Cassazione Penale, Sentenza n. 51394/2023 del 22/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per ottenere la revoca o l'attenuazione della misura di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno di durata quadriennale, asserendo che i reati contestati erano per lo più piccole truffe a clienti dell'agenzia immobiliare, molti procedimenti si erano conclusi o si stavano concludendo con remissione della querela dopo restituzione delle somme, e che dopo l'applicazione della misura non aveva avuto contatti con soggetti gravati da precedenti penali se non con la persona autorizzata ad accompagnarla al lavoro e con il convivente. Impugnava l'ordinanza che aveva confermato la misura sulla base di una informativa della Questura che riferiva violazioni dell'obbligo di soggiorno e frequenti contatti con pregiudicati, nonché la frequentazione del convivente pregiudicato. Due censure in Cassazione: (i) travisamento della prova e omissione di valutazione della memoria difensiva e dei documenti che avrebbero smentito l'informativa di polizia; (ii) errata applicazione di legge relativamente al fatto di considerare la frequentazione del convivente come elemento di persistenza della pericolosità, con contestuale questione se i rapporti familiari/affettivi debbano essere recisi per evitare violazioni della prescrizione di non frequentare pregiudicati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto fondato il primo motivo: la Corte d'Appello non ha esaminato e valutato la memoria difensiva e i documenti allegati che, se considerati, potevano smentire le asserite violazioni dell'obbligo di soggiorno (esistenza di autorizzazioni per gli spostamenti, limitate frequentazioni con persone pregiudicate riconducibili al solo convivente). Per tali ragioni ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte d'Appello di Bologna in diversa composizione per un nuovo esame con piena libertà valutativa, ma nel rispetto dei principi indicati dalla Cassazione. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito: il giudice di rinvio dovrà valutare, anche alla luce della giurisprudenza citata, l'effettività della violazione dell'obbligo di soggiorno connessa alla frequentazione del convivente e la rilevanza del suo pregiudizio ai fini della persistenza della pericolosità sociale.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. e), codice di procedura penale
Riguarda il vizio per travisamento della prova/omissione di valutazione delle difese: la mancata considerazione di memorie difensive rilevanti può incidere sulla correttezza logico-giuridica della motivazione e determinare l'annullamento del provvedimento
art. 606, comma 1, lett. b), codice di procedura penale
Attiene alla censura per falsa applicazione della legge (errata interpretazione normativa da parte del giudice), dedotta dalla ricorrente con riferimento all'applicazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale
art. 75 del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159
Norma richiamata in relazione alla prescrizione di non associarsi abitualmente a persone condannate o sottoposte a misure di prevenzione o sicurezza; la Corte richiama l'applicabilità della norma nel valutare la violazione della prescrizione
art. 8, comma 4, del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159
Prevede il divieto, per il sorvegliato speciale, di associarsi abitualmente a persone che hanno subito condanne o sono sottoposte a misure; la Corte di legittimità osserva che il rapporto di parentela o affinità non esclude automaticamente la rilevanza della frequentazione, ma è possibile richiedere autorizzazione per incontri familiari per motivi leciti
Massime di principio
- La mancata valutazione di memorie difensive e documenti probatori rilevanti può compromettere la logicità della motivazione del giudice e giustificare l'annullamento del provvedimento per difetto istruttorio; i difensori devono quindi curare l'acquisizione e la rappresentazione chiara di documentazione che smentisca informativi di polizia.
- Le informative di polizia non vanno assunte come verità assoluta: il giudice deve verificarne la attendibilità e confrontarle con le prove contrarie prodotte dalla difesa (autorizzazioni a spostarsi, ricevute di restituzioni, ecc.).
- Per accertare violazioni dell'obbligo di soggiorno occorre provare l'illiceità degli spostamenti; autorizzazioni anche antecedenti vanno valutate e possono giustificare gli allontanamenti segnalati.
- La frequentazione di persone pregiudicate, anche se familiari o conviventi, non determina automaticamente la persistenza della pericolosità sociale: il giudice deve valutare la effettività e la rilevanza del pregiudizio, e la possibilità per il sorvegliato di chiedere autorizzazioni per incontri familiari per motivi leciti.
- In casi di controversie su misure di prevenzione, l'annullamento con rinvio comporta un nuovo esame libero ma vincolato al rispetto dei principi di corretta valutazione delle prove e delle difese; la nuova decisione dovrà motivare espressamente sulle questioni omesse in precedenza.
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