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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30823/2022 del 09/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnava la condanna per furto aggravato (artt. 110, 624, 625 n.2 c.p.) sostenendo di aver avuto un ruolo meramente occasionale: si sarebbe limitato a presentare due persone, ignorando l'identità reale dell'Hudorovic, non sarebbe intervenuto nei colloqui e negli accordi, la vittima avrebbe spontaneamente consegnato la busta, l'appropriazione sarebbe stata repentina e imprevedibile, e il Maior avrebbe poi cercato di far recuperare il denaro. Contestava inoltre la sussistenza dell'aggravante del mezzo fraudolento, chiedeva la qualificazione in truffa o, comunque, l'estinzione per remissione della querela, l'applicazione dell'art.162-ter (estinz. per riparazione integrale) e il riconoscimento delle attenuanti generiche ex art.62-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso riproponesse in sostanza le stesse doglianze già rivolte in appello senza confrontarsi criticamente con la motivazione di merito; ha confermato la ricostruzione della Corte d'appello secondo cui il Maior ha avuto un contributo attivo (presentazione dell'Hudorovic come "amico fidato", pressioni perché la vittima cambiasse i soldi, rassicurazioni che hanno indotto la fiducia della vittima, e dopo il furto tentativi di impedire l'intervento dei Carabinieri anche con minacce). Ha ritenuto congrua la qualificazione del fatto come furto aggravato dall'uso del mezzo fraudolento (art.625 n.2 c.p.), non come truffa, perché lo spossessamento si è realizzato "invito domino" e non per un atto dispositiv o volontario della vittima; ha escluso l'applicabilità dell'art.162-ter perché non ricorrevano i presupposti procedurali; ha ritenuto giustificato il diniego delle attenuanti generiche con motivazione sufficiente ai sensi dell'art.133 c.p. Conseguenze: ricorso inammissibile, conferma della condanna e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    Principio del concorso di persone nel reato: il Maior è stato ritenuto concorrente nel reato consumato da altri

  • art. 624 c.p.

    Definizione del reato di furto: contestato lo spossessamento della busta contenente denaro

  • art. 625 n.2 c.p.

    Aggravante per uso di mezzo fraudolento: la Corte ha ritenuto che l'uso di nome falso e l'induzione a recarsi in abitazione costituiscano "mezzo fraudolento" idoneo ad aggravare il furto

  • art. 640 c.p.

    Norma sulla truffa: richiamata nelle censure del ricorrente, ma la Corte ha escluso la sussunzione per la mancanza di consenso dispositvo della vittima

  • art. 162-ter c.p.

    Causa di estinzione del reato per riparazione: la Corte ha escluso l'applicabilità perché non erano rispettati i presupposti procedurali (termine temporale e valutazione del giudice sulla congruità)

  • art. 62-bis c.p.

    Attenuanti generiche: la Corte d'appello ha motivato il diniego con richiamo ai criteri dell'art.133 c.p.; la Cassazione ha ritenuto la motivazione adeguata e non sindacabile in questa sede

  • art. 133 c.p.

    Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione delle attenuanti generiche: utilizzati dal giudice di merito per motivare la negazione delle attenuanti

  • Legge 23 giugno 2017, n.103

    legge 23 giugno 2017, n. 103

    Rilievo procedurale per l'applicazione dell'art.162-ter: la causa di estinzione può essere rilevata solo se sussistono specifici presupposti temporali e procedurali

  • DL 23 maggio 2008, convertito L. 24 luglio 2008, n.125

    dl. 23 maggio 2008, n. 2002, convertito dalla L. 24 luglio 2008, n. 125

    Richiamata in relazione alla modificazione dell'art. 62-bis e alla disciplina delle attenuanti generiche

Massime di principio

  • Il giudice di legittimità non riconsidera la valutazione di merito se la Corte d'appello ha fornito motivazione logica e congrua; i motivi che ripropongono le stesse doglianze già decise in appello sono inammissibili
  • Può integrare il concorso di persone chi, pur non materialmente sottraendo il bene, concorre attivamente all'inganno (presentazioni, rassicurazioni, pressioni) che rende possibile lo spossessamento
  • L'aggravante del "mezzo fraudolento" ai sensi dell'art.625 n.2 c.p. comprende ogni azione astuta o insidiosa che sorprenda o soverchi la volontà del detentore e faciliti la sottrazione; l'uso di false identità e l'induzione a recarsi in un luogo isolato rientrano in tale nozione
  • La distinzione tra furto aggravato dal mezzo fraudolento e truffa dipende dal carattere dell'atto dispositvo della vittima: se lo spossessamento avviene "invito domino" e la presa materiale avviene contro la volontà del titolare, si configura furto; se la consegna è un atto dispositvo viziato dall'errore indotto, si configura truffa
  • L'art.162-ter c.p. (estinzione per riparazione) è soggetto a condizioni procedurali precise (termini e valutazione del giudice) che, se non rispettate, ne impediscono l'applicazione
  • Per il riconoscimento o il diniego delle attenuanti generiche ex art.62-bis c.p. è sufficiente che il giudice dia conto di avere valutato i criteri dell'art.133 c.p.; l'onere motivazionale è più stringente per chi chiede il riconoscimento delle attenuanti che per chi le nega

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