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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14196/2022 del 05/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (venditore)

La controversia

La controversia nasce da un procedimento monitorio promosso da una società fornitrice per ottenere il pagamento del prezzo di tre apparecchi laser asseritamente venduti e consegnati a una società cliente. La società cliente propose opposizione al decreto ingiuntivo sostenendo che almeno uno degli acquisti fosse stato effettuato con riserva di gradimento, con facoltà di restituire il bene se non idoneo all'uso; dedusse inoltre di avere negato il gradimento e che, quindi, il contratto non si sarebbe perfezionato per quel bene e nulla sarebbe stato dovuto. Il Tribunale revocò l'ingiunzione solo in parte e condannò l'opponente al pagamento di una somma ridotta, ritenendo che il bene non restituito tempestivamente dovesse considerarsi acquistato quanto meno per facta concludentia. La Corte d'appello confermò. In cassazione la società acquirente denunciò, con un unico motivo, violazione dell'art. 1520 c.c., sostenendo che nella vendita con riserva di gradimento il giudice non potrebbe integrare il contratto fissando un termine congruo per la manifestazione del gradimento o del mancato gradimento, poiché l'acquisto non si sarebbe perfezionato in mancanza di espresso assenso.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che, nella fattispecie, il bene si trovasse presso il compratore e che, in tale ipotesi, la disciplina della vendita con riserva di gradimento consenta di ricostruire l'operazione come vendita già perfezionata, dalla quale il compratore può recedere per mancato gradimento. Ha quindi affermato che, mancando un termine espresso o desumibile dagli usi per la manifestazione del non gradimento, il giudice può integrare il regolamento contrattuale facendo applicazione dell'art. 1374 c.c. e valutando un termine congruo secondo equità. Ne ha desunto che la Corte d'appello aveva correttamente considerato tardiva e non significativa la restituzione del bene, avvenuta a distanza di oltre un anno e in modo informale. La ricorrente è stata inoltre condannata alle spese del giudizio di legittimità e al contributo unificato დამატivo.

Norme richiamate

  • art. 633 c.p.c.

    Ricorso ex art. 633 cod. proc. civ.

    Norma posta a base del procedimento monitorio originario per il pagamento del prezzo delle apparecchiature.

  • art. 1520 c.c.

    "Vendita con riserva di gradimento"

    Nella vendita con riserva di gradimento, quando la cosa si trova presso il compratore, l'operazione può essere letta come vendita già perfezionata, dalla quale il compratore può recedere comunicando il mancato gradimento; non è esclusa la possibilità di integrare il regolamento contrattuale quanto al tempo del recesso.

  • art. 1331 c.c.

    La Corte esclude che la fattispecie possa essere ricondotta alla disciplina dell'opzione, e quindi alla fissazione giudiziale del termine per l'accettazione.

  • art. 1374 c.c.

    "il contratto obbliga le parti non solo a quanto è nel medesimo espresso, ma anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge, o, in mancanza, secondo gli usi e l'equità"

    È la base dell'integrazione del contratto mediante equità, che consente al giudice di colmare le lacune del regolamento negoziale fissando un termine congruo per il mancato gradimento.

  • art. 360, 1° co., n. 3, c.p.c.

    Denuncia di violazione o falsa applicazione di legge

    Il motivo viene esaminato come censura di diritto, non come critica al giudizio di fatto.

  • art. 360, 1° co., n. 5, c.p.c.

    Richiamo al vizio di motivazione

    La Corte precisa che, per effetto dell'art. 348 ter c.p.c., la sentenza d'appello che conferma quella di primo grado non è impugnabile in cassazione per il vizio di cui al n. 5.

  • art. 348 ter c.p.c.

    Si applica ratione temporis e preclude il ricorso per cassazione ex art. 360, n. 5, contro la sentenza di appello che confermi la decisione di primo grado.

  • art. 13, 1° co. quater, d.p.r. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, 1° co. bis, d.p.r. 115/2002

    Costituisce il parametro per il calcolo dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Nella vendita con riserva di gradimento, se la cosa si trova presso il compratore, l'operazione può essere qualificata come vendita già perfezionata, dalla quale il compratore conserva la facoltà di recedere per mancato gradimento.
  • Quando il contratto non prevede un termine per la dichiarazione di mancato gradimento e non risultano usi applicabili, il giudice può integrare il regolamento negoziale secondo equità, individuando un termine congruo alla luce della funzione del contratto e del contemperamento degli interessi.
  • La tardiva restituzione del bene, specie se avvenuta molto tempo dopo la consegna e in forma informale, può essere valorizzata come comportamento incompatibile con l'esercizio tempestivo del recesso per mancato gradimento.
  • La disciplina della vendita con riserva di gradimento non va confusa con quella dell'opzione: nel primo caso l'integrazione del contratto può avvenire ex art. 1374 c.c., non mediante fissazione giudiziale del termine di accettazione propria dell'opzione.
  • In cassazione, il motivo che in realtà investe la valutazione dei fatti non può essere scrutinato come vizio di motivazione quando operi il filtro dell'art. 348 ter c.p.c. per sentenza d'appello confermativa.

Come è indicizzato

MaterieCompravenditaImpugnazioni
RamiContrattiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezzaNullità

Testo integrale

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