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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21135/2026 del 09/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Pisa del 22/10/2025 che aveva dichiarato la nullità del decreto di citazione a giudizio per mancata traduzione degli atti in una lingua conosciuta dall'imputato e aveva disposto la restituzione degli atti al PM. Il Procuratore ha denunciato abnormità dell'ordinanza sostenendo, tra l'altro, che l'azione penale era stata esercitata ex art. 558 c.p.p. a seguito di arresto in flagranza (pertanto non risultava decreto di citazione da notificare), che era stata adottata sentenza ex art. 420-quater c.p.p. nonostante fosse stato nominato un difensore di fiducia, che era stato nominato difensore d'ufficio senza revoca di quello di fiducia e che l'imputato aveva dichiarato di comprendere la lingua italiana.

La decisione

Il Tribunale ha rilevato che l'imputato è deceduto il 18/02/2025; il decesso determina l'estinzione del rapporto processuale e fa venir meno l'interesse del Pubblico Ministero ad impugnare. Di conseguenza la Corte di legittimità ha dichiarato sopravvenuto venir meno dell'interesse e ha adottato la declaratoria richiesta dalle parti, rendendo il ricorso del Procuratore privo di oggetto (inammissibile/sospeso per estinzione del processo). L'ordinanza impugnata non è stata esaminata nel merito a causa dell'estinzione del procedimento per decesso.

Norme richiamate

  • art. 558 c.p.p.

    Richiamata dal ricorrente per sostenere che l'azione penale era esercitata a seguito di arresto in flagranza e che, quindi, non risultava emesso un decreto di citazione a giudizio da notificare.

  • art. 420-quater c.p.p.

    Richiamata dal ricorrente per contestare la modalità di adozione della sentenza nonostante la presenza di un difensore di fiducia e il procedimento iniziato per flagranza.

  • Principio dell'estinzione del processo per decesso dell'imputato

    Applicato dal giudice: il decesso comporta estinzione del rapporto processuale e la perdita di interesse dell'impugnante, rendendo il ricorso privo di oggetto.

Massime di principio

  • Il decesso dell'imputato estingue il rapporto processuale e, di norma, fa venir meno l'interesse dell'impugnante: i ricorsi possono essere dichiarati inammissibili o privi di oggetto senza esame del merito.
  • Questioni processuali rilevanti (es. nullità per mancata traduzione) possono rimanere senza esito se sopravviene l'estinzione del procedimento; la verifica delle condizioni di ammissibilità dell'impugnazione è preliminare rispetto al merito.
  • Nel procedimento per arresto in flagranza (richiamato ex art. 558 c.p.p.) la struttura e le notifiche procedurali differiscono rispetto al rito ordinario: va verificato se ed quando sia stato emesso un decreto di citazione a giudizio.
  • La nomina di un difensore d'ufficio pur in presenza di un difensore di fiducia necessita di valutazione formale: la revoca del difensore di fiducia o la mancata efficacia della sua nomina possono essere rilevanti, ma non prevalgono se il procedimento si estingue.
  • La dichiarazione di comprensione della lingua da parte dell'imputato è elemento valutabile, ma non automaticamente sostitutivo dell'obbligo di traduzione degli atti quando previsto; tuttavia, la valutazione di tali vizi procedurali può diventare teorica se sopravviene l'estinzione del processo.

Testo integrale

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