC, ricevute raccomandata, etc.) per evitare dichiarazioni di inammissibilità per ragioni formali.

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