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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42081/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Bafunno Pasquale impugnava la sentenza della Corte di appello di Torino che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Torino per il reato previsto dall'art. 216, comma 3, della Legge Fallimentare. Il ricorrente deduceva, tra l'altro, la violazione del principio di par condicio creditorum e chiedeva che la Corte di appello si pronunciasse su tale questione sollevata in appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato che il ricorso non era manifestamente infondato poiché la Corte di appello non aveva fornito una risposta compiuta alla specifica questione sulla par condicio creditorum sollevata in appello. Tuttavia, è stato preso atto che il 17 marzo 2023 era maturato il termine massimo di prescrizione (decorsi 7 anni e 6 mesi dalla data di commissione del fatto), senza che si fossero verificate sospensioni. Conseguentemente la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si è estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 216, comma 3, Legge Fallimentare

    La norma è stata la fattispecie penale contestata all'imputato e costituisce la base della condanna confermata in appello; nella decisione della Cassazione viene richiamata come reato per il quale è intervenuta la prescrizione.

  • norme sulla prescrizione del reato

    La Corte ha valutato il decorso del termine prescrizionale (7 anni e 6 mesi dalla commissione del fatto) e la mancanza di sospensioni, concludendo che la prescrizione era maturata e quindi il reato si è estinto, imponendo l'annullamento senza rinvio.

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello non risponde compiutamente a una specifica censura sollevata in appello (es. violazione della par condicio creditorum), la Cassazione può ritenere il ricorso non manifestamente infondato e procedere all'esame delle questioni processuali rilevanti.
  • Quando, al momento della decisione della Cassazione, risulta maturata la prescrizione del reato (calcolata secondo le regole applicabili e senza sospensioni), il giudice di legittimità può annullare la sentenza impugnata senza rinvio perché il reato si è estinto.
  • L'estinzione del reato per prescrizione estingue la sanzione penalmente irrogabile e impedisce che la vicenda venga rimessa al giudice di merito per una nuova valutazione sul merito della condotta.
  • In casi similari è fondamentale verificare con precisione la data di commissione del fatto, il termine prescrizionale applicabile e l'eventuale verificarsi di cause di sospensione o interruzione della prescrizione.
  • La deduzione di violazioni procedurali rilevanti (come la par condicio creditorum) richiede che il giudice d'appello dia risposte motivatamente adeguate; l'omessa o insufficiente motivazione su tali censure può essere motivo di intervento della Cassazione.

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